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Tutto quello che lo sport ha perso nel maledetto 2020 (e un giorno ritroveremo)


Il 2020 è un anno di perdite, questa è l’unica affermazione vera e sensata che si può fare, nessun anti-qualsiasicosa può purtroppo contraddirla. Abbiamo perso prima di tutto persone e questo è il dolore più grande perché il contatto umano serve a essere chi siamo e a proiettarci in un futuro, abbiamo perso emozioni, dovendoci limitare in tutto, abbiamo perso idee perché senza il confronto continuo non c’è crescita, abbiamo perso desideri, speranze, obiettivi, andati in fumo in un maligno falò virale.

Nello sport abbiamo perso tutto questo e tanto di più, perché il 2020 si è portato via persone e idee che non ritroveremo così facilmente.

Il 26 gennaio se n’è andata la determinazione insieme a Kobe Bryant. Il Mamba non solo voleva la cima della montagna, ma faceva di tutto per spianarla, a forza di allenamenti alle tre di notte e il desiderio fin troppo feroce nell’essere sempre il numero uno. Fortissimamente volli per lui era il motivetto da canticchiare in ogni istante di vita.

Il 22 maggio se n’è andata la pacatezza insieme a Gigi Simoni, per tutti allenatore-signore, per me allenatore-contadino, perché lui non nascondeva l’alterigia dietro il sorriso bonario, non la conosceva affatto, non ne capiva il senso e il motivo. Gigi Simoni, come i veri contadini, ti squadrava e ti diceva la verità, con l’asciuttezza e la grazia di chi non aveva visto il mondo ma ne conosceva il motore.

Il 20 giugno se n’è andata la morbidezza insieme a Mario Corso. Corso era morbido in tutto, nel tono di voce, nel suono della voce, nel tocco al pallone, nel tocco al pallone per una punizione dal limite. La morbidezza nel calcio oggi è azzannata dai centrocampisti e dagli allenatori, mai essere morbidi in nulla, bisogna essere solo martelli. Non dico che prima era meglio, ma era diverso, quanto era diverso Mario Corso.

Il 22 giugno se n’è andata la minuziosità insieme a Pierino Prati. I gol di Prati non sono mai facili e quindi mai brutti. Erano sempre gol in cui il calcolo e il talento venivano calibrati al millimetro e al millesimo per dare quel risultato e nessun’altro. I teoremi riusciti sono meravigliosi, anche quando noi non li capiremo mai.

Il 26 novembre se n’è andato il genio insieme a Diego Armando Maradona. Si è scritto tantissimo su Diego non solo perché era in trending topic. Tutti hanno voluto scrivere di Maradona perché il genio fa proprio questo, smuove un’opinione, anche inutile e sciocca (e quante ne abbiamo lette), ma quello è il suo obiettivo e il suo compito. Mai nessuno guarda dall’altra parte quando un genio è nella stanza.

Il 9 dicembre se n’è andata l’intuizione insieme a Paolo Rossi. Ci sono persone che se butti in aria un soldo o lo prendono al volo o sanno già dove si fermerà. Quello era Paolo Rossi, un fantasmagorico istante di calcio che faceva restare felici.

Abbiamo perso determinazione, pacatezza, morbidezza, minuziosità, genio e intuizione. Che ne sarà di noi! Per fortuna non sarà mai così triste il futuro, anche nello sport. Un giorno, in un bambino qualsiasi, in un tempo qualsiasi, in luogo qualsiasi, determinazione, pacatezza, morbidezza, minuziosità, genio e intuizione torneranno a trovarci e sarà anche meglio, perché quando riappaiono lo fanno sempre sulle spalle dei giganti.

Fonte: fanpage.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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