Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Toscana al voto, il confronto fra candidati. Sfida su sanità, aeroporto, rifiuti / DIRETTA

Firenze, 16 settembre 2020 – Al teatro Puccini di Firenze il dibattito, moderato dalla direttrice de La Nazione Agnese Pini e dal direttore di Rtv38 Nicola Vasai fra i candidati alla presidenza della Regione Toscana alle prossime elezioni.

Il video dell’incontro / prima parte

I contendenti: Salvatore Catello del Partito comunista; Susanna Ceccardi sostenuta dalla coalizione del centrodestra con le liste Toscana civica per il cambiamento, Forza Italia – Udc, Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier; Tommaso Fattori di Toscana a sinistra; Irene Galletti candidata per il Movimento 5 stelle; Eugenio Giani che ha il sostegno del centrosinistra con le liste Sinistra Civica ecologista, Partito Democratico, Svolta!, Europa verde progressista civica, Italia viva – Più Europa, Orgoglio Toscana e Tiziana Vigni sostenuta dalla lista Movimento 3V Libertà di scelta. Al posto di Marco Barzanti sostenuto dal Partito Comunista Italiano che non ha potuto essere presente, il candidato consigliere Vladimiro Spinelli.




In sala anche i lettori che si sono prenotati, ma tutti potranno vedere il confronto che sarà trasmesso su Rtv38 dalle 21.30, in contemporanea sul sito www.lanazione.it e sui nostri canali social.

Passato e futuro

Ore 17.13 – La domanda di Agnese Pini: Cosa salvereste e cosa buttereste di quanto fatto fino ad oggi in Toscana?

Irene Galletti (M5S): di quanto fatto fino ad oggi in Toscana salverei la legge Marson che ha permesso di difendere l’ambiente; butterei invece la riforma della sanità.

Vladimiro Spinelli (Pci): del passato della vorremmo buttare tutti i tagli alla sanità; salverei il lavoro di qualche amministratore.

Eugenio Giani (centrosinistra): di quanto fatto salvo il sistema di sanità pubblica che ha funzionato durante il Coronavirus; butterei invece la pensatezza burocratica con un commissario per la semplificazione.

Tiziana Vigni (3V): salverei la legge regionale 9 del 2007 su omeopatia e medicina naturale; butterei quanto fatto in sanità favorendo l’interesse privato.

Tommaso Fattori (Toscana a sinistra): della nona legislatura salverei la legge Marson anche se nella decima legislatura è stata fatta a pezzi; nell’ultima legislatura salverei le leggi samaritane; butterei la controriforma sanitaria voluta da Saccardi e Rossi.




Salvatore Catello (Partito comunista): abbiamo riflettuto e studiato molto ma non salviamo niente di quanto fatto fino ad oggi in Toscana.

Susanna Ceccardi (centrodestra): salvo le persone che  fanno grande la Toscana e che non sono state forse salvaguardate abbastanza; boccio l’organizzazione politica della nostra regione.

Aeroporto

Ore 17,26: La domanda di Nicola Vasai: Cosa ne pensate delle infrastrutture aeroportuali e del rapporto fra Firenze e Pisa?

Irene Galletti (M5S): I due scali hanno vocazione molto differente. Unica soluzione ragionevole è usare Firenze come city airport utlizzando Pisa per i collegamenti internazionali.

Vladimiro Spinelli (Pci): puntiamo sull’aeroporto di Pisa e sul suo potenziamento, potenziando anche la Fi-Pi-Li e le altre infrastrutture.

Eugenio Giani (centrosinistra): la sinergia fra Firenze e Pisa è molto importante, almeno 28 milioni di persone secondo Irpet possono andare e venire noi ne copriamo 2,7 con Firenze e 4 con Pisa. serve aeroporto a Campo dell’Elba, Grosseto.




Tiziana Vigni (3V): Non si costruiscono né si ampliano aeroporti accanto ai centri abitati. Non ha senso farne due così a ridosso: facciamo treni per collegare quello che esiste.

Tommaso Fattori: è complicato pensare a un’integrazione fra due scali che pretendono di essere intercontinentali e che sono così vicini. Giani e Ceccardi pensano la stessa cosa. Noi pensiamo che la vera integrazione strategica sia quella fra l’aeroporto di Pisa e il porto di Livorno.

Salvatore Catello (Partito comunista): Noi abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni contro la nuova pista di Firenze e ci opponiamo a questa opera inutile che serve solo a specultare. Crediamo che vada invece potensiato l’aeroporto di Pisa.

Susanna Ceccardi (centrodestra): il problema non è solo la sinergia fra le infrastrutture aeroportuali, ma l’assenza di tutte le infrastrutture in Toscana, dalle strade alle linee ferroviarie non elettrificate che penalizzano gli spostamenti.

false

Sanità

Ore 17,37: La domanda di Agnese Pini: Anche alla luce dell’emergenza Coronavirus, qual è la vostra visione per la sanità futura della Toscana?




Irene Galletti (M5S): al centro della sanità ci deve essere l’individuo e attorno a lui tutte le profesioni sanitarie. L’organizzazione in 3 grandi Asl ha danneggiato la territorialità. Fuori le nomine politiche in sanità.

Vladimiro Spinelli (Pci): Una buona amministrazione non può prescindere da una buona sanità che deve essere pubblica. Il Covid ha dimostrato che occorre puntare più sulla prevenzione che sulla gestione del problema. No a intramoenia e a grandi Ausl.

Eugenio Giani (centrosinistra): Molto è stato fatto ma occorre puntare ancor più sulle case della salute e sulla telemedicina, che può aiutare molto ad avvicinare la sanità ai cittadini anche nelle zone più lontane.

Tiziana Vigni (3V): Noi puntiamo a fare una sana opposizione; senza negare il virus crediamo però che vada valutato in modo diverso l’impatto del Coronavirus sui morti registrati in questi mesi.

Tommaso Fattori: Il primo obbiettivo è riportare servizi nei presidi periferici che sono stati svuotati di funzioni. Le Case della salute che vogliamo non sono quelle del modello attuale.




Salvatore Catello (Partito comunista): il sistema sanitario è stato distrutto dal centrosinistra che, come il centrodestra, vuole favorire la sanità privata. Noi vogliamo investire su sanità pubblica e capillare.

Susanna Ceccardi (centrodestra): Vogliamo cambiare la legge Renzi-Rossi-Saccardi che ha incentrato in 3 grandi Asl l’organizzazione sanitaria regionale. Noi vogliamo ripartire dai piccoli presidi ospedalieri che sono stati depotenziati negli ultimi anni.

Rifiuti

Ore 17,49: La domanda di Nicola Vasai: quali sono le vostre idee sulla gestione dei rifiuti?

Tiziana Vigni (3V): Serve etica, coerenza e preparazione per raggiungere l’obbiettivo di una regione plastic free. La governance dei rifiuti non deve essere gestita dalle società partecipate.

Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra): Il nostro obbiettivo è raggiungere il traguardo dei “rifiuti zero” e puntare sull’economia circolare in modo da permettere davvero il riuso dei materiali. Sia Giani che Ceccardi parlano di termovalorizzatori che non sono economia circolare.




Salvatore Catello (Partito comunista): Ci opponiamo fermamente a tutti gli inceneritori e gassificatori. In Toscana li abbiamo e vanno chiusi.

Susanna Ceccardi (centrodestra): Da sindaco di Cascina ho portato la raccolda differenziata all’81% ma lo sforzo dei cittadini non viene ripagato perché il 40% degli scarti va comunque in discarica. Bisogna però ricordarsi che una porzione dei rifiuti deve essere smaltita con inceneritori.

Irene Galletti (M5S): Il piano strategico di gestione dei rifiuti è stato la mancanza più grande della vecchia legislatura e voglio che sia il primo punto del nostro impegno. Giani e Ceccardi hanno parlato più volte di termovalorizzatori e solo ora si scoprono ecologisti.

Vladimiro Spinelli (Pci): Per noi i rifiuti sono uno dei punti focali del programma. Occorre partire dalla raccolta differenza che produce ricchezza invece che costi. Vorremmo impianti di smaltimento a freddo.

Eugenio Giani (centrosinistra): Dobbiamo scommetere sull’economia circolare come capacità di trasformare il rifiuto in prodotto, anche con impianti più piccoli. A Susanna Ceccardi dico però che non è possibile pensare a 10 maxi impianti in Toscana.




Economia

Ore 18,07: La domanda di Agnese Pini: i numeri della crisi economica sono drammatici. Qual è la vostra ricetta a breve termine per far ripartire l’economia in tutte le aree della Regione e soprattutto le Pmi?

Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra): Occorre dare liquidità alle aziende. Una partita così importante deve vedere anche un ruolo del Monte dei Paschi di Siena che adesso è una banca pubblica e che noi chiediamo non venga privatizzata.

Salvatore Catello (Partito comunista): Per far ripartire le Pmi occorre creare lavoro pubblico stabile e sicuro con un grande piano di investimenti in sanità, opere pubbliche e nel riassetto idrogeologico. Negli aiuti è necessario sostenere soprattutto chi crea lavoro stabile e non precario. Il tutto stando fuori dall’Unione Europa.

Susanna Ceccardi (centrodestra): le Pmi hanno sofferto tantissimo, soprattutto nelle città d’arte. Spesso hanno protestato in piazza e non sono state neppure considerate dalla Regione. Servono finanziamenti a fondo perduto e a provvedimento come il bonus vacanza, fatto dalla Regione Piemonte. Se serve un commissario per la semplificazione sarò io che sarò stata sindaco e conosco i problemi.




Irene Galletti (M5S): Sarà necessaria una quota di aiuti a fondo perduto ma solo all’inizio. Poi bisognerà investire in fondi, anche del Recovery fund, per aiutare le imprese a riconvertirsi a nuovi modelli economici e al green new deal. Fondamentali saranno anche gli sportelli Europa.

Vladimiro Spinelli (Pci): L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, quindi vorremmo rimettere i soldi in mano agli operai e alle classi meno abbienti che possono far girare l’economia. Occorre investire in nuove tecnologie e infine dare aiuti alla Partite Iva e alle piccole aziende dove non ci siano controversie con i lavoratori

Eugenio Giani (centrosinistra): Grazie alla rimodulazione dei fondi europei la Regione Toscana ha appena messo a disposizione delle imprese 274 milioni di euro. Tanto è stato fatto ma da ottobre mi concentrerò sui 115 milioni a fondo perduto che verranno messi a disposizione per le imprese con una compartecipazione che potrà arrivare anche all’80%. Al centrodestra chiedo: cosa ha fatto di utile votando contro al Mes e al Recovery Fund?




Tiziana Vigni (3V): Prima di tutto evitiamo altri lockdown. Le piccole imprese pagano le tasse in Italia mentre le grandi lo fanno spesso all’estero. Servono aiuti accessibili che pensino anche agli analfabeti digitali.

Recovery Fund e Mes

Ore 18,22: La domanda di Nicola Vasai: Il Recovery fund sarà un’opportunità?

Salvatore Catello (Partito comunista): Noi rimandiamo al mittente tutti questi finanziamenti che resteranno sulle spalle delle prossime generazioni. La vita per l’Italia è solo uscendo dall’Unione europea, dall’euro e dalla Nato.

Susanna Ceccardi (centrodestra): A Giani dico che ho votato contro il Mes in Parlamento Europeo perché non voto a scatola chiusa. Quali sono le condizioni? Quanto dovranno pagare i nostri figli? Non spetta a un governatore di Regione scegliere se attivare o meno il Mes. Sul Recovery Fund invece va deciso a livello regionale come spenderli altrimenti c’è il rischio che non vengano spesi.

Irene Galletti (M5S): Intercettare questi fondi potrà fare differenza fra la ripresa o meno di tutte le realtà produttive. Anche i piccoli vanno aiutari e in questo il ruolo della Regione sarà fondamentale. Servirà avere un Ufficio Europa che lavori in modo efficare.




Vladimiro Spinelli (Pci): Diciamo convintamento no al Mes, mentre sul Recovery Fund occorre considerare con attenzione come utilizzare questi fondi.

Eugenio Giani (centrosinistra): Il Recovery Fund che ha firmato il presidente Conte è una grande opportunità. Per la Toscana si parla si somme fra i 15 e i 18 miliardi. Possiamo far lavorare in questo ambito molti giovani. Ai toscani dico che noi siamo per gli investimenti, le infrastrutture, l’economia circolare. Dall’altra parte c’è il pessimismo cosmico.

Tiziana Vigni (3V): Pollice verso per il Mes, pollice su per il Recovery Fund. Servono fondi per rilanciare infrastrutture, ferrovie e strade.

Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra): Il Recovery Fund è fondamentale. A Giani dico però che più che i giovani serve a gestire i fondi uno staff molto preparato. Vanno raddoppiati i binari unici, occorre un piano speciale di edilizia residenziale pubblica e un vero piano industriale.

Trasporto pubblico

Ore 18,31: La domanda di Agnese Pini: cosa pensate della situazione del trasporto pubblico locale e della gara regionale?




Susanna Ceccardi (centrodestra): Al di là delle decisioni della magistratura è stata una scelta sbagliata. Si chiama trasporto pubblico locale e non trasporto pubblico regionale. Con la gara si sono penalizzate le piccole aziende che invece erano virtuose

Irene Galletti (M5S): Creare un servizo centrale efficiente significa servire tutta la Toscana allo stesso modo. Si tratta di una grande sfida anche contro lo spopolamento delle zone periferiche.

Vladimiro Spinelli (Pci): La gara del Tpl è l’esempio di come, quando si va verso il privato, si insinua facilmente il malaffare e la cattiva gestione della cosa pubblica. Noi vogliamo un profilo tutto pubblico

Eugenio Giani (centrosinistra): Il nostro compito non è scegliere uno o l’altro percorso ma garantire il servizio ai cittadini. Io sarò una persona neutra e rigososa occupandomi di orari e organizzazione del servizio. Ho chiesto di sospendere le procedure di affidamento della gara in attesa di fare chiarezza.

Tiziana Vigni (3V): Le multinazionali sono i grandi mostri del capitalismo moderno. Le istituzioni seguono le multinazionali o fanno l’interesse dei cittadini sul territorio? Questo vale anche per il trasporto pubblico.




Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra): Noi contestiamo il modello privatistico di gestione del trasporto pubblico locale. Dall’acqua, ai rifiuti, al Tpl crediamo che siano servizi da gestire in modo pubblico. Studieremo da subito una formula per ripubblicizzare il Tpl.

Salvatore Catello (Partito comunista): Non ci piace del Pd proprio questa visione privatistica dei servizi. Per rilanciare i trasporti devono essere concepiti in modo gratuito ed essere finanziati con la fiscalità generale.

Metti una sera a cena

Ore 18,52: La domanda di Nicola Vasai: dovendo organizzare una cena con chi andreste e per parlare di cosa?

Irene Galletti (M5S): Io inviterei Tommaso Fattori con il quale abbiamo condiviso tante battaglie e un modo di intendere il civismo che è la base del Movimento 5 Stelle. Mi piacerebbe continuare a parlare ancora di questi temi nei prossimi anni e spero che uno di noi diventi pesidente della Regione.

Vladimiro Spinelli (Pci): Andrei con tutti gli esponenti della sinistra di classe e quindi con Salvatore Catello.




Eugenio Giani (centrosinistra): Non andrei mai con Susanna Ceccardi perché sono amico e rispetto il suo compagno Andrea Barabotti. Invece alla cena fra Tommaso Fattori e Irene Galletti vorrei andare anch’io perché devono spiegarmi come mai dobbiamo vivere una situazione di divisione quando il centrosinistra potrebbe stare insieme. Dobbiamo superare il pericolo che il centrodestra vinca in Toscana. A loro dico: stiamo insieme e cerchiamo di costruire la Toscana.

Tiziana Vigni (3V): Noi siamo qui a difendere i bambini danneggiati dal vaccino. Sono indecisa ma forse chiederei di fare una cena insieme a Susanna Ceccardi.

Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra): Andrei a cena con Irene Galletti. Credo però che Eugenio abbia bevuto un po’ se vede questa vicinanza politica fra noi e il centrosinistra.

Salvatore Catello (Partito comunista): Per la prima volta sono d’accordo con Giani e sul rapporto che c’è già fra centrosinistra, Toscana a Sinistra e Cinque Stelle. Andrei alla cena con Vladimiro Spinelli perché c’è bisogno di comunismo nel nostro Paese.




Susanna Ceccardi (centrodestra): E’ stata una campagna elettorale stancante e ci sono state poche occasioni di confronto. Le uniche sono state possibili proprio grazie a La Nazione e RTV38. Mi piacerebbe una bella cena per confrontarci e siccome io non ho nemici ma solo avversari invito tutti loro a cena. Così potremmo mangiare i piatti della Regione Toscana; e le tartine le porterebbe Eugenio.

Giani (replica): In realtà ho perso 3 kg durante la campagna elettorale. E’ vero che da sempre, in una solo serata, vado anche in tre luoghi diversi, ma per me è un modo di stare con la gente. Non irridiamo quello che secondo me è fare vera politica.

Tommaso Fattori (replica): A Irene Galletti mi piacerebbe dire che gli elettori potrebbero optare per il voto disgiunto a favore del candidato di Toscana a Sinistra

Galletti (replica): A Giani dico che in questi anni di occasioni di confronto ce ne sono state tante e siamo stati sempre ignorati o presi a pesci in faccia. Possiamo provare a ricostruire ma sono fortemente dubbiosa, perché un rapporto credibile si costruisce negli anni e non nelle ultime settimane.




L’ultima domanda: l’appello a un ventenne

Ore 19,01: La domanda di Agnese Pini: dovendo fare un appello al voto a un ragazzo di 20 anni cosa direste?

Susanna Ceccardi (centrodestra): Hai 20 anni e le ideologie del passato per te sono lontane. Magari sei disinteressato nei confronti della politica perché sei stanco di vedere solo i politici litigare. Ti dico però che io ho iniziato a fare politica a 20 anni e questo ha tracciato la mia crescita personale. Cambiamo la Toscana perché dopo 50 anni c’è bisogno di rinnovamento.

Salvatore Catello (Partito comunista): E’ facile per me parlare ai giovani, perché con noi ci sono molti ragazzi. A loro dico che il capitalismo ha fallito: da anni promettono lavoro, pace e benessere; invece c’è guerra e precariato. Noi ai ragazzi non chiediamo non solo il voto ma impegno e testa.

Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra): Toscana a Sinistra è largamente costrituita da ragazzi, tanto che la candidata più giovane di queste regionali è la nostra Carlotta del movimento Friday for future. Insieme a loro diciamo che occorre una svolta verde, verso l’economia circolare, verso il lavoro non precario. Ai giovani vogliamo lasciare una Toscana dei beni comuni e dei servizi pubbblici, una Toscana felice.




Tiziana Vigni (3V): Chiedo ai giovani di essere vigili e coraggiosi. Non siate merce per le multinazionali del farmaco. Siate i nuovi ribelli individuali. La dignità del nostro corpo non deve essere violata. Tocca a voi questa battaglia contro il profitto a tutti i costi. Noi vi saremo accanto.

Eugenio Giani (centrosinistra): Ho un figlio di 21 anni e uno di 12. Penso a loro e apprezzo la loro capacità creativa. A loro dico che sono a disposizione e che mi candido per questo. Terrò sempre in considerazione le vostre idee e opinioni. La mia competenza ed esperienza è l’arma più forte che intendo usare contro l’ignoranza e l’impreparazione.

Vladimiro Spinelli (Pci): Ai giovani dico che per il futuro meritano una Toscana in cui ci si possa curare gratuitamente, un’istruzione pubblica gratuita fino all’università, un posto di lavoro stabile. Per fare tutto questo bisogna tornare alla visione comunista. Occorre che i ragazzi si istruiscano, studino e si facciano una coscienza critica. A loro dico: occupatevi di politica perché sennò sarà la politica a occuparsi di voi.




Irene Galletti (M5S): Chiederei a questo ragazzo di 20 anni a chi affiderebbe i suoi soldi e una parte del suo futuro. Molti giovani se ne vanno dalla Toscana non per scelta ma solo perché non trovano qui la possibilità di esprimersi al meglio e di fare strada. Quindi a loro chiedo di scegliere con attenzione chi vi coinvolge nelle decisioni e parte dalla basso come il Movimento 5 Stelle.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *