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Zona gialla e arancione, cambiano colore 4 regioni (Abruzzo, Toscana, Sicilia e Puglia). Spostamenti tra regioni, restano divieti


Zona gialla e arancione, cambiano colore 4 regioni (Abruzzo, Toscana, Sicilia e Puglia). Spostamenti tra regioni, restano divieti

Sono attualmente in zona gialla la Provincia autonoma di Trento e 16 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia (da oggi) Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto. In zona arancione vi sono Provincia Autonoma di Bolzano (tutt’ora in lockdown), Sicilia, Umbria. Nessuna regione in zona rossa e zona bianca. Microzone rosse sono state allestite in Umbria, Toscana,  Abruzzo, Sicilia e Molise.

Umbria, rischio zona rossa

I colori delle regioni potrebbero mutare entro il fine settimana. Va detto che in queste ore si fa piuttosto insistente l’indiscrezione che vorrebbe l’Umbria diventare un’unica zona rossa. Se fare zona rossa tutta l’Umbria «lo dirà il comitato tecnico, perché queste non sono scelte politiche ma strategiche legate ad esiti tecnici», ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Umbria, Luca Coletto, durante l’aggiornamento sull’andamento della pandemia con il Nucleo epidemiologico regionale. Un quadro definito «complesso». Dal rapporto settimanale, infatti, emerge anche che l’incidenza dei casi di positività, maggiore nelle aree dal Trasimeno e verso il perugino e folignate, stanno ora piano piano scendendo verso sud, interessando anche l’assisano, lo spoletino con la Valnerina e l’orvietano. «Se mettere anche altre aree in zona rossa significa salvare delle vite dall’infezione perché no» ha commentato Coletto. «Di politico qua come scelta c’è poco – ha aggiunto -, vanno fatte solo delle valutazioni tecniche».

Il Nucleo epidemiologico ha poi evidenziato che al momento «sono più le persone che si ammalano di quelle che guariscono e quindi c’è un andamento in salita piuttosto lineare per gli attualmente positivi». C’è poi «un andamento diverso dei ricoveri sia ordinari che di terapia intensiva rispetto all’ondata precedente, visto che ora – è stato detto – si toccano picchi abbastanza elevati, più alti di quando c’erano il doppio dei casi di ora». Per il Nucleo epidemiologico questo sta ad indicare che «c’è qualcosa di più aggressivo, anche se avere dei cluster ospedalieri potrebbe inquinare il dato». 
 

Le regioni

Veneto sicuro della zona gialla

«Abbiamo un indice Rt allo 0,72, e una buona incidenza dei positivi, pari a 98 su 100 mila abitanti in una settimana. Quindi non ci sono preoccupazioni: la zona gialla in Veneto dovrebbe essere confermata senza problemi». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa. E Zaia ha anche spiegato che «per me tra zone gialle gli spostamenti dovrebbero essere consentiti tra le Regioni».

Sicilia pronta a diventare gialla

«Stiamo raccogliendo alcuni dati, per fortuna, confortanti: diminuisce il numero dei ricoveri anche in terapia intensiva, dei contagiati e abbiamo un Rt intorno allo 0,60, anche se ancora non ufficiale. Ho buoni motivi per pensare che col dato ufficiale di domani potremo chiedere al governo non solo l’introduzione della zona gialla, mi piacerebbe se il ministro ci autorizzasse a consentire ai ristoratori e a chi somministra cibo di potere tenere aperti i locali per questo fine settimana fino alle 22, in occasione della festa di San Valentino». Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, in conferenza stampa, a Palermo. Musumeci ha aggiunto: «Chiederemo la deroga per le 22 solo per questo weekend, poi seguiremo i criteri dello Stato che regolano la zona gialla, sperando, ovviamente, in decisioni che aiutino i tanti operatori economici in grandi difficoltà». Il governo Musumeci formalizzerà la richiesta a Roma domani, dopo avere acquisito i dati ufficiali su contagi e indice Rt.

Puglia di nuovo gialla da oggi

Da oggi la Puglia torna in zona gialla, dopo il ricalcolo dei posti letto di terapia intensiva, ma l’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, invita i pugliesi alla «prudenza». «Sono convinto che la classificazione in zona gialla è una classificazione da prendere con estrema prudenza. Capisco la stanchezza dei cittadini e di alcuni operatori economici che non ce la fanno più, però zona gialla non significa liberi tutti, zona gialla significa che possiamo permetterci qualche cosina in più rispetto alla zona arancione ma che comunque il rischio è ancora comunque elevato». Lo confermano anche i dati giornalieri: oggi su 10.517 test per l’infezione da Covid-19 sono stati registrati 1.063 casi positivi e 25 decessi. Il tasso di positività è pari al 10,1%, in crescita rispetto al 7,3 di ieri. I nuovi contagiati sono così distribuiti: 350 in provincia di Bari, 95 in provincia di Brindisi, 128 nella provincia Bat, 61 in provincia di Foggia, 108 in provincia di Lecce, 307 in provincia di Taranto, 3 residenti fuori regione, 11 casi di provincia di residenza non nota. Per quanto riguarda i 25 decessi: 14 sono registrati in provincia di Bari, 3 in provincia Bat, 8 in provincia di Foggia. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.398.270 test. I casi attualmente positivi sono 47.106. Si registra anche il terzo decesso in Puglia tra i docenti scolastici: una insegnante 44enne di Santeramo in Colle, nel Barese, è morta per Covid, a dare la notizia su Facebook il sindaco Fabrizio Baldassarre. «Oggi è giorno di lutto per la nostra comunità scolastica cittadina – scrive – ho appena appreso una notizia molto triste dalla dirigente scolastica del primo circolo didattico Hero Paradiso: Maria Lobefaro, 44 anni appena compiuti, docente di sostegno nella primaria della Hero Paradiso, non ha superato la sua battaglia contro il Covid 19 ed è volata in cielo dopo diversi giorni in rianimazione all’ospedale Perinei». Sul fronte delle vaccinazioni, da domani parte ufficialmente la «fase 2» con l’apertura delle agende di prenotazione per gli over 80; ad oggi sono 145.629, ultimo dato aggiornato questa mattina dal ministero della Salute, i vaccini anti Covid somministrati: 83.948 sono le donne vaccinate, 61.681 gli uomini.

Abruzzo rassegnato a tornare arancione

Continuano a peggiorare i numeri dell’emergenza coronavirus in Abruzzo. L’indice Rt è abbondantemente sopra l’1 e la regione domani dovrebbe essere classificata in zona arancione. Situazione più critica nelle province di Pescara e Chieti e in particolare nell’area metropolitana, dove si registra un boom di contagi. Sono 540 i nuovi casi accertati nelle ultime ore. È il dato più alto registrato dal 30 novembre ad oggi. Sono emersi dall’analisi di 5.438 tamponi molecolari: è risultato positivo il 9,93% dei campioni. Cinque i decessi, che fanno salire il bilancio delle vittime a 1.538. Continuano ad aumentare i ricoveri, che passano dai 548 di ieri ai 555 di oggi: il tasso di occupazione delle terapie intensive sale a oltre il 28%. Ieri il governatore dell’ Abruzzo, Marco Marsilio, ha firmato un’ordinanza che impone il divieto di entrata e uscita dai comuni di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Francavilla al Mare. Il sindaco di Pescara con un’apposita ordinanza ha blindato la movida in vista del weekend. «Le proiezioni sui dati trasmessi a Roma per il report settimanale mostrano un forte incremento dell’indice Rt, che oscilla intorno a 1,20 e comunque con un valore minimo intorno o superiore a 1,10. Con questi dati, la Cabina di Regia che si riunirà domani non potrà che classificare l’ Abruzzo in zona arancione». È quanto dichiara il presidente della Regione, Marco Marsilio. «Se l’ordinanza del ministro verrà pubblicata sabato (com’è probabile) – aggiunge – la nuova disciplina scatterà da domenica 14. Purtroppo, la forte incidenza della variante inglese in alcune aree del territorio abruzzese, e in particolare nell’area metropolitana Pescara-Chieti, sta facendo rapidamente risalire la curva dei contagi. A tal proposito, domani mattina il Gruppo Tecnico-Scientifico Regionale tornerà a riunirsi per proseguire nel monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con particolare attenzione ai Comuni sottoposti a discipline più restrittive e a segnalazioni di allerta».

Liguria zona gialla

Aumenta il tasso di positività al Covid19 in Liguria che, secondo i dati forniti da Regione, tocca oggi il 5,09%, un punto percentuale in più risetto al dato nazionale che si attesta al 4,1%. I nuovi dati, parlano di altri 7 morti e 364 nuovi casi. I posti occupati in terapia intensiva sono stabili (62), in ricoverati sono in calo di 10 unità, ora sono (669). Nel ponente ligure ‘sorvegliato specialè gli ospedalizzati sono stabili (-1 a 127 con 8 persone in terapia intensiva in Asl1). Sono invece 90 i nuovi contagi nell’Imperiese. Continua a preoccupare la situazione nelle zone al confine con la Francia. Confartigianato chiede di «verificare il possesso del tampone negativo da parte dei cittadini francesi in ingresso in Italia, come accade a parti invertite», dice Cesare Borghi, dirigente di Confartigianato Imperia, intervenendo sull’ipotesi di istituire una zona rossa dal confine di Ventimiglia a Sanremo, a causa dell’escalation di contagi che sarebbe avvenuta con l’arrivo dei francesi a fare shopping nei centri di confine e con il via vai di frontalieri. 

Molise e variante inglese

Nell’area del Basso Molise è presente la variante inglese del Covid-19. Lo ha confermato all’Ansa, «in attesa della relazione scritta», il presidente della Regione, Donato Toma, dopo aver appreso dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise i risultati sui 150 tamponi inviati per essere analizzati. Fino al prossimo 21 febbraio sono 28 i comuni di quell’area classificata  ‘Zona rossa’ dall’ordinanza emessa dal governatore il 7 febbraio. I focolai di contagi che preoccupano di più sono a Campomarino e Termoli in provincia di Campobasso. Nelle ultime i 24 ore si sono registrati altri 6 decessi riconducibili al Covid-19, 302 in totale dall’inizio dell’emergenza, 76 contagi, in diminuzione rispetto a ieri (144), a fronte di 638 tamponi refertati, ieri 994, 31 guariti.

Regioni a rischio secondo la Svizzera

Le Marche, con Puglia e Umbria, entrano nella lista della Svizzera delle zone a rischio Covid, insieme a sette nuove regioni francesi – tra cui l’Ile de France che comprende Parigi – e ai laender tedeschi di Sassonia-Anhalt e Brandeburgo. Dal 22 febbraio, prevede il Paese elvetico, per chi proviene dalle zone e dai Paesi inclusi nella lista sarà obbligatorio un test negativo effettuato 72 ore prima e una quarantena obbligatoria di 10 giorni, riducibile a 7 in caso di un secondo tampone negativo. Potrebbero aver inciso gli ultimi focolai che si sono innescati in diversi istituti scolastici di Tolentino e Pollenza e Castelfidardo e i risultati degli esami di virologia secondo cui la variante inglese sarebbe presente in metà dei tamponi. 

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 06:29


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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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