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Torre Maura, colpo grosso al convento: cassaforte forzata, rubati 70 mila euro

di Rinaldo Frignani

A dare l’allarme sono state le suore della curia generalizia delle «Figlie del Sacro Cuore di Gesù» in via Casilina. Non si esclude che i ladri siano stati informati da un basista sulla presenza nell’istituto dell’ingente somma di denaro

Si sono svegliate di buon mattino e hanno scoperto che la cassaforte del convento era stata forzata. Non solo: con loro grande stupore le suore si sono anche accorte che dal contenitore blindato, che era custodito in un ufficio al primo piano, erano spariti 70 mila euro in contanti. Un tesoro del quale, a questo punto, non si esclude fosse al corrente anche chi potrebbe aver fornito ai ladri la soffiata giusta per entrare in azione.

Il furto – solo l’ultimo di una lunga serie di intrusioni notturne negli istituti religiosi della Capitale, a volte sventate grazie alla pronta reazione delle religiose – è stato denunciato dalle sorelle dell’istituto «Figlie del Sacro Cuore di Gesù» in via Casilina, all’altezza di Torre Maura. L’allarme è scattato nella prima mattinata di martedì scorso e già dal sopralluogo sarebbe apparso subito chiaro come i ladri, seguendo un copione ormai purtroppo scontato, siano andati a colpo sicuro, puntando subito – senza troppe incertezze – alla stanza nella quale si trovava la cassaforte, protetta da grate alle finestre. Aprirsi un varco fra le sbarre di metallo, per gente abituata a farlo di mestiere, non è stato troppo difficile e senza che nessuno nel convento si sia accorto di quello che stava accadendo, gli intrusi si sono messi all’opera per scassinare la cassaforte. Anche in questo caso non ci sarebbe voluto molto, ma i resti del contenitore sarebbero stati acquisiti da chi indaga proprio per svolgere una serie di accertamenti, compresi quelli che cercare eventuali impronte digitali e risalire a qualche pregiudicato, specializzato in questo genere di colpi.

Dopo aver fatto razzia del denaro conservato nella cassaforte, i ladri si sono allontanati senza essere scoperti. Non è chiaro se il convento sia protetto da un impianto d’allarme e perché non abbia funzionato, così come se le telecamere di vigilanza abbiano ripreso qualcosa dell’intrusione dei «soliti ignoti». A parte l’ipotesi di un eventuale basista che potrebbe averli informati sulla presenza dell’ingente bottino nella curia generalizia e anche sulla relativa facilità di accedere ai locali, si indaga adesso per verificare se ci siano collegamenti fra il furto di lunedì notte e altri episodi analoghi che si sono ripetuti con una certa frequenza a partire dal 2018, in tutta Roma: da corso d’Italia all’Appio-San Giovanni, come anche a Tor Bella Monaca e in altri quartieri periferici.

25 novembre 2021 (modifica il 25 novembre 2021 | 08:07)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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