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Tragedia del Mottarone, Amit e l’estate da passare in corsia: «Niente ferie, voleva fare pratica»

Le braccia di Amit Biran hanno protetto il suo piccolo Eitan, 5 anni, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. «Mio figlio era la persona più buona che conoscessi. Abbracciandolo, ha salvato la vita al suo bambino. Siamo scampati alle bombe, ma ci ritroviamo con la famiglia distrutta». La voce rotta dal pianto, poche parole quelle della mamma del giovane papà israeliano di 30 anni, morto nel crollo della funivia del Mottarone assieme alla moglie Tal, 26 anni, il figlio Tom di 2, e i nonni della ragazza, Barbara e Itshak di 70 e 82 anni. Amit, aveva un sogno: diventare medico e aiutare gli altri. Un ragazzo dagli occhi dolci, generoso e ben voluto da tutti.

Gli avevano consigliato di trasferirsi in Italia, a Pavia, dove avrebbe potuto studiare in una delle facoltà di Medicina più valide. Così aveva fatto, portando con sé Tal, la sua sposa, che aveva invece scelto Psicologia. I due giovani studiavano, superavano esami a pieni voti senza far mancare nulla ai loro due bimbi. Amit aveva svolto il tirocinio del sesto anno di Medicina (il corso Harvey, in lingua inglese) nel reparto di Nefrologia della clinica Maugeri di Pavia. I suoi colleghi in corsia lo ricordano bene. La commozione è grande: «Amava la scienza, amava l’idea di essere utile al prossimo. Era sempre il primo ad arrivare. È una tragedia inspiegabile, ora possiamo solo pregare per suo figlio Eitan, sperando di dare forza alla sua famiglia».


In piena pandemia, Amit Biran era stato costretto a svolgere il tirocinio da remoto. Un’opportunità che non lo soddisfaceva. Non gli sembrava di essere d’aiuto ai pazienti senza il contatto umano. Appena possibile, il giovane si era rivolto al professor Ciro Esposito, primario di Nefrologia della Maugeri, chiedendo di tornare in reparto. «Durante l’estate aveva chiesto di fare un po’ di pratica in corsia. Niente vacanze, era davvero motivato: tutti partivano, mentre lui voleva stare qui ad imparare — ricorda Esposito —. Amit era solare. Nonostante avesse già una famiglia sulle spalle, era concentrato nella professione. L’unico giorno in cui non è potuto venire in ospedale mi ha mandato una e-mail per poter recuperare».

L’incidente sulla funivia tra Stresa e il Mottarone

  • «Otto secondi, dieci al massimo. Un forte sibilo, poi lo schianto». La dinamica dell’incidente

  • Le ipotesi sulle cause: il cavo rotto verificato nel 2020 e il mistero dell’avaria dei freni

  • Le storie delle vittime: Tom, due anni. Mattia, cinque. Poi Itshak, 81. E Silvia e Tal, 27 e 26

  • La lotta di Eitan, 5 anni, l’unico sopravvissuto: «Ho paura, lasciatemi stare»

  • Il primo soccorritore: «C’era un giovane che respirava ancora, così sono entrato in quell’inferno»

  • Chi è Luigi Nerini, l’imprenditore che ha in gestione il 100% della Funivia del Mottarone

  • I parenti e gli amici fuori dall’obitorio: «Chi parla di fatalità offende i nostri cari»

  • L’ultimo controllo all’impianto il 3 maggio

A Pavia, il sindaco Fabrizio Fracassi ha proclamato il lutto cittadino per la giornata in cui si celebreranno i funerali di Amit e dei suoi quattro famigliari. Le salme sono in partenza con volo di stato da Torino Caselle verso Tel Aviv. Ora tutte le preghiere sono per il piccolo Eitan, 5 anni, ricoverato in prognosi riservata a Torino. Dopo le operazioni alle gambe, le risonanze magnetiche non hanno evidenziato danni cerebrali. È stata accolta anche dai genitori dei compagni di scuola del piccolo e dalla preside madre Paola Canziani dell’Istituto «Maddalena di Canossa» di Pavia, che Eitan frequenta da un anno. «Un bambino pieno di entusiasmo, ha voglia di imparare e di conoscere. Preghiamo per lui».

25 maggio 2021 | 08:31

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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