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Vaccino Covid, “dare Astrazeneca anche a over 55″

Vaccino AstraZeneca anche per gli over 55. Interpellati dall’Adnkronos Salute, si sono pronunciati a favore dell’allargamento delle fasce d’età undici esperti del tavolo di lavoro specifico sui vaccini di Italian Renaissance Group che riunisce oltre mille esperti fra cui virologi, epidemiologi, farmacologi, oltre a giuristi ed economisti.  

“Bisogna rivalutare l’utilizzo del vaccino AstraZeneca estendo il suo utilizzo anche in Italia a soggetti di età superiore a 55 anni” dice il farmacologo Carlo Centemeri, dell’università Statale di Milano e fondatore del gruppo all’Adnkronos Salute. “L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) si era già espressa favorevolmente all’utilizzo a soggetti fragili senza limiti di età e ora giunge notizia che gli esperti dell’Oms raccomandano il vaccino di AstraZeneca anche per le persone con oltre 65 anni dichiarando che può essere utilizzato anche contro le varianti del Covid”.  

“Il vaccino AstraZeneca a dosi autorizzate – osserva il virologo Francesco Broccolo, dell’Università Milano-Bicocca – non protegge dall’infezione asintomatica e quindi non può essere utilizzato per bloccare la trasmissione del virus e ridurre i contagi nei giovani adulti. Per contro, se in Italia dovesse rimanere la limitazione dell’età di 55 anni, nonostante Ema e Oms ne raccomandino l’utilizzo anche a persone con oltre 65 anni, l’utilizzo del vaccino sarebbe fortemente compromesso”. 

“Ema ha approvato questo vaccino senza limiti di età alla luce della risposta immunitaria negli anziani comparabile a quella degli adulti. I dati preliminari supportano buona protezione dalla malattia grave e ospedalizzazione”, evidenzia Marco Cavaleri, presidente della task force vaccini dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). 

“Evidenze, seppure limitate, sono emerse circa la scarsa efficacia del vaccino AstraZeneca nei confronti di varianti del virus quali quella Sud-Africana. Tenere conto dell’evenienza che questa variante, o simili, si diffonda nel nostro Paese vorrebbe dire essere prudenti”, aggiunge Thea Elisabetta Scognamiglio Pasini – Faculty Affiliate at Johns Hopkins Center for Humanitarian Health 

“La priorità – afferma Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare “Luigi Luca Cavalli Sforza” del Cnr – è mettere in sicurezza le fasce di popolazione più fragili anche in considerazione di un potenziale allargamento delle infezioni da varianti. Un allargamento dell’offerta vaccinale, proponendo il vaccino AstraZeneca anche agli over 55 potrebbe consentire di raggiungere questo importante obiettivo più rapidamente”. 

“Occorre rivalutare rapidamente il vaccino di AstraZeneca – sottolinea Matteo Bassetti professore ordinario di Malattie infettive, dipartimento di scienze della salute, università degli studi di Genova – anche per chi ha più di 55 anni. Potremmo con le dosi disponibili di questo vaccino mettere in sicurezza moltissimi italiani limitando la circolazione del virus. Numerosi organismi internazionali si sono già espressi a favore serve un segnale rapido anche dalle autorità italiane. Dobbiamo essere veloci, rapidi, precisi e spietati contro questo virus per eviterà che circolando posso continuare a mutare”. 

“Modulare il piano vaccinale è assolutamente necessario. Purtroppo, dobbiamo tener conto che con queste basse capacità e la circolazione di varianti, potremmo vanificare l’intera campagna”, afferma Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia clinica, virologia e bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. 

“Al di là delle categorie identificate e della corretta estensione dell’utilizzo del vaccino di AstraZeneca sopra i 55 anni, quel che manca è il ‘percorso’ per individuare e convocare i pazienti fragili – rileva Stefano Vella, adjunct professor of global health dell’Università Cattolica – indipendentemente dall’età. Non è possibile che tutti si debbano iscrivere, andrebbe in tilt il sistema. Devono essere individuati e chiamati. I medici di famiglia? Le Asl? Le liste di esenzione per patologia? Occorre che qualcuno incroci i dati e ci vuole una cabina di regia che renda i dati interoperabili”. 

Secondo Luca Cegolon, dirigente dipartimento di prevenzione dell’Aulss 2 ‘Marca trevigiana’, “a prescindere dall’efficacia del vaccino AstraZeneca sulle varianti Sars-Cov-2, rimane fondamentale massimizzare l’azione preventiva sulle categorie più vulnerabili. È acclarato fin dall’inizio della pandemia che il rischio di malattia severa e mortalità da Covid-19 cresce con l’età, soprattutto oltre i 50 anni. Pertanto, soggetti oltre i 55 rimangono i destinatari prioritari anche per il vaccino AstraZeneca”. 

“Anche se si dovesse dimostrare a ridotta efficacia per gli over 55 il vaccino di AstraZeneca riduce la probabilità di malattia seria e di ricovero. Infine, poiché non ci sono altre soluzioni, soprattutto in termini di scuffiante disponibilità, per ora è meglio una ridotta efficacia che nulla”, è il parere di Massimo Ciccozzi, dell’università Campus biomedico di Roma. 

“I dati dimostrano che il vaccino di AstraZeneca previene, quanto gli altri, le forme gravi e quindi l’ospedalizzazione per tutte le fasce di età. Per contro gli anziani non sono un grande veicolo d’infezione, ma piuttosto i destinatari. Questi elementi vanno ponderati bene nella definizione di una strategia anche rispetto alla disponibilità complessiva delle dosi di vaccino”, conclude Guido Rasi, ex direttore esecutivo Ema. 

Fonte: lifestyleblog.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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