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Wimbledon pronta all’annuncio: esclusione per i giocatori russi e bielorussi sull’erba inglese

La decisione sarà ufficializzata la settimana prossima alla presentazione del torneo. Divieto esteso anche agli altri tornei sui prati britannici

La presentazione del torneo è in programma la settimana prossima, ma il New York Times ha già confermato l’indiscrezione che circolava da qualche tempo: gli atleti russi e bielorussi non saranno ammessi. Una bella stangata sulle velleità di Daniil Medvedev, che perderà già la stagione sul rosso per via dell’operazione alla schiena e ora quasi certamente salterà il torneo di Wimbledon, secondo Slam della stagione. Dallo scoppio della guerra, gli organizzatori avevano chiesto una presa di posizione precisa contro Putin, che non è arrivata. Il n. 2 al mondo aveva detto di “essere per la pace in tutto il mondo” mentre Andrey Rublev, che ha vinto il doppio a Marsiglia con l’ucraino Denys Molchanov, era stato subito molto duro con il governo del suo Paese, cosa che potrebbe anche salvarlo: “Quello che sta succedendo è terribile – aveva detto Rublev a Dubai -. Capisci quanto sia importante la pace nel mondo, e rispettarsi gli uni con gli altri, non importa chi siamo, ed essere uniti. In queste ore molti mi hanno attaccato su internet solo perché sono russo, ma anche se mi tirano pietre io voglio mostrare che sono per la pace. Lo sport unisce”.

Non la pensano evidentemente così a Church Road. Il torneo inizierà il 27 giugno a venti giorni di distanza dal Roland Garros che tuttavia non sembra al momento aver preso alcuna posizione nei confronti dei giocatori russi e bielorussi che, sul circuito Atp e Wta stanno già giocando senza la bandiera della propria nazionale. Come Medvedev e Rublev, la questione coinvolgerebbe anche Medvedev, Andrey Rublev, Karen Khachanov, Aslan Karatsev nel maschile e Aryna Sabalenka, Victoria Azarenka, Anastasia Pavlyuchenkova e Daria Kasatkina tra le donne.

Niente dichiarazioni

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Fonti del britannico Times parlano di due mesi discussioni serrate prima che venisse presa la decisione di bandire gli atleti dei Paesi aggressori. Si era parlato della possibilità, da parte dei giocatori, di consegnare una scrittura privata in cui si impegnavano a non fare nessun tipo di dichiarazione in favore di Putin, ma per timore di ritorsioni da parte del Governo russo nei confronti dei tennisti e delle loro famiglie, si è preferito procedere con il divieto che sarà esteso anche agli tornei britannici della stagione sull’erba, compreso il Queen’s.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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