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Zona arancione, dieci regioni rischiano: dal Lazio alla Liguria e il Friuli Venezia Giulia. Chi non è vaccinato o guarito non può uscire dal proprio Comune

L’Italia potrebbe cambiare colore presto e molte regioni finire in zona arancione. La velocità di Omicron, la ancora presente variante Delta potrebbero disegnare nuovi scenari in rapidissima evoluzione. Sono dieci le regioni che nelle prossime due settimane potrebbero avere numeri tali da superare le soglie per entrare nella zona arancione, due si avvicinano invece al giallo e la provincia autonoma di Bolzano potrebbe tornare nella zona bianca. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “M.Picone”, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), basate sui dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) relativi alla capienza dei ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive al 7 gennaio. Si avvicinano alla zona arancione Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Liguria; vanno invece in zona gialla Puglia e Sardegna. Quasi al picco dell’incidenza dei positivi totali l’Umbria, mentre ci si avvicinano Campania, Lombardia e Molise.

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Precluse molte attività – In zona arancione chi non ha il super Green pass (quindi non è vaccinato contro il Covid o non è guarito) non può uscire dal proprio Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità, salute o per servizi che non sono presenti in quel comune. Chi non ha il Green pass rafforzato non può accedere alle piste da sci e agli impianti di risalita, funivie, cabinovie e seggiovie; non può entrare in un centro commerciale nei giorni festivi e prefestivi, dal 10 gennaio non può praticare sport di contatto né al chiuso né all’aperto, e in generale non può praticare sport all’aperto e al chiuso in palestre, piscine, centri natatori; è vietato l’accesso agli spogliatoi e alle docce dei centri sportivi; non può partecipare a corsi di formazione in presenza. In zona arancione chi ha un semplice Green pass base non può bere un caffè al bancone di un bar, nemmeno all’aperto. E dal 10 gennaio non potrà proprio più farlo né all’aperto, né al chiuso, né in zona bianca, né in zona gialla, né in zona arancione. Idem per la consumazione al tavolo. Senza super Green pass è precluso l’accesso al cinema, a spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali. Non può visitare mostre, musei e altri luoghi della cultura. 

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In Calabria è occupato il 35% circa dei reparti ordinari, in crescita lineare, e circa il 17% delle terapie intensive. Secondo Sebastiani potrebbe essere oltre la soglia dell’arancione del 20% tra due settimane; In Emilia Romagna è occupato il 20.5% circa dei reparti ordinari e il 16.5% circa delle terapie intensive, entrambe in crescita lineare. Dovrebbe superare le soglie da zona arancione in 10-15 giorni. Il Friuli Venezia Giulia tocca la soglia del 20% della zona arancione per le terapie intensive ed è al 26% circa nei reparti ordinari, in crescita. Il superamento della soglia del 30% della zona arancione è previsto tra 10 giorni circa. Nel Lazio la situazione delle terapie intensive è identica a quella del Friuli e l’occupazione dei reparti ordinari è al 22% circa; dovrebbe superare la soglia del 30% della zona arancione tra due settimane circa.

Nelle Marche l’occupazione delle terapie intensive è al 22% circa e al 25% circa nei reparti ordinari: tra due settimane dovrebbe superare la soglia dell’arancione. Il Piemonte è oltre la soglia dell’arancione per le terapie intensive (23% circa) e al 27.5% circa nei reparti ordinari: dovrebbe avere i numeri da arancione entro martedì prossimo, giorno a cui fa riferimento di solito il Cts.

La Sicilia è al 27.5% circa nei reparti ordinari e al 16% circa nelle terapie intensive. Dovrebbe essere oltre le soglie da zona arancione in 7-10 giorni. La Toscana: tocca la soglia dell’arancione per le terapie intensive ed è al 25% nei reparti ordinari, in crescita lineare: dovrebbe essere oltre la soglia della zona arancione in 10 giorni circa. La Valle d’Aosta è al 43% nei reparti ordinari, oltre la soglia della zona arancione, e al 18% nei reparti ordinari in crescita lineare: potrebbe essere oltre la soglia entro martedì prossimo. In Liguria l’occupazione dei reparti ordinari è al 37.5%, oltre la soglia della zona arancione, e risale al 19.5% poco sotto la soglia dell’arancione per le terapie intensive (ieri era il 18% circa): «molto probabilmente – osserva Sebastiani – per questo non è stata dichiarata zona arancione ieri dal Cts, nonostante sia stata sopra la soglia nei sette giorni precedenti».

La Puglia, è al 15.5% circa nei reparti ordinari, oltre la soglia del giallo e all’8% circa per le terapie intensive con trend di crescita lineare. Dovrebbe superare la soglia della zona gialla entro dieci giorni. La Sardegna è oltre la soglia della zona gialla per le terapie intensive (12% circa), mentre è all’11.5% circa per i reparti ordinari in crescita lineare. Dovrebbe essere sopra la soglia della zona gialla in dieci giorni circa. La provincia autonoma di Bolzano oscilla infine attorno al 17.5% per le terapie intensive, da circa un mese mostra trend di discesa dei reparti ordinari e entro una settimana dovrebbe scendere sotto la soglia del 15%, avendo così di nuovo i numeri da zona bianca, pur avendo un’incidenza negli ultimi sette giorni di circa 1.530 casi per 100.000 abitanti.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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