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Zona gialla Puglia, arancione Sardegna, Sicilia e altre tre: domani cambio colori, ecco chi cambia

Sardegna spera di entrare in zona arancione insieme alla Calabria, la Sicilia e la Basilicata. La Puglia sogna la zona gialla. Domani si saprà se l’Italia sta imboccando la strada giusta per abbassare i contagi Covid e contemporaneamente, in maniera graduale, riacquistare porzioni di libertà. Domani si riunirà la cabina di regia del Ministero della Salute che ogni settimana ha il compito di fare il punto della situazione epidemiologica e di decidere quale regione merita di cambiare colore e quindi di assumere un regime più o meno restrittivo. In un’Italia prevalentemente gialla, colore scattato lo scorso lunedì 26 aprile, sono pochissime le regioni destinate a cambiare colore. Tre sono le regioni su cui sono puntati i fari. Spera la Sardegna, unica regione a passare in poco tempo dalla zona bianca alla zona rossa. Domani dovrebbe imboccare la lunga strada della progressiva mitigazione sanitaria e tornare quindi arancione. Mentre rischia di passare dall’arancione al rosso la Valle d’Aosta. Dopo settimane molto critche, infine, la Puglia, attualmene in zona arancione (ma con numeri da gialla tranne l’incidenza, 7 giorni fa), spera di passare in zona gialla. Rimangono in arancione la Calabria e la Sicilia. Confermate anche tutte le zone gialle.

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In vista dell’estate, e in base al calo dei contagi, l’Italia dunque riapre poco a poco. È il “rischio calcolato” evocato dal premier Mario Draghi che abbina alle riaperture anche una progressiva capacità di vaccinazione su larga scala. Ed è l’inizio di una nuova fase e di un nuovo approccio alla pandemia che soprattutto gli amministratori delle regioni vorrebbero. Il sistema dei colori, dice il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ad esempio, andrebbe rivisto. Il sistema «penso possa essere stato utile nell’autunno dello scorso anno. Penso altrettanto che le misure in mezzo a una pandemia siano da modulare rispetto alla situazione contingente», ha detto Fedriga a Omnibus su La7. «Ad esempio – ha spiegato – a marzo 2020 erano utili misure restrittive nazionali. Oggi penso che nessuno si deve sentire smentito se, rispetto a situazione attuale, diffusione del virus ma anche condivisione da parte delle comunità delle misure, si possano trovare strategie diverse per essere più efficaci».

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La situazione attuale: chi è in arancione e chi in giallo

C’è una sola regione in zona rossa: è la Sardegna. Cinque regioni sono in zona arancione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta.

In zona gialla è collocato il resto d’Italia e quindi le regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.

La Puglia

Per la prima volta dopo 2 mesi l’occupazione delle  Terapie Intensive scende sotto il 40%. La pressione sugli ospedali dunque si allenta ed è un buon segnale che potrebbe condurre la Puglia in zona gialla dopo settimane molto critiche.

La soglia delle Terapie intensive occupate in questo momento è al 39%, 10 punti in meno rispetto al picco del 49% toccato domenica 18 aprile. È in calo il tasso di occupazione anche nei reparti di Medicina Covid (malattie infettive e pneumologia) ma la discesa è più lenta: attualmente è pari al 46%, contro il picco del 51% di sabato 17 aprile. 

Il caso Sardegna

La Sardegna dovrebbe passare dalla zona rossa a quella arancione. Nella settimana 21-27 aprile la Regione Sardegna ha registrato un incremento percentuale dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 3,4%. Negli ultimi 14 giorni (14-27 aprile) si rileva un’incidenza di 251 casi positivi per 100.000 abitanti (250 x 100.000 è la soglia della zona rossa). 

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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