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VIDEO | Andrea Migliavacca nuovo vescovo di Arezzo: l’annuncio ufficiale

Andrea Migliavacca è il nuovo vescovo di Arezzo. A dare l’annuncio ufficiale, questa mattina alle 12, è stato l’arcivescovo Riccardo Fontana che ha comunicato alla città la decisione di Papa Francesco.  E proprio alla stessa ora la Santa Sede ha pubblicato nel bollettino papale la notizia della nomina. 

Dopo una serie di rumors, il nome di Migliavacca (vescovo di San Miniato dal 2015) è apparso il predominante.  L’attesa, durata alcuni mesi, si è dunque conclusa e la Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro ha oggi una nuova guida. 

Nelle scorse settimane si erano avvicendati molti nomi:  Ivan Maffeis, poi destinato a Perugia, Marco Salvi, vicario a Perugia dopo l’addio di Bassetti, Gabriele Bandini, parroco di Rignano sull’Arno. Ma la scelta di Papa Franscesco è ricaduta su Migliavacca, che nel 2015 fu nominato vescovo di San Miniato. In quel momento era il più giovane d’Italia.

“Oggi è un bel giorno perché la Sede Apostolica ha avuto un riguardo particolare per noi, affidando la guida pastorale di questa Chiesa al Vescovo Andrea – ha detto commosso l’arcivescovo Riccardo Fontana -. Nel suo messaggio di saluto ha indicato l’importanza della Parola di Dio, del Concilio Vaticano II e del Sinodo. Una grande continuità con quanto fatto in questi anni. Il Papa ha avuto una grande delicatezza nel lasciar proseguire il mio incarico per nove mesi. Sono profondamente contento, ad Andrea lascio una Chiesa molto bella, piena di risorse e qualità dove ho trovato amicizie, relazioni, una grande famiglia. È anche per questo che continuerò a vivere ad Arezzo, il rapporto di un Vescovo con la sua diocesi è quasi come l’amore sponsale che unisce marito e moglie”.

Il curriculim vitae reso noto dalla Santa Sede

Mons. Andrea Migliavacca è nato il 29 agosto 1967 a Pavia, nell’omonima Diocesi. Entrato nel Seminario diocesano nel 1986, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 27 giugno 1992, incardinandosi nella Diocesi di Pavia.

Nel 1996 ha conseguito la Laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma.

Ha svolto i seguenti incarichi: Assistente ecclesiastico del gruppo scout (1996-2000); Docente di Diritto Canonico presso lo Studio Teologico del Seminario e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pavia-Vigevano (1996); Collaboratore pastorale presso la parrocchia di S. Genesio ed Uniti (1996-1997); Amministratore parrocchiale di S. Genesio ed Uniti (1997-1998) e dal 1997 Vice Cancelliere Vescovile; Assistente ACR e del settore giovani di Azione cattolica diocesana (1997-2008); dal 1997 Giudice del Tribunale ecclesiastico regionale Lombardo, Vicario giudiziale aggiunto della Diocesi e dal 2007 Vicario giudiziale diocesano (1997-2007); Amministratore parrocchiale di Albuzzano (1998); Segretario del XX Sinodo diocesano (1999-2002); Responsabile del servizio per la pastorale giovanile e gli oratori (1999-2010); Assistente regionale del settore giovani di Azione cattolica (1999-2001); Assistente unitario dell’Azione Cattolica diocesana (2001-2003); dal 2001 Rettore del Seminario diocesano e Direttore del Centro diocesano vocazioni, Docente di religione presso la scuola paritaria Liceo classico S. Giorgio (2005-2012); dal 2007 Assistente diocesano per la consulta dei laici; dal 2012 Canonico del Capitolo della Cattedrale e dal 2014 Docente di Diritto Canonico presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.

È stato eletto Vescovo di San Miniato il 5 ottobre 2015, ricevendo la consacrazione episcopale il 9 dicembre successivo. Ha iniziato il suo ministero nella Diocesi di San Miniato il 20 dicembre 2015.

In seno alla Conferenza Episcopale Toscana è dal 2019 Delegato per la Pastorale del Tempo Libero Turismo e Sport e per la Pastorale della Salute.

Presso la Conferenza Episcopale Italiana è dal 29 settembre 2021, Presidente del Consiglio per gli Affari Giuridici e Membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi.

Inoltre, dal 2019 è Membro del Collegio per l’esame dei ricorsi presso la Congregazione della Dottrina della Fede e dal 2021 Membro del Tribunale della Segnatura Apostolica. Nel 2019 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita Apostolica lo ha nominato Commissario Pontificio della Compagnia di Sant’Orsola – Istituto Secolare di Sant’Angela Merici di Siena.

Descrizione dello stemma episcopale

Blasonatura Mantellato rialzato: nel primo, d’oro alla croce di S. Andrea di legno al naturale; nel secondo, d’azzurro alla cometa d’oro di sei raggi ondeggiante in sbarra; nel terzo, di rosso al cesto d’oro contenente cinque pani dello stesso crocettati di nero, sostenuto da un pesce curvo rivoltato d’argento posto in fascia e sinistrato da altro pesce d’argento uscente in banda.
Motto: “Maestro dove abiti?” in lettere maiuscole di nero caricato su cartiglio esterno al naturale.

Commento Lo stemma di Mons. Andrea Migliavacca è costituito dallo scudo e dagli ornamenti ad esso esterni, che sono i tradizionali contrassegni della dignità vescovile: il cappello verde dal quale pendono dodici nappe del medesimo colore, sei per parte disposte in tre ordini; la croce d’oro con un solo braccio trasverso accollata allo scudo ed emergente nella parte alta e nella punta; essa è ornata di cinque gemme rosse, che ricordano le cinque piaghe di Gesù crocifisso e manifestano dunque come la croce non sia solo semplice contrassegno di dignità ma anzitutto lo strumento della salvezza.

La forma stilizzata degli ornamenti e del cartiglio è simile a quella dello stemma di S. Ecc. Mons. Giudici ed è questo un atto di omaggio e di devozione di Mons. Migliavacca nei confronti del Vescovo Giovanni con il quale egli ha per anni collaborato e che gli trasmette con la sacra ordinazione la pienezza del sacerdozio.
Il cartiglio ai piedi dello scudo contiene la frase evangelica “Maestro dove abiti?”, ossia la richiesta rivolta a Gesù (Gv 1, 38)  e attribuibile a S. Andrea, che fu il primo degli Apostoli ad essere chiamato.
Questo motto riassume l’atteggiamento personale e pastorale di mons. Migliavacca: mettersi alla ricerca del Signore e comunicare agli altri questa fondamentale esperienza di fede. Lo scudo è stato costruito con elementi che sviluppano il messaggio trasmesso dal motto.
Esso è diviso in tre parti da due linee che partendo dal centro del lato superiore, si divaricano e curvano simmetricamente verso i due lati per terminare nella loro metà inferiore. Questa suddivisione si chiama “a mantello rialzato”, perché ricorda il petto di una persona che porti un mantello sollevato ai fianchi (ad es. il sacerdote quando indossa il piviale i cui lembi vengono sostenuti ai suoi fianchi da due diaconi).
Nella parte centrale, sul campo d’oro spicca la croce di S. Andrea, rappresentata non come mera figura convenzionale araldica, ma nel suo aspetto di strumento del martirio di questo apostolo, ossia sotto forma di due pali lignei decussati. S. Andrea  è il santo di cui Mons. Migliavacca porta il nome ed è anche patrono del Seminario di Pavia, dove il Vescovo è stato rettore per  14 anni; ed è pure il modello dell’atteggiamento pastorale del Vescovo, come abbiamo ricordato a proposito del motto.
Nel la parte dello scudo che l’araldica considera di destra  (quello a sinistra di chi guarda), è raffigurata una stella cometa  che ondeggia nel cielo azzurro. Essa ricorda la stella che guidò i Magi nella loro tenace e faticosa ricerca di Gesù, e dunque l’atteggiamento di ricerca del Signore da parte dell’uomo, suggerendo che questo cammino necessita della luce che viene dall’alto, che illumina le tenebre e aiuta a dirigere i propri passi nella giusta direzione. È la luce della grazia e della parola di Dio, “lampada sul nostro cammino” (cf. Sal 118, 105).
Nel terzo campo, di colore rosso, si vede un canestro con cinque pani e due pesci.  Queste figure evocano il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci operato da Gesù che con queste semplici e poche vivande sfamò una folla numerosa (Gv  6, 4-13). Pani e pesci vennero dati a Gesù da un ragazzo, segnalatogli proprio dall’apostolo Andrea (v. 8), e questo piccolo discepolo mise nelle mani di Gesù tutto quello che aveva in quel momento per sfamarsi: con questo suo dono rese possibile il miracolo. Anche da questo episodio evocato nello stemma traiamo l’insegnamento che la sequela di Gesù ci richiede sacrificio, affidamento a lui di noi e di tutto quello che è nostro, e questo non ci impoverisce ma arricchisce noi e gli altri. La tradizione vuole che questo anonimo ragazzo del Vangelo fosse Siro, divenuto poi vescovo di Pavia, diocesi della quale egli è oggi il patrono principale, e la cui festa coincide con la data dell’ordinazione episcopale di mons. Migliavacca.
I colori azzurro e rosso presenti nello scudo, espressamente voluti da mons. Migliavacca, evocano il ricordo del Gruppo scout Agesci Pavia 1, del quale egli fu per anni assistente.

Stemma episcopale_Mons. Migliavacca-2

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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