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Uccisa con 19 coltellate, il pm chiede l’ergastolo per l’ex compagno: Aurelia colpita quando era già a terra

UDINE. Omicidio di Aurelia Laurenti, il pm Federico Facchin al termine della requisitoria di un’ora e quaranta minuti ha chiesto l’ergastolo per l’imputato Giuseppe Mario Forciniti, che ha ucciso la convivente con 19 coltellate nella loro camera matrimoniale.

In Corte d’assise a Udine è iniziata mercoledì, 20 aprile, la discussione. «L’ufficio del pm non ha nessuna soddisfazione nel chiedere l’ergastolo, dobbiamo applicare la legge». Il pm ha evidenziato l’intensità del dolo intenzionale, la persistenza della volontà di uccidere la compagna e di continuare a infliggere i colpi anche quando era già finita a terra.

Forciniti: «Ricordo solo un colpo, ho cercato di toglierle il coltello»

«È più di un anno che aspetto questo momento per potervi guardare in faccia e rivedervi. Siete stati la mia famiglia per tanti anni. Giacomo, Tina, Antonietta sono persone a cui io vorrò sempre bene. In qualsiasi momento, qualora lo vorranno, io ci sarò». Così Giuseppe Mario Forciniti, imputato dell’omicidio aggravato della compagna Aurelia Laurenti, massacrata con 19 coltellate ai piedi del letto, si era rivolto lunedì 14 febbraio, a fine udienza, alla mamma e alla zia della vittima, sedute fra il pubblico in Corte d’assise a Udine. «Ma cosa dici Giuseppe», ha esclamato mamma Annunziata, detta Tina.

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I parenti hanno rifiutato un incontro in privato con l’imputato. Era loro facoltà allontanarsi dall’aula, ma gli hanno concesso di parlare pubblicamente, come lui aveva chiesto alla Corte. In piedi, una mano a reggere il microfono, l’altra nella tasca dei jeans, con la voce rotta, a tratti, dal pianto, Forciniti ha proseguito: «Capisco che l’ultima persona che vogliate sentire parlare sono io. Ma io in questo anno ho pensato tanto. Sapete quello che ho fatto per la famiglia, per Aurelia. Lei sarà sempre il primo mio pensiero. Ci siamo conosciuti da bambini, siamo cresciuti insieme. Ci siamo riconciliati per riunire la famiglia. Purtroppo è successa una disgrazia, non doveva succedere, non era previsto».

In quell’occasione ha anche aggiunto che «non c’è notte che non preghi per lei, per voi» e «vi sono vicino ogni giorno, mi dispiace». Mamma Tina non ha più trattenuto il suo dolore: «Devi pregare solo per i tuoi figli, non sai cosa stanno passando…». «Per i miei figli – ha detto Forciniti – ci sono stato e ci sarò sempre. So che sono in buone mani, vi sono vicino, a voi e ai bambini…».

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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