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Un passo verso la normalità nello sport: due arbitri scozzesi fanno coming out

Due arbitri scozzesi, Craig Napier e Lloyd Wilson, hanno deciso di fare coming out e hanno annunciato pubblicamente di essere gay. Il muro di omertà intorno a questo tema comincia a cadere, sotto i colpi della verità e della voglia di far sapere al mondo  chi si è veramente. La speranza è quella di non dover raccontare questo fatto ancora come una notizia che desta scalpore, ma che ben presto possa essere la normalità.

I due arbitri hanno fatto coming out con la speranza di rendere il cacio scozzese più inclusivo

Napier è uno dei migliori arbitri del campionato locale, quest’anno gli sono state affidate molte partite tra le più difficili del torneo. In un video diffuso dal profilo Twitter della federcalcio scozzese ha spiegato: “Dobbiamo far cambiare la mentalità generale, per fare in modo che le persone si sentano libere di vivere la propria natura felicemente, che si sentano a loro agio nella propria pelle. È un bisogno che va oltre il calcio“.
Craig Napier sottolinea come sia fondamentale apportare cambiamenti positivi nel mondo dello sport: “Dobbiamo vedere il cambiamento di atteggiamento, in modo che le persone sentano di poter essere se stesse e di vivere felici e comodamente nella propria pelle”

Wilson, che invece dirige incontri delle leghe minori scozzesi, ha parlato al canale YouTube dell’associazione di assistenza psicologica Back Onside: “Ho deciso di parlare pubblicamente adesso perché è stato un viaggio terribile, diciassette anni vivendo una vita che non volevo, una bugia, comportandomi nel modo in cui gli altri volevano che io fossi, o almeno io credevo che lo volessero. Una situazione dettata anche dal mondo del calcio. Sento che fare questa intervista, che devo dire mi pietrifica, è assolutamente cruciale per i miei colleghi … che stanno combattendo questo stesso viaggio”.

L’arbitro Napier alle prese con la direzione di una partita

La risposta è stata fantastica, in tutto il mondo. Ho ricevuto messaggi di sostegno anche dalla Namibia e dal Tagikistan. In Scozia, il sostegno è stato schiacciante” aggiunge l’arbitro. “Di solito i direttori di gara vanno nel panico quando i tifosi si rivolgono loro sui social media, ma tutti i messaggi erano positivi. Sì, ci sono stati alcuni commenti negativi, ma nelle chat private sono state scritte solo cose positive. Sono stato contattato da giocatori e dirigenti di tutto il Paese. Le persone vogliono lavorare insieme per rendere il calcio uno spazio sicuro per tutti“.

La società è cambiata molto negli ultimi 10 anni. “Ricordo che ero un giovane arbitro e pensavo: ‘È meglio che non lo dica a nessuno, altrimenti non avrò la possibilità di andare avanti’ – continua Lloyd Wilson -. Avrei voluto farlo prima, ma ora penso che fosse il momento giusto per unirmi alle voci che già si fanno sentire. È molto importante in termini di esempio. Speriamo di arrivare a un punto in cui il coming out non sia più considerato una novità. Voglio che sia un processo organico. Pensate ai festeggiamenti di fine stagione quando i giocatori portano in campo le loro fidanzate, mogli e figli. Vorrei che le persone fossero a conoscenza dell’orientamento sessuale di un giocatore, in modo che i tifosi possano vedere i partner insieme sui social media”, conclude l’arbitro.

Cosa accadrebbe se un calciatore professionista dovesse fare coming out?

In Italia, a differenza di altri Paesi, l’omosessualità nel mondo sportivo rimane ancora un forte tabù, soprattutto nel calcio maschile simbolo per eccellenza della virilità e del machismo. È difficile infatti per un calciatore gay fare coming out: il rischio di diventare oggetto di discriminazioni, da parte della tifoseria e dei media, sarebbe troppo grande. Ci sono poi enormi interessi economici alla base del calcio-spettacolo moderno che inducono a coprire scandali, creare fidanzate o mogli di copertura e allontanare i calciatori che espongono apertamente la propria omosessualità.

Il calcio è uno sport virile dove la fisicità conta moltissimo. Cosa accadrebbe se un calciatore professionista facesse coming out? Sarebbe la fine della sua carriera da professionista. Nello sport professionistico, e in particolare nel calcio, girano troppi soldi. Vi pare possibile che qualcuno, magari un giocatore di una grande squadra che si è già costruito un nome, decidesse di perdere tutto rivelando al mondo le sue tendenze omosessuali? Meglio tacere e andare avanti senza problemi. Ed è proprio questo quello che sta accadendo.

Paura di veder finire una carriera che ti porta alla ricchezza, timore di subire insulti e magari essere aggrediti da parte dei tifosi che non gradirebbero vedere il loro idolo dichiararsi gay. Non soltanto verrebbero discriminati e, magari, messi fuori squadra per via del loro orientamento sessuale, ma rischierebbero sulla loro pelle.

Fonte: luce.lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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