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Trapani, madre e figlia in quarantena vanno a un matrimonio con centinaia di invitati: denunciate

Una donna di 48 anni e la figlia di 15 sono andate sia alla celebrazione del matrimonio, nella chiesa madre di Alcamo, sia al ricevimento, in una sala di Partinico. Il presidente della Regione: «Si è allentata la tensione, rischiamo nuove chiusure»

Nella Sicilia con alcuni primati in negativo sul fronte del coronavirus — tra cui quello di essere, oggi, l’unica regione in zona gialla — accade anche che una madre ed una figlia in quarantena perché contagiate partecipino tranquillamente ad un matrimonio con centinaia di invitati.

La donna di 48 anni e la figlia di 15 si sono recate sia alla celebrazione del matrimonio nella chiesa madre di Alcamo (grosso centro del Trapanese) sia in una sala di ricevimenti nel territorio di Partinico (sempre nel Trapanese) per il classico banchetto nuziale al quale hanno partecipato centinaia di persone. Le due sono state denunciate dai carabinieri di Alcamo per l’inosservanza delle norme anti-Covid.

Dopo la denuncia dell’Asp di Trapani ed una serie di controlli incrociati è stata appurata la loro presenza al matrimonio (erano nella lista dei partecipanti al ristorante). È partita la procedura di tracciamento di tutte le persone presenti al matrimonio e le necessarie verifiche con i tamponi (al momento gli ospiti sono risultati tutti negativi).

Secondo la ricostruzione degli investigatori madre e figlia si sono mosse da un luogo all’altro incontrando molte persone senza alcuna preoccupazione di trasmettere il virus.

Il presidente della Regione Nello Musumeci aveva lanciato l’allarme — proprio sulle pagine del Corriere della Sera — sul rischio rappresentato nella trasmissione del contagio da alcuni banchetti nuziali con centinaia di invitati.

Nell’ambito della lotta al Covid-19 va ricordato che la Sicilia non solo è in «zona gialla» ma ha ben undici comuni in «zona arancione» (otto dei quali nel Val di Noto, nel Siracusano, zona ad alta densità turistica con flussi turistici nazionali ed internazionali).

Il presidente Musumeci, ringraziando i prefetti per il loro importante lavoro aveva chiesto ieri — data la delicatezza della situazione — un intensificarsi dei controlli: «Avverto in giro un pericoloso calo di attenzione. È una fase delicata quella che viviamo in questi giorni: se aumentano i contagi, ma non i vaccini, la Sicilia rischia di tornare presto a chiudere. E non possiamo permetterci questo ulteriore sacrificio».

5 settembre 2021 (modifica il 5 settembre 2021 | 17:09)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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