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Vaccino Covid ai bambini tra 5 e 11 anni, cosa c’è da sapere

Roma, 8 novembre 2021 – La vaccinazione anti-Covid offerta ai bambini da 5 a 11 anni sarà un passo fondamentale per uscire dall’emergenza e tornare a respirare, perché “il vaccino in età pediatrica è sicuro, privo di effetti indesiderati gravi, e raggiunge lo scopo”. Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), è un sostenitore della profilassi: “Immunizzare i bambini significa spezzare una volta per tutte la catena dei contagi”. Una indicazione in questo senso è arrivata dal ministro Roberto Speranza: forse già a dicembre si potranno somministrare le prime dosi nella fascia d’età dai 5 agli 11 anni, occorre attendere il via libera dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) e, in Italia, dell’Aifa….

Roma, 8 novembre 2021 – La vaccinazione anti-Covid offerta ai bambini da 5 a 11 anni sarà un passo fondamentale per uscire dall’emergenza e tornare a respirare, perché “il vaccino in età pediatrica è sicuro, privo di effetti indesiderati gravi, e raggiunge lo scopo”. Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), è un sostenitore della profilassi: “Immunizzare i bambini significa spezzare una volta per tutte la catena dei contagi”. Una indicazione in questo senso è arrivata dal ministro Roberto Speranza: forse già a dicembre si potranno somministrare le prime dosi nella fascia d’età dai 5 agli 11 anni, occorre attendere il via libera dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) e, in Italia, dell’Aifa.

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Perché vaccinare tutti i bambini?

“Milioni di bambini portano in giro i virus, e noi stiamo riscontrando una recrudescenza delle affezioni respiratorie rispetto a due anni fa, legato al ritorno della scuola in presenza”, spiega lo specialista della Sipps. Le nuove generazioni sono al riparo da malattie esantematiche, morbillo, influenza, ma esposte all’assalto di coxavirus, virus sinciziali, e adesso c’è il Sars-Cov2. Un rialzo nei contagi viene segnalato in questi giorni dai medici dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. Seppur raramente, anche i giovanissimi sviluppano forme gravi o persistenti di Covid: “Per mantenere le scuole aperte – osserva Franco Locatelli, oncoematologo presidente del Consiglio superiore di sanità – dobbiamo fare di tutto”. La riduzione della circolazione del virus all’interno delle classi è parte della strategia difensiva.

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Come diffondono il virus?

Come per l’influenza, i casi asintomatici diffondono il virus agli altri alunni, che una volta tornati a casa trasmettono l’infezione agli adulti e agli anziani con i quali entrano in contatto. I baby diffusori vanno intercettati con test rapido antigenico, poi con quello molecolare. In età pediatrica stiamo viaggiando al ritmo di seimila contagi al giorno.

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Quali vaccini sono stati studiati?

I vaccini a Rna messaggero oggi disponibili, Pfizer in particolare, sono stati studiati nell’infanzia e nell’adolescenza e hanno superato gli esami. Negli Usa la dose pediatrica somministrata è ridotta a un terzo rispetto a quella dell’adulto. Gli effetti collaterali descritti sono sporadici, lievissimi, tendono a zero.

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Quali percentuali di copertura?

“Per ottenere risultati significativi in termini di minore circolazione del virus in questa fascia di età – spiega il pediatra Giuseppe Di Mauro – sarebbe auspicabile trattare il 90 per cento dei bambini: un braccio l’antinfluenzale, l’altro braccio il vaccino anti-Covid. Le mamme sono le prime a interessarsi per tutelare l’incolumità dei figli. Sono pochissimi i soggetti che per motivi di salute devono rinunciare all’immunizzazione.

Come rivolgersi ai genitori titubanti?

“Genitori e bambini – afferma in conclusione il presidente degli specialisti Sipps – sono in larghissima misura favorevoli alla vaccinazione anti-Covid. Agli scettici io faccio un ragionamento molto semplice e chiedo: voi avete paura dei ladri o della polizia? Ecco, il vaccino ha una funzione deterrente, protegge e sorveglia, tiene distanti i cattivi”. I pediatri si adopereranno a stretto contatto con le istituzioni e gli insegnanti per spiegare i vantaggi della prevenzione. “Tutti possono essere portatori di patologie croniche importanti, che li rendono fragili. Le terapie antivirali promettono bene, ma siamo solo all’inizio. Ecco perché – conclude Di Mauro – è bene fare prevenzione, evitare di ammalarsi, fin da piccoli”.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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