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Toti: accordo Piemonte-Liguria non è stravaganza ma un servizio, i vaccini in ferie hanno un senso

Coronavirus

Il presidente della regione Liguria

Giovanni Toti (Ansa)


L’accordo tra il Piemonte e la Liguria per consentire la vaccinazione ai cittadini di una regione che si trovino in vacanza nell’altra nel periodo estivo “non è alcuna stravaganza, è il sale del regionalismo, è un servizio importante per i cittadini. Non vedo cosa vi sia di strano. Non solo ho avvisato il generale Figliuolo ma ne abbiamo discusso a lungo”. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti, che questa mattina ha firmato il documento di intesa a Torino con il governatore del Piemonte Alberto Cirio. 

L’intervista sul Corriere
“Penso che il generale Figliuolo non abbia poi torto. Però, bisogna intendersi… Sono 16 mesi che si sente tutto e il suo contrario. Fughe in avanti, ricerca di visibilità da parte di qualcuno… Io leggo la lettera di Figliuolo come un richiamo alla sobrietà e alla ragionevolezza”. Così sempre Toti, intervistato dal Corriere della Sera.

“Se è un benefit per l’ombrellone o la seggiovia, vacanza inclusive vaccino compreso, è una sciocchezza. Ma ci sono categorie per cui ha un senso: mamme con figli che si spostano per l’intera estate, stagisti degli istituti alberghieri…”, aggiunge.

“Talvolta il confronto è stato meno fair di quanto sperato. Ma le Regioni hanno approvato tutti i dpcm all’unanimità e il governo ha impugnato solo un provvedimento regionale, quello della compianta Jole Santelli – spiega – Le Regioni sono nate per avere metodi e prassi diverse rispetto ai diversi territori, cosa che non si può contrabbandare per inefficienza. Spesso hanno dato risposte assai più convincenti di quelle dei governi”.

“La sanità calabrese è commissariata da molti anni, la nomina dei commissari ha ricordato un po’ l’Isola dei famosi, ma tutto questo non ha prodotto nemmeno la ricognizione del debito – conclude Toti –   non vorrei si preferisse appiattire verso il basso, il modello sovietico, tutti uguali e tutti un po’ peggio. Noi abbiamo voluto Draghi pensando a un Paese che cresca nella libertà da lacci e lacciuoli. Non marxismo leninismo applicato al Covid”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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