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Videogames ed esports: come giocheremo tra trent’anni?

Schermi pieghevoli, tute, realtà aumentata, serie tv in cui essere attori, abitacoli virtuali: viaggio all’interno dei giochi che verranno. Con calcio e motori ancora protagonisti, però…

“Sono nato nel 2027 dopo la carestia dello sciroppo di mais e le rivolte per la larghezza di banda. Dopo che la gente ha smesso di cercare di risolvere i problemi e si limita a tirare avanti. Vivo qui a Columbus nell’Ohio con mia zia. Nel 2045 Columbus è la città più in espansione della terra. Di questi tempi la realtà è una fregatura, tutti cercano un modo per evadere. Ed ecco perche Halliday era un eroe per noi: ci ha mostrato un posto dove andare, senza andare da nessuna parte. Halliday vedeva il futuro e l’ha costruito. Lui ci ha dato un posto chiamato Oasis. Un posto in cui il limite della realtà è la tua immaginazione. Si può fare surf su onde di 15 metri, sciare sulle piramidi, arrampicarsi sull’Everest… con Batman”. Così descriveva il mondo nel 2045 Wade Watts, alias Parzival, sulle note di Jump dei Van Halen, nella prima scena di Ready Player One di Spielberg.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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