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Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

Nevicate abbondantissime seguite da lunghe giornate di cielo sereno. L’inverno appena (astronomicamente) finito è stato “come quelli di una volta” ma il maledetto Covid ci ha impedito di gustarlo. Contagi che non scendono, impianti chiusi, girandole di zone colorate, blocchi alle frontiere regionali e nazionali, seconde case vietate, alberghi sprangati e, lassù, piste immacolate che aspettavano la prima traccia all’alba. Una frustrazione non solo per gli sciatori ma per tutti gli amanti degli ambienti invernali. Solo parzialmente attenuata dalle passeggiate con le ciaspole e dalla (ri)scoperta del fondo e dello scialpinismo per i pochi che potevano muoversi da pianure e città.

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

Recupereremo? Ci “vendicheremo”? Chissà, speriamo. Certo è che cotanto sacrificio ed affronto impongono un risarcimento adeguato. Ecco perché questa serie butta lì un’idea da “una volta nella vita”, per programmare per tempo un viaggio e una vacanza invernali davvero top del top.

Lo avete già appreso dal titolo: per ricompensarci da un inverno europeo degno del supplizio di Tantalo mettiamo in lista d’attesa per il prossimo (o i successivi) un viaggio natura/sci in una delle regioni più formidabili del Pianeta: il Great American West americano.

Fred Pflughoft
Fred Pflughoft

Per cominciare, vi rimandiamo a un nostro articolo dello scorso anno dove troverete alcune informazioni di base. Ma ora faremo di più, proponendo un vero e proprio itinerario

che fa perno sul gioiello centrale,  lo Yellowstone National Park. Poi ci allargheremo per cenni ad altre bellezze invernali del West.

Sconsigliato e quasi impossibile il fai da te. Solo i tour operator sono in grado di gestire gli anticipi di prenotazione indispensabili per i pernottamenti nel Parco e per le escursioni, tutte rigorosamente a gruppi contingentati e guidati. Rivolgetevi, quindi, a un’agenzia di viaggi.

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

Yellowstone: geysers e sci
Il Parco Nazionale di Yellowstone (YNP) in inverno è chiuso, aperto, straordinario. Chiuso perché l’unica strada liberata dalla neve e percorribile dal pubblico è quella che dalla North Entrance porta fino a Mammoth Springs, sede di una delle due sole strutture alberghiere aperte in inverno, e prosegue verso l’uscita nordest; aperto, perché il resto del parco è (parzialmente) accessibile solo per gruppi organizzati e guidati con mezzi speciali; straordinario perché panorami innevati, sterminate solitudini, fauna selvatica costituiscono un mix impareggiabile. Quello che attende noi, che entreremo da sud.

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

Sbarcati a Jackson (WY) con un volo interno da Minneapolis o Denver, dedichiamo un paio di giorni all’ambientamento (saremo sempre attorno ai 2000 m. di quota) con tre passaggi obbligati che danno già il tono al nostro viaggio: natura e sci. Il primo è un tour in van panoramico o in slitta trainata dai cani nel Grand Teton National Park a pochi km dalla città ma ricco di bisonti, alci e cervi.

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E proprio i cervi del National Elk Refuge sono il tema del secondo step introduttivo: sono 8000 e si radunano qui assistiti dall’uomo per sfuggire ai rigori invernali. Terzo passaggio, una giornata sugli sci a Jackson Hole Mountain Resort e Teton Village per assaggiare la “powder” delle Rocciose. Mentre scriviamo il contatore delle precipitazioni nevose totali della stagione segna 12 metri…

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

È tempo di entrare nello YNP vero e proprio dove trascorreremo almeno due notti, meglio se tre. Le nostre giornate avranno i ritmi dettati dalle escursioni organizzate e dai rigidi orari degli shuttle cingolati (gli snowcoaches), dormiremo nell’unico lodge aperto in inverno nel cuore del parco, l’Old Faithful Snow Lodge, con tutti i confort ma senza — evviva! — tv e radio.

Saremo proprio di fronte allo straordinario spettacolo dell’Old Faithful, il grande geyser che a intervalli fissi di circa 90 minuti rinnova il suo “fedele” appuntamento con un formidabile getto di acqua e vapore alto 50 metri. L’Old Faithful ci diventerà familiare e scommettiamo che andrete a vederlo e a fotografarlo in diverse orari e condizioni di luce.

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Nei giorni che trascorreremo qui potremo anche muoverci in autonomia con le ciaspole e gli sci da fondo su alcuni itinerari segnalati ma condizioni meteo, ambiente rude e zero copertura cellulare consigliano a chi non ha esperienza di essere prudente e limitarsi — si fa per dire — a muoversi con la guida. L’elenco delle meraviglie è inebriante. Dal Canyon con le Lower Falls ghiacciate ai vapori dell’Upper Geyser Basin; spettacolare la Lamar Valley, detto “il Serengeti d’America” con le grandi mandrie di bisonti e che dire della sortita serale con il gatto delle nevi che si inoltra tra i silenzi di cristallo delle foreste? In ogni caso, i tour con i bus cingolati, che possono durare anche l’intera giornata, toccano praticamente tutti i punti chiave dell’immenso  parco e, rispetto all’estate, la fondamentale differenza è l’assenza di folla e la conseguente maggiore facilità di avvistamento della fauna selvatica, lupi compresi. Come si diceva, vale la pena di programmare almeno tre notti nel Parco, con due giornate piene e con altre due giornate dedicate all’ingresso e all’uscita.

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

Uscita che il nostro itinerario posiziona a nord, passando dalle terrazze calcaree di Mammoth Springs, ancora più suggestive perché innevate, e arrivando a Gardiner, in Montana. Da qui, se se si vuole un gran finale, prima di terminare il nostro viaggio a Bozeman, dal cui aeroporto partono i collegamenti con gli hub intercontinentali, si possono di nuovo calzare gli sci da discesa. La meta ideale è la stazione di Big Sky, sempre in Montana, a 70 km da Bozeman. È un comprensorio sciistico di 24 kmq con una quarantina di impianti di risalita e con un impressionante set di piste nere che si aggiungono a discese alla portata di tutti.

Le estensioni per chi avrà ancora più tempo
Se il nostro “viaggio di risarcimento” avrà la possibilità di strafare, allora avremo di fronte un ampio ventaglio di quelle che gli agenti di viaggio chiamano estensioni: aggiunte da posizionare prima o dopo il piatto principale che abbiamo appena descritto. L’elenco invernale sarebbe lungo, ne indichiamo alcune, divise per tipologia.

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Sci e ancora sci. Siete nelle Rocciose e ce n’è per tutti, sempre con neve polverosa e grandi ski resort ma, diciamolo, con prezzi mediamente alti e impianti meno moderni di quelli delle Alpi. Sun Valley (Idaho) è tra le prime e più suggestive stazioni create nel West in una regione amata da Ernest Hemingway; Aspen (Colorado) è la Chamonix delle Rockies mentre Telluride, anch’essa in Colorado, unisce il fascino di un antico villaggio western a un ambiente di severe montagne.

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La stazione di Whitefish (Montana) è più piccola e remota ma consente di affacciarsi sullo splendido Glacier National Park, purtroppo con strade quasi interamente chiuse in inverno. Siamo molto a nord e tra dicembre e febbraio può addirittura capitare di ammirare le aurore boreali.

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa
Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

Natura. Il parco nazionale delle Badlands in inverno fa onore al suo nome: terre cattive. Un ambiente desertico solcato da profondi calanchi che diventa quasi dantesco con i riflessi della neve. Siamo in South Dakota e se ci avventuriamo da queste parti non potremo fare a meno di raggiungere anche le non lontane Black Hills, sì proprio le Colline Nere dei Sioux, per una gita di un giorno in motoslitta che qui come un po’ in tutto il West è il mezzo di trasporto invernale che usano anche i ragazzini.

D’obbligo anche un passaggio al Mount Rushmore, quello dei Presidenti. La base più indicata è Rapid City (aeroporto).

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Solo nel West e solo in inverno. Whisky Mountain a est di Dubois, in Wyoming ospita in inverno un’enorme gregge di bighorn sheeps, le pecore dalle grandi corna tipiche delle Rocciose; ci sono tour in slitta per conoscere da vicino questi ed altri animali. 

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Nel gelido, piatto e affascinante North Dakota lo sport invernale più popolare è la pesca nel ghiaccio e la sua capitale è Devil’s Lake. Certo, spingersi sin quassù in inverno è da veri viaggiatori ma sono migliaia i “locals” che lo fanno e, da soli o accompagnati da guide, bucano la coltre gelata del lago e gettano la lenza. C’è addirittura un torneo per la cui iscrizione si vendono più di 20mila biglietti ogni anno. La città di Fargo, quella del film e della serie tv, è a circa 250 km e in inverno fa onore alla sua fama di eccentricità organizzando diversi eventi, diciamo, strambi come la Norseman&Norsewoman challenge con prove di forza e resistenza all’aperto per uomini e donne in stile vichingo.

Viaggi in lista d’attesa/10 – Riscattare l’inverno-lockdown: a caccia di neve e emozioni nel Parco top degli Usa

A proposito di stranezze locali, stanno prendendo piede le sistemazioni invernali nelle yurte, sì, proprio le abitazioni rotonde dei popoli nomadi asiatici. Qui diventano soluzioni di glamping ammobiliato con tutti i comfort, dalla luce elettrica alla sauna, e sono diffuse soprattutto in Idaho. Alcune sono collocate in contesti serviti e custoditi da personale, altre in ambienti più solitari, raggiungibili solo con sci o ciaspole. Sono vere e proprie alternative alle solitarie cabin tanto amate dagli americani e un po’ da brividi per noi europei non abituati ai silenzi della wilderness. Ma siccome cercavamo un inverno indimenticabile, eccoci serviti.

Arrivare

Con Air France – Klm in codeshare con Delta sui principali hub americani — meglio se Minneapolis, Salt Lake City o Denver — e poi con voli interni nelle località indicate.

Altri articoli sulla regione:

I precedenti articoli di questa serie:

Nota. Come indicato dal titolo, gli articoli di questa serie sono concepiti in chiave “post pandemia Covid-19” e quindi non citano le restrizioni di viaggio, soggiorno e accesso in vigore al momento della stesura e della pubblicazione. Per lo stesso motivo, indicazioni e link si limitano quasi sempre ai siti istituzionali di località e attrazioni.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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