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Vaccini, come funzionerà la profilassi dai 31 ai 64 anni: quando inizia e quali farmaci si utilizzeranno

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27 Aprile 2021
di Francesco Malfetano
(Lettura 3 minuti)


Vaccini per tutti, o quasi. È questo in estrema sintesi il messaggio lanciato ieri dal Commissario per l’emergenza Figliuolo quando, in visita agli hub vaccinali del Friuli Venezia Giulia, ha annunciato di star lavorando ad un aggiornamento della strategia per la profilassi. Un nuovo piano in pratica, che verrà presentato a breve al Comitato tecnico scientifico, con cui il generale prevede di iniziare le vaccinazioni “libere”. Ovvero di dedicare l’intera struttura a disposizione – includendo anche le aziende, come già in programma – all’immunizzazione di tutte le categorie dai 31 ai 64 anni (più di 28 milioni di persone secondo gli ultimi dati Istat, da cui bisogna escludere i 6 milioni circa che hanno già ricevuto almeno la prima dose stando ai dati ufficiali).

Vaccini, sotto i 65 anni cambia piano: dosi anche ai trentenni, si apre a tutte le classi di età


Quasi 22 milioni di italiani che però, come ha precisato lo stesso commissario, dovranno prima attendere che si completi la vaccinazione di over 64 e fragili. Vale a dire che venga portata a compimento la strategia attuale. Un obiettivo per cui però potrebbe volerci ancora qualche tempo. Basti pensare che, stando ai dati ufficiali del governo, gli over80 che al momento hanno ricevuto la prima dose sono circa l’85% del totale, il 52% tra gli over70 e il 25% nella fascia 60-69 anni (non ci sono dati intermedi che consentano una verifica puntuale sugli over 65). 

LA PARTENZA E I VACCINI

Ovviamente non si partirà insieme in tutta Italia, perché le Regioni viaggiano a velocità differenti. Un esempio per tutti: al momento a fare meglio con gli over 70 – in termini di prima dose – è la provincia autonoma di Bolzano che l’ha somministrata al 65,7% (il Lazio al 51,7%) mentre in Basilicata si è ancora al 34,6%. La strada è dunque lunga ma in alcune Regioni un po’ meno. Il Lazio per dire, da venerdì aprirà le vaccinazioni a chi ha 58-59 anni e quindi, nel caso in cui l’allargamento del nuovo piano Figliuolo andasse in porto, partirebbe avvantaggiata. Completate le fasce indicate come prioritarie quindi, magari già dalla metà del prossimo mese si può immaginare che si inizi con le “vaccinazioni libere”. Al momento però restano ipotesi, dettate dalla consapevolezza che dal prossimo mese il flusso dei vaccini in arrivo diverrà molto più importante. 

L’ARRIVO DELLE DOSI

Solo per il mese di maggio ad esempio si prevede la consegna di un numero variabile di dosi tra i 15 e i 17 milioni. Una quantità che permette di poter raggiungere e mantenere il target delle 500mila somministrazioni al giorno.
In gran parte si tratterà di vaccini Pfizer-BionTech (32,7 milioni di dosi nel secondo trimestre in base all’ultimo aggiornamento delle consegne fatto dal ministero della Salute) e AstraZeneca (ammettendo non vi siano ulteriori ritardi, se ne attendono circa 10 milioni di dosi). A seguire i 7,3 milioni di Johnson&Johnson e i 4,6 del vaccino di Moderna. Questi ultimi e quelli Pfizer saranno però il motore dell’accelerazione che ha in mente Figliuolo, per il semplice fatto che si tratta degli unici due vaccini che al momento in Italia non sono limitati ad una fascia di età (AstraZeneca e J&J sono consigliati solo agli over60). 

Ultimo aggiornamento: 14:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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