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Zona gialla, verso nuovi parametri sui colori delle regioni. Sicilia più a rischio

I punti chiave

2′ di lettura

Le modifiche in arrivo dei parametri per i cambi di colore consentiranno venerdì a quattro regioni di non passare in zona gialla. In base agli attuali criteri basati sulla mera incidenza dei contagi, Sardegna (74), Sicilia (61), Lazio (61)e Veneto (58), tutte sopra la soglia limite dei 50 nuovi casi settimanali, sarebbero state “retrocesse” dalla cabina di regia in fascia gialla, dove vige obbligo di mascherina anche all’aperto. Ma anch’esse resteranno bianche perché i nuovi criteri che il governo sta mettendo a punto affiancano all’incidenza dei contagi il tasso di ospedalizzazione. Finora basso ovunque. Ecco perché tutte le regioni (per ora) sono al riparo da cambi di colore. Anche se la Sicilia è più a rischio delle altre, perché registra un tasso di occupazione di posti letto di malati Covid in terapia intensiva (3%) e nei reparti ordinari (5%) in entrambi i casi sopra la media nazionale (2% per entrambi).

Verso i nuovi parametri basati sui ricoveri in ospedale

I dettagli saranno resi noti nelle prossime ore. Per retrocedere in fascia gialla non sarà sufficiente superare i 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Sulla revisione dei parametri, al momento l’accordo non c’è: i presidenti di regione propongono una soglia del 20% per le terapie intensive e del 30% per i reparti ordinari, oltre la quale si andrebbe in zona gialla. Percentuali ben più alte di quelle suggerite da tecnici ed esperti, che hanno indicato rispettivamente un 5% e un 10%, ed infatti il governo è intenzionato a inserire nel decreto soglie più basse. La trattativa è ancora in corso ma l’ipotesi sulla quale si sta lavorando è di un 10% come soglia massima per le rianimazioni e del 15% per le aree mediche.

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I DATI DEL CONTAGIO

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Tutte le regioni per ora sotto soglia

Quale che sia il punto di caduta finale, va registrato che malgrado l’aumento dei contagi, la campagna di vaccinazione sta garantendo uno scudo efficace rispetto a ricoveri (sia pure in leggero aumento) e decessi. La media italiana di occupazione di posti letti sia nelle terapie intensive che nei reparti ordinari è per entrambe del 2%. E anche nelle regioni a più alta incidenza di nuovi casi, siamo lontani dalle soglie minime e massime oggi in discussione.

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La Sicilia ha però una soglia di occupazione dei letti in terapia intensiva (3%) e dei reparti ordinari (5%) più alta della media nazionale. Nel Lazio siamo al 3% in terapia intensiva e al 2% nei reparti ordinari. In Sardegna 1% in terapia intensiva e 4% nell’area non critica. Situazione ancora più sotto controllo in Veneto (1% in entrambi i reparti). Va monitorata però anche la Calabria, dove malgrado l’incidenza dei contagi sia ancora sotto controllo (19 casi settimanali ogni 100mila abitanti), le terapie intensive sono al 3% e i reparti ordinari al 6 per cento.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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