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Venezia-Fiorentina, Italiano: “Ottima partita. Creiamo tanto, ma non concretizziamo”

Il sorriso per l’ottima prestazione cancellato dalla sconfitta finale. È un Italiano amareggiato quello che si presenta ai microfoni di Sky Sport dopo il ko della sua Fiorentina a Venezia. “Le mie braccia larghe sono per il fatto che tutto quello che riusciamo a creare poi non lo concretizziamo e dopo mezzo errore veniamo puniti – spiega l’allenatore dei viola -. Siamo all’8^ giornata, siamo venuti in trasferta e abbiamo avuto la partita in pugno per 96 minuti, questo va bene. Peccato che siamo poco incisivi lì davanti. Sottil? Lo volevo sostituire, ma stava ancora spingendo. Oggi l’ho visto pimpante, è andato via 3-4 volte facile facile, pensavo avesse ancora birra nelle gambe. Ogni volta che rimaniamo in 10 quest’anno perdiamo: non capiamo l’importanza dell’inferiorità numerica, in parità potevamo fare il forcing finale. Il risultato è negativo e conta questo più di tutto”.

“Dobbiamo crescere negli ultimi metri. Amrabat può fare il regista”

Il discorso passa poi sui singoli. “Ho visto un buon Amrabat, nel primo tempo ha toccato una marea di palloni, ha verticalizzato, ha mosso bene la palla – prosegue Italiano -. In un centrocampo a 3 quello del regista può essere il suo ruolo, deve verticalizzare di più. Oggi ha fatto quello che doveva fare. La Fiorentina ha fatto una buonissima gara, abbiamo creato, giocato, proposto, il risultato è negativo e lo so anch’io. I movimenti di Duncan e Bonaventura? A volte le mezzali sbagliano ad andare subito ad affiancare l’attaccante, ma quando ci si ritrova sempre nell’altra metà campo e si padroneggia il pallone è anche normale. Poi, però, bisogna andare a calpestare gli ultimi 16 metri, devi avere la forza di andare sul fondo, di occupare tutti gli spazi, costringere gli avversari a entrare dentro l’area. Quello abbiamo sbagliato in questa partita”. Infine una battuta sulle sostituzioni che hanno poco funzionato: “Dai cinque cambi è importante tirare fuori ragazzi che sanno di poter cambiare le sorti di una gara – conclude -. Non è sempre facile. Dobbiamo crescere negli ultimi metri, nella rifinitura“.

Fonte: sport.sky.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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