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Trapani, sbarcati 847 migranti della tedesca «Sea Eye 4». Altri 308 sono in attesa

di Ferruccio Pinotti

La nave che pur trovandosi in acque maltesi era stata rifiutata dall’isola che fa parte dell’Ue, è stata accolta in porto tra le grida di gioia dei profughi. A bordo 170 minori e 2 donne incinta. L’altra imbarcazione è in attesa vicino a Lampedusa

Sono cominciate le operazioni di sbarco degli 847 migranti salvati in mare su barconi dalla nave umanitaria tedesca
«Sea Eye 4» che è giunta nel porto di Trapani. A bordo vi sono anche 170 minori, tra cui diversi bambini, 53 donne di cui 2 in gravidanza. La maggior parte dei migranti, terminate le operazioni d’identificazione e i primi controlli sanitari, saranno fatti salire su due navi quarantena già in porto. Il sindaco Trapani Giacomo Tranchida ha dichiarato che la situazione è sotto controllo, ma che vi è un «dispiego enorme di energie per gestire la situazione in sicurezza».

Le grida di giubilo dei migranti diretti al porto

Gran parte dei migranti proviene da paesi dell’Africa occidentale, dall’Egitto e dal Marocco, ha spiegato Giovanna di Benedetto, di Save the Children Italy. Le grida di gioia con le quali i migranti hanno salutato lo sbarco a Trapani potevano essere udite già a distanza, mentre la «Sea Eye 4» si avvicinava al porto siciliano. Circa la metà dei migranti era stata tratta in salvo da un’imbarcazione di legno il 4 novembre mentre altri erano stati salvati durante altre operazioni di Search and Rescue. «Sea Eye 4» era stata rifiutata da Malta, che pure fa parte dell’Ue , pur trovandosi l’imbarcazione originaria in acque maltesi. Negli stessi giorni un’altra «charity ship», la «Ocean Viking», con 308 migranti a bordo, è stata posta in attesa di assegnazione di un porto vicino a Lampedusa. Secondo le stime delle agenzie delle Nazioni Unite il numero dei migranti che hanno attraversato il Mediterraneo nel 2021 è di 54.000 persone.

Il ruolo delle Ong umanitarie

«Siamo felici che gli oltre 800 migranti a bordo della Sea-Eye 4 siano sbarcati e speriamo presto accada lo stesso per la sorte dei 308 soccorsi l’ultima volta il 2 novembre scorso sulla Ocean Viking» ha dichiarato a Adnkronos Francesco Creazzo, di Sos Mediterranee. «Ormai negli ultimi tre anni ci troviamo a lavorare in un clima di odio che vede la criminalizzazione del soccorso in mare e delle stesse persone soccorse in mare — ha proseguito Creazzo — In realtà dovrebbero essere gli Stati a fare il soccorso in mare: in mancanza loro lo fanno le Ong, perché è previsto dalle convenzioni internazionali. Questi sono eventi di emergenza e i porti sicuri andrebbero assegnati immediatamente».

La rabbia sui social

Tanti però i commenti indignati sui social per l’ennesimo sbarco. «È un odio ingiustificato nei confronti di persone che scappano dalla Libia in condizioni che l’Onu stessa definisce violazione dei diritti umani — risponde Creazzo —. Giuste le parole del Ministro Lamorgese, che ha ricordato la necessità che gli altri paesi si facciano carico di distribuire i migranti che l’Italia accoglie. Gli Stati costieri sono lasciati soli, mentre urge una Unione Europea della cooperazione. Non si può pensare di lasciare affogare persone e respingerle in Libia».

7 novembre 2021 (modifica il 7 novembre 2021 | 18:18)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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