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Vaccino, piano già a rischio ritardi: consegne di 470 mila dosi ostacolate dalla neve


Vaccino, consegna slitta causa neve. Arcuri: entro il 31 in Italia altre 470 mila dosi

Rischia di slittare a causa del maltempo la consegna delle circa 470mila dosi di vaccino della Pfizer, che era prevista domani nelle regioni italiane. A quanto si apprende, la casa farmaceutica informerà domani le strutture preposte su eventuali ritardi, con slittamenti anche di un giorno. Piemonte e Liguria hanno già comunicato lo slittamento.

Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, torna sul V-Day in Istituto: «Ci siamo svegliati oggi più sereni e più ottimisti: abbiamo il primo vaccino, ne abbiamo somministrati 139 e stanno tutti benissimo. Oggi però non è il tempo di rilassarsi né di ricercare o costruire storie o personaggi. Non abbiamo eroi o angeli, ma operatori che fanno il proprio dovere fino in fondo nella quotidianità e che hanno voluto dare la loro testimonianza d’amore per loro stessi, per i loro cari, per i pazienti, per il Paese. Continuiamo a lavorare perché la strada, ora in leggera discesa, è comunque ancora tutta da percorrere fino alla fine. Vinceremo, ma guai a distrarsi!». 

Dalla notte prima del vaccino all’alba del giorno dopo. Care Amiche , cari Amici, la notte precedente il 27 dicembre,…

Pubblicato da Francesco Vaia su Lunedì 28 dicembre 2020

«La notte precedente il 27 dicembre, come tutte le vigilie importanti, è stata lunghissima e insonne – sottolinea Vaia in un post su facebook – Mi è passato davanti tutto il film di questi 11 lunghissimi e duri mesi: dalla coppia cinese al non abbiate paura, dal giovane italiano proveniente dalla Cina al non abbassiamo la guardia, dai canti sui balconi alla depressione di massa, dalle spiagge e dalle discoteche prese d’assalto ai cattivi maestri che si lanciavano in dubbie esercitazioni sulla sconfitta prematura del virus, causa caldo. Dalla paura e dallo sconforto all’invito a rendersi attivamente partecipi, dentro una logica corale di sistema Paese».

Burioni: «Se non ci vacciniamo tutti, di moda in Italia resteranno solo morti e disastro economico»

«La nostra comunicazione ha cercato di mantenere la barra dritta: né catastrofisti né ottimisti di maniera – evidenzia – Abbiamo sempre cercato di raccontare in maniera asettica e fondata su dati scientifici l’evolversi della pandemia. In ciò sostenuti sempre da media costantemente presenti e coerenti nel lanciare il messaggio giusto per il Paese. E così siamo arrivati alla prima grande sfida del vaccino, arma letale contro il virus, che insieme con altre armi e con l’atteggiamento responsabile della stragrande maggioranza dei cittadini – conclude Vaia – sconfiggerà il virus».

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Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 06:51


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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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