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Zone Italia Covid: svolta sui criteri dei colori. Oggi Conferenza delle Regioni

Roma, 20 febbraio 2021 – E’ un appuntamento importantissimo, la Conferenza delle Regioni convocata per le ore 17 dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, nella quale si discuterà dell’emergenza Covid e più in particolare del sistema basato sulla suddivisione in zone colorate (bianca, gialla, arancione e rossa) dell’Italia. Proprio dalle regioni infatti sta salendo la pressione per una revisione del sistema a colori con gli stop and go (l’ultimo dei quali riguarda da domani domenica 21 febbraio Emilia Romagna, Campania e Molise) che impongono cambiamenti difficili da metabolizzare per cittadini e categorie economiche (esempio su tutti bar e ristoranti aperti in ziona gialla ma chiusi in zona arancione).

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1) Una svolta nei criteri

Questa sera i governatori discuteranno, a quanto è già trapelato, di una possibile revisione dei criteri che attualmente sovrintendono all’assegnazione delle regioni nelle singole zone. E c’è da dire al proposito che recentemente è stato rivisto abbassato il coefficiente Rt per andare in zona arancione o rossa. Questo dovuto anche all’impatto negativo che hanno sulla curva dei contagi le varianti del virus. Potrebbe dunque accadere che emerga la proposta di rivedere i criteri (magari in senso più restrittivo) per rendere più difficile ad esempio il passaggio in zona gialla. Si è visto infatti che il passaggio in zona gialla in molti territori ha significato un aumento dei contagi.

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Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, chiede criteri “più oggettivi”. E spiega: “Io per primo vado a vedere le tabelline dei contagi, e vedo che stamani noi ne abbiamo 950, ma la Lombardia ne ha 3700: perché la Lombardia è zona gialla e noi restiamo in arancione? Io un po’ me lo domando, quindi io vorrei che questi dati fossero quelli a cui ci si riferisce: i contagi, le terapie intensive, i posti Covid occupati negli ospedali, perché il criterio sia chiaro, trasparente al cittadino come al presidente. Se non appare chiaro al presidente, vi immaginate al cittadino?”.

2) Unica zona arancione

Ma c’è anche un’ipotesi più radicale ed è quella quella di istituire una zona unica arancione in tutt’Italia per qualche tempo in modo tale da abbassare la curva del contagio che invece negli ultimi giorni registra dati poco incoraggianti (qui il bollettino di oggi). La richiesta di restrizioni omogenee su tutto il territorio nazionale viene da più regioni. Se n’è fatto interprete per primo proprio Bonaccini che ha chiesto se non valga la pena stabilire regole più restrittive per tutti almeno per un certo perido di tempo. E il suo assessore alla Sanità, Raffaele Donini parla di “fallimento del sistema dei colori”.  Ma tra gli stessi governatori non c’è unanimità di vedute (Toti è contrario a d una zona arancionee unica che comporterebbe in tutt’Italia la chiusura di bar e ristoranti). 

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Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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