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Torna la cuccagna migranti: Lamorgese dà più soldi alle coop

Torna un po’ di cuccagna. Dopo i tagli imposti dall’allora ministro Salvini, che utilizzò le forbici per ridurre i costi dell’accoglienza dei migranti, ora il Viminale ha ritoccato (al rialzo) i bandi dedicati alle associazioni che si occupano di ospitare, coccolare e istruire i richiedenti asilo sbarcati sulle coste italiane.

La novità è contenuta, come ha scovato Il Tempo, in un decreto ministeriale di febbraio 2021 che fornisce ai prefetti tutte le indicazioni per predisporre gli appalti dell’accoglienza. Il primo cambio di passo che balza all’occhio riguarda l’aumento dei servizi forniti dall’Italia a chi approda illegalmente nel Belpaese. Oltre ai già previsti vitto e alloggio, assistenza sanitaria, assistenza sociale e mediazione linguistica culturale, il Viminale ha aggiunto “ulteriori” benefit come i corsi di lingua italiana o l’orientamento legale e al territorio. Sono tutti servizi che vanno pagati, ovviamente. E che dunque costeranno alla collettività, anche quando – come nel caso del sostegno psicologico – appaiono attività del tutto assimilabili ad altre già garantite. Come l’assistente sociale.

Visti i notevoli cambiamenti, il ministero ha ovviamente aggiornato lo schema di capitolato redatto nel 2018 dagli uffici di Salvini. Sono stati introdotti i pannolini per i bambini fino a 30 mesi di età, le stoviglie ecocompativili e l’erogazione di beni come materiale didattico, ludico (?) nonché farmaci e altre prestazioni sanitarie non coperte dal SSN. Inoltre verrà garantita assistenza del richiedente asilo da remoto in caso di colloquio con la Commissione territoriale. Tutte misure che fanno già gridare allo scandalo a Giorgia Meloni, che parla di “regalo” del governo Draghi alle onlus dell’accoglienza: “Il tutto – dice la leader di Fdi – mentre l’Italia è in ginocchio, la povertà è in aumento, le aziende rischiano di chiudere e i ristori sono insufficienti”.

Calcolatrice alla mano, in effetti, l’incremento in termini di vil denaro è di tutto rispetto. Basta leggere la tabella sulla stima dei costi medi di riferimento, prendendo a esempio un centro collettivo da 50 posti massimo. Per il costo del personale se ne vanno 11,15 euro al giorno a migrante, contro i 7,40 euro del decreto Salvini, dovuti principalmente all’impiego di psicologi che staranno coi migranti per otto ore a settimana (che diventano 16 ore nei centri fino a 100 posti e 24 ore in quelli fino a 300 posti). L’aggiunta di stoviglie monouso green ci costeranno invece 0,60 centesimi al dì ogni ospite, cui bisogna aggiungere 0,15 centesimi per i pannolini dei neonati, indipendentemente dalla presenza o meno di poppanti all’interno del centro. Non solo. Perché Lamorgese ha anche deciso di raddoppiare di netto il prezzo del kit di primo ingresso fornito due volte l’anno ai migranti, che passa dai 150 euro di Salvini ai 300 euro attuali. E se schede telefoniche (5 euro) e pocket money (2,50 euro) non sono stati toccati, alla lista di benefit vanno aggiunti 1,80 euro al giorno per il materiale didattico, il trasporto scolastico il materiale ludico e i farmaci. Alla fine della fiera il costo medio a immigrato di un centro da 50 persone fino a poco fa era di 26,35 euro mentre con il ministro Lamorgese schizza a 33,47 euro. Praticamente gli stessi famigerati 35 euro al dì dei grassi tempi andati. Quelli in cui “accoglienza” faceva rima con “business”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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