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Triplo sbarco di migranti, arrivano in duecento. E molti sono bambini

LECCE – L’ondata non si arresta. Anzi, molti segnali lasciano intendere che altre partenze lungo la rotta balcanica orientale avverranno anche nei prossimi giorni. E così, a distanza di una settimana esatta dal maxi-sbarco avvenuto a Santa Maria di Leuca (oltre 200 migranti stipati su un peschereccio e rintracciati a 70 miglia marittime dalla costa), questa mattina si sono verificati altri due rintracci di imbarcazioni cariche di stranieri, a bordo delle quali vi erano anche intere famiglie con bambini. Ai quali n’è seguito un terzo, avvenuto in serata a Leuca.

Le partenze di persone in fuga dalle aree del Vicino Oriente, il cui obiettivo è raggiungere il più delle volte le comunità di connazionali presenti nel nord dell’Europa, avvengono quasi sempre dalle coste turche e hanno spesso come passaggio intermedio l’approdo sulle sponde salentine.

In questo caso i natanti sono stati avvistati dalle motovedette della guardia di finanza e della guardia costiera, che pattugliano le coste locali con frequenza quotidiana, mentre erano in navigazione al largo del Capo di Leuca, sebbene seguendo tratte distinte. La prima barca, infatti – un motopeschereccio -, è stata notata dai finanzieri all’altezza di Torre Pali, marina di Salve, e, dopo essere stata abbordata, è stata indirizzata verso il porto di Gallipoli, sullo Jonio. La seconda barca, invece, a vela, avvistata poco dopo dalla guardia costiera all’altezza di località La Guardiola (Corsano), è stata condotta verso Otranto, sulla sponda adriatica.

Poi, il terzo episodio, nel tardo pomeriggio, ancora una volta con rintraccio da partre di un pattugliatore della guardia di finanza, coadiuvato dalla motovedetta Cp848 della guardia costiera di Santa Maria di Leuca. 

Per quanto riguarda il primo sbarco, ad attendere i migranti nel porto mercantile di Gallipoli, oltre a finanzieri e personale della Capitaneria di porto, anche i volontari di Lecce della Croce rossa italiana con anche il suo Reparto di sanità pubblica ausiliario dell’Usmaf (ministero della Salute). I migranti sono stati trovati tutti in discrete condizioni.

Al momento non sembra che vi siano soggetti identificabili come scafisti nel gruppo approdato a Gallipoli, composto da sessantadue persone di cui venti libanesi e quarantuno siriane. Fra i libanesi, sei uomini, tre donne e undici bambini (cinque maschi e sei femmine). Fra i siriani, invece, quindici uomini, otto donne e diciotto minori (nove maschi e altrettante femmine; fra i maschi, uno non accompagnato).

Il secondo sbarco a Otranto

E intanto, mentre si era ancora nel vivo dell’accoglienza del gruppo giunto a Gallipoli, è arrivata notizia dell’avvistamento della seconda barca da parte di una motovedetta della guardia costiera nelle acque davanti alla marina di Corsano. In questo caso, una barca a vela, con un numero di migranti stimato inizialmente fra i settanta e i novanta e che poi si è scoperto essere di nuovo sessantadue.

La barca a vela è stata trainata verso il porto di Otranto dalla motovedetta Cp332 e, come già nelle ore precedenti a Gallipoli, anche in questo caso s’è scoperto esservi a bordo interi nuclei famigliari, con minorenni. Due donne hanno accusato malori e sono state soccorse. Fra i vari migranti, anche un ragazzo cieco.

Sul molo, ad attendere il gruppo, i volontari della Croce rossa spostatisi appositamente dal luogo del primo sbarco, e le forze dell’ordine. Di questo gruppo fanno parte cinque afghani (un uomo, una donna e tre componenti di un’unica famiglia), e cinquantasette iraniani di etnia curda, tra cui diversi minori e donne.

Il terzo sbarco a Leuca

Nel tardo pomeriggio, poi il terzo sbarco, nel porto di Santa Maria di Leuca. Settanta, in questo caso, i migranti arrivati a bordo di un barca a vela. Sul molo, per l’accoglienza, gli stessi volontari leccesi della Croce rossa italiana, impegnati fin dalla mattina in un vero tour de force. Nel terzo sbarco, vi sono diciannove egiziani (dieci uomini adulti, nove minori non accompagnati), nove kuwaitiani (una vera novità, va detto), composti da otto uomini adulti e un minore, due iracheni adulti, e poi molti afgani: diciotti uomini adulti, nove donne con due neonati al seguito, sedici minori non accompagnati. Infine, tre iraniani adulti e un uomo del Kirghizistan.

I migranti dei tre sbarchi sono stati divisi fra centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, che proprio ieri è ritornato libero, Masseria Ghermi, a Lecce, e hotspot di Taranto.. Come sempre, saranno effettuati tamponi per verificare eventuali casi di positività al Covid-19 e le identificazioni, in questo caso a cura del pool interforze istituito dalla Procura di Lecce. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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