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Traffico in tilt per il corteo anarchico a favore di Alfredo Cospito, slogan e fumogeni a Porta Palazzo

TORINO. «Alfredo libero». Nelle strade di Torino, tra clacson impazziti e gente in coda a sbuffare, mentre gli agenti della polizia municipale si sbracciano ad ogni incrocio per sbloccare gli ingorghi, c’è chi cade dalle nuvole, ignorando le ragioni di quel corteo che si muove senza una meta precisa. «Ma chi è sto Alfredo? Mai sentito». Sirene, boati di petardi, una manciata di bottiglie lanciate contro gli agenti della Digos. Scaramucce, nessun ferito. Solo un operatore della Rai, seguendo la manifestazione, si inciampa su un marciapiede e si rompe il dito di una mano. La lotta anarchica manda in tilt il traffico del sabato pomeriggio, invade il mercato di Porta Palazzo, attira per lo più le ire degli automobilisti, ma non raggiunge il centro, blindato e inaccessibile da schieramenti di polizia e carabinieri.

Anche se la storia dell’anarchico Alfredo Cospito lascia indifferenti i turisti di fronte a Palazzo Reale, e molti torinesi, ieri più di 600 attivisti si sono ritrovati in piazza Castello con bandiere e striscioni. Corteo di tre ore diretto in corso Regina, Porta Palazzo, Rondò della Forca e ritorno a Porta Palazzo. Sfilata pacifica, giusto qualche scritta. La manifestazione però ha costretto le forze dell’ordine a sbarrare a tratti le strade, per impedire agli attivisti di infilarsi nelle vie dello shopping. Il traffico ne ha risentito e non poco. Tram e autobus bloccati e dirottati.

Cospito, anarchici in corteo a Torino: lancio di petardi e bottiglie di vetro

Questa la mobilitazione che Torino ha dato a sostegno della battaglia di Alfredo Cospito, 56 anni, anarchico insurrezionalista in sciopero della fame da quasi tre mesi, per essere stato sottoposto al regime del 41 bis, ossia al carcere duro, riservato in genere ai boss mafiosi. Condannato anni fa per aver gambizzato un manager dell’Ansaldo, nuovamente processato e condannato per altri attentati e azioni di propaganda, ha continuato ad alimentare la rete anarchica con scritti e messaggi. Contro il capitalismo, le multinazionali, lo Stato. Idee e lotta, mai pentito. Così gli è stato inflitto l’isolamento forzato, l’impossibilità di comunicare con l’esterno perché ritenuto pericoloso. E lui ha risposto con lo sciopero della fame, dal 20 ottobre scorso. Forma di protesta che aveva già attuato in passato: perché, in fondo, ha scelto di dedicare la sua vita all’anarchia. Anche se a Porta Palazzo, ieri, era solo un nome su uno striscione che bloccava il traffico.

Ma c’è di più. Oltre al 41 bis, Cospito rischia anche un ergastolo per aver messo, nel 2006, alcuni ordigni di fronte all’ex scuola carabinieri di Fossano. Sebbene le bombe non ebbero effetti, per la legge furono un pericolo vitale per lo Stato, non un semplice attentato. Questione di diritto, delicatissima, su cui dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale. Su un piatto della bilancia vent’anni di carcere, sull’altra l’ergastolo.

Da settimana c’è una campagna di protesta, alimentata dalla rete anarchica in Italia, e all’estero. Scritte, cortei, volantinaggi. Il fatto più grave in Grecia, con l’attentato all’auto di Susanna Schlein, diplomatica dell’ambasciata ad Atene, sorella di Elly, deputata dal Pd. Adesso al ministro della Giustizia Carlo Nordio è arrivata l’istanza dell’avvocato Flavio Rossi Albertini per chiedere la revoca del 41 bis.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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