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Un anno di coronavirus, cosa sappiamo e cosa resta da capire

INTENSITÀ DEI LOCKDOWN NEL MONDO

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Le origini ancora ignote

Il 2020 è stato un anno lungo, inedito e drammatico. Sappiamo moltissimo di più rispetto all’inizio sul virus e sulle capacità di contrastarlo, anche se restano importanti zone d’ombra che solo il tempo potrà colmare. A partire dalle sue origini. Come spieghiamo in questo articolo che fa il punto sulla conoscenza scientifica a oggi, l’inizio viene ormai collocato ben prima di un anno fa. Nel mondo animale addirittura ci sono tracce di coronavirus molto simile a SARS-CoV-2 in campioni di pipistrello del 2010, con analogia genetica del 97%. Il che significa che il tema chiave è il passaggio di specie, anche in chiave preventiva per il futuro. La minaccia è diffusa in natura e il rischio elevato.

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Il martello e la danza

L’articolo più condiviso su come contrastare il virus è The Hammer and the dance di Tomas Pueyo, pubblicato a marzo su Medium. Ha successo perché spiega con semplicità la teoria di abbattere la curva per dare tempo alla scienza per realizzare i vaccini. Il modo in cui viene applicata è tuttavia molto diverso nel mondo. “The dance”, ovvero la fase danzante dopo la fase di lockdown, l’hanno davvero sperimentata soltanto la Cina, in parte altri paesi asiatici, Australia e Nuova Zelanda.

Tempestività, testing, confini

Nei grafici qui sotto abbiamo messo in relazione il numero giornaliero di test per ogni nuovo caso confermato. Nello stesso grafico si trovano casi e decessi confermati quotidianamente. Prendiamo in esame Corea del sud, Italia e Australia. Il risultato sarebbe simile se al posto dell’Italia prendessimo un altro grande Paese europeo o gli Stati Uniti. Queste chart rendono evidente come la Corea del sud abbia puntato sul fattore tempo, aumentando drasticamente la capacità di testing al primo insorgere dei casi insieme alle chiusure.

TEST COVID-19: CONFRONTO TRA AUSTRALIA, COREA DEL SUD E ITALIA

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La strategia coreana ha funzionato nella prima e seconda ondata, con una mortalità a oggi di 1,5 per 100mila abitanti, contro i 117 dell’Italia. Nella terza ondata, attualmente in corso, anche il paese asiatico è in difficoltà. L’Australia si distingue anch’essa per l’elevato numero di test e dopo un lockdown molto lungo ha sostanzialmente azzerato il contagio. Quando, come successo sotto le festività, viene scoperto un focolaio vengono introdotte immediatamente misure di contenimento. Il Paese ha inoltre in comune con la Cina la prolungata chiusura delle frontiere, favorita dal suo naturale isolamento geografico.

In Europa confini aperti

Provando ad applicare questo discorso all’Europa, si può dire che il tema della chiusura delle frontiere è stato applicato in maniera estremamente più blanda. L’apertura prima dell’estate è considerata una delle ragioni della seconda ondata che è andata crescendo da agosto in poi a partire da Spagna e Francia.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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