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Zona gialla, strade rosso (sangue): scia di morti a Roma e provincia, otto le vittime in sei giorni

Sono passati nove giorni da quando Roma è tornata in zona gialla. Le strade sono tornate trafficate e se prima, con le restrizioni, c’erano in giro meno automobili e scooter con qualcuno ne approfittava per spingere di più (spesso anche oltre il limite) il piede sull’acceleratore, ora la pratica pericolosa rischia di diventare mortale. A maggior ragione considerando che sulle arterie il numero di auto e scooter è tornato ad aumentare sensibilmente, e la sera – con l’ansia da coprifuoco – la velocità e la fretta di tornare a casa crea un mix fatale. 

A Roma e provincia da giovedì scorso le strade sono tornate a macchiarsi di rosso sangue. Le famiglie sono tornate a piangere e il nero, come segno di lutto, riempie nuovamente le pagine dei profili social. Otto le vittime in sei giorni. Il primo, in ordine di tempo, è stato il primario del San Camillo Agazio Menniti. L’incidente stradale in cui ha perso la vita è avvenuto la sera del 29 aprile sul Grande Raccordo Anulare, fra le uscite Boccea e Casal del Marmo. Mettiniti era il chirurgo che salvò Manuel Bortuzzo.

Ventiquattro ore dopo e le cronache hanno raccontato la morte di Adriano Bellucci, 52 anni. Era su viale Jonio quando all’altezza dell’incrocio con via Matteo Bandello, con il suo scooter ha impattato contro una cisterna: è morto sul colpo. Nella notte tra venerdì e sabato la terza vittima: Alessandro Pomante, 37 anni, morto ad Anguillara.

L’incidente alle 2 di notte su via Settevene Palo. Dopo una curva ha perso il controllo del mezzo ed è caduto, finendo sbalzato dal suo scooter. Non c’è stato nulla da fare. Domenica è stato il giorno in cui ha smesso di battere anche il cuore di Elena Baruti, la 18enne è stata investita da un’auto, una Audi A1, mentre attraversava la strada sulla via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via di Sant’Agnese, poco distante dalla sua abitazione. Stava tornando a casa poco prima del coprifuoco. 

Soccorsa dal 118 è stata trasportata d’urgenza al nosocomio universitario di viale Regina Margherita dove è poi morta dopo oltre due giorni d’agonia. La famiglia ha deciso di onorare la scelta di Elena, donando i suoi organi che salveranno così sei persone.

La sera di domenica 2 maggio, intorno alle 22 e quindi poco prima del coprifuoco, Valer Beriutan – un senza fissa dimora di 59 anni – è stato ucciso, investito da un’auto condotta da un ragazzo di 26 anni che, in un primo momento, si era allontanato da viale Palmiro Togliatti, luogo della tragedia. Una conta amara che lunedì, ad inizio settimana, si è aggiornata ancora quando in provincia di Roma, a Monterotondo, un 67enne ha perso la vita a seguito di un incidente stradale sulla statale 4 Salaria all’altezza del km 20, in località Tenuta Santa Colomba intorno alle 16:45. 

Una lunga scia di sangue che non si è placata nelle ultime ore. Poco dopo la mezzanotte tra il 3 e il 4 maggio, ben oltre l’orario del coprifuoco, un ragazzo di 26 anni ha perso il controllo della sua Volkswagen Polo e si è ribaltato in via Canale della Lingua, all’altezza dell’incrocio con via Epaminonda nella zona che divide Stagni di Ostia e Castel Fusano con Casal Palocco. A Lanuvio, comune dei Castelli Romani, un uomo di 48 anni è morto invece dopo uno scontro frontale con un’altra auto. L’ottava vittima in sei giorni.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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