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Vaccini, lite tra le Regioni. De Luca: Campania danneggiata

ROMA — Mentre la curva lentamente si appiattisce, la campagna vaccinale procede, tra rallentamenti e polemiche, ma con una prospettiva di crescita. Il primo trimestre si è chiuso con oltre 10 milioni e mezzo di dosi somministrate: 7 milioni di persone hanno ricevuto almeno una dose (3,3 milioni anche il richiamo, il 5% della popolazione). Il tutto nonostante le dosi arrivate siano la metà del previsto, 14 milioni invece di 28. Ieri sono arrivate a Pratica di Mare 1,8 milioni di dosi, tra le quali l’atteso lotto da 1,3 di AstraZeneca, che ha scongiurato lo stop delle somministrazioni in diverse regioni. Per aprile sono previsti 8 milioni di dosi e da qui fino a maggio-giugno se ne prevedono 40 milioni.

Gli over 80

«Ieri abbiamo superato la soglia delle 300 mila inoculazioni al giorno — spiega il ministro per le Autonomie Mariastella Gelmini —. Ora si corre». Obiettivo: 500 mila al giorno. Un panorama in evoluzione che vede però una grande competizione tra le Regioni. Troppa, forse, come spiega il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: «La gara su chi ha fatto di più e chi di meno è devastante». Ma i dislivelli ci sono e anche ampi. La Lombardia è partita con grande ritardo ed è inciampata in un sistema informatico (realizzato da Aria e costato 18,5 milioni) inefficace, da ieri sostituito da quello delle Poste (gratis). Di recente, però, sembra riprendersi. Secondo dati elaborati da Sky Tg24, ha superato la media nazionale di ultraottantenni vaccinati con almeno una dose: 57,9 contro 56,9%. Per provare a rimediare ai danni di immagine creati alla Lombardia, e alla Lega, scende in campo Matteo Salvini: «Nelle Rsa lombarde è stato vaccinato il 100% degli ospiti, per gli over 80 siamo all’80%. Entro l’11 aprile si punta a chiudere tutti gli over 80».

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La Calabria in difficoltà

In alcuni Paesi proseguono intanto le restrizioni su AstraZeneca: anche l’Olanda, dopo la Germania, ha sospeso in via precauzionale la somministrazione del vaccino agli under 60. Roberto Burioni attacca l’azienda anglo-svedese, in particolare sulle modalità di comunicazione: «Il loro silenzio è intollerabile», scrive in un articolo su National Geographic. Non mancano le polemiche su altri fronti. Nino Spirlì, presidente della Calabria, la Regione con la peggiore performance, si difende così: «La limitata percentuale di vaccinazione è dipesa anche dalla riserva del 30% che ci hanno detto di tenere per garantire il richiamo». Spirlì, poi, la butta sull’onore offeso: «Questo sparare nel mucchio su noi deve un po’ finire. È come se la Calabria fosse abitata da due milioni di galeotti».
Anche dalla Campania spira vento di polemica, con il presidente Vincenzo De Luca che accusa: «Ad oggi la mia regione ha avuto 235 mila dosi in meno del Lazio, che ha la stessa popolazione campana, 10 mila in meno dell’Emilia-Romagna che ha 1,3 milioni di abitanti in meno. Dobbiamo recuperare le centinaia di migliaia di dosi che non abbiamo avuto in questi tre mesi».
Non la pensa così l’assessore alla Salute della Regione Puglia Pierluigi Lopalco: «Le consegne dei vaccini sono più o meno omogenee in tutte le Regioni». Sulle priorità non mancano i contrasti. La Campania vuole l’immunizzazione a Capri, Ischia e Procida per salvare la stagione turistica. E la Lega dice no alla vaccinazione degli immigrati: «Prima anziani, disabili e persone fragili».

2 aprile 2021 (modifica il 2 aprile 2021 | 22:41)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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