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Torino, Unione industriale e indotto auto contro lo stop Ue ai motori termici: “Durissimo colpo di stampo ideologico”

Industriali preoccupati dal voto del parlamento europeo che mette al bando le auto a benzina e diesel dal 2035 con lo stop alla vendita nella Ue. ” Un durissimo colpo per il settore automotive, il no ai motori endotermici ribadisce un’impostazione ideologica a favore dell’elettrico e pone un serio rischio la filiera dell’auto italiana e continentale ” , dice il presidente dell’Unione Industriali di Torino, Giorgio Marsiaj.

Per via Fanti il rischio è che si decreti la fine di un’intera filieraproduttiva della componentistica. Non solo imprese che chiudono, ma posti di lavoro persi. Più di 70 mila a livello nazionale per l’Anfia, l’associazione che raccoglie le aziende della filiera auto. “Il doveroso e condivisibile rispetto per l’ambiente – osserva il presidente dell’Unione – non può e non devecompromettere il futuro dell’automotive: la totale e troppo affrettata eliminazione dei motori endotermici, anche con carburanti alternativi, è un modo preconcetto di affrontare la questione”. Marsiaj auspica che “altri organismi comunitari che devono ancora esprimersi si rendano conto che non è questa la strada della ragionevolezza”.

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Il direttore dell’Anfia Gianmarco Giordia sottolinea che “l’elettrico a oggi non è in grado di compensare la perdita di posti di lavoro, non basta costruire colonnine di ricarica o altri componenti. Servono piuttosto azioni per portare in Italia pezzi di filiera legati alla produzione di batterie per le auto elettriche”, dice.

Pensieri che sono condivisi da altri imprenditori, come Pier Mario Cornaglia, numero uno dell’omonimo gruppo del settore, storico nome torinese per quanto riguarda la produzione delle marmitte: “È una giornata nera – dice non si rendono conto dell’impatto che avrà questo voto. C’era la possibilità di raddrizzare la situazione, invece no. Non è solo una questione di aziende, ma di posti di lavoro che andranno persi. Non so come la Cgil non si renda conto di ciò”.

In realtà la Cgil in Piemonte, e non solo, ha una posizione diametralmente opposta a quella degli imprenditori: ” È necessario che il sistema industriale italiano legato alla produzione dell’endotermico non perda l’occasione e si adegui sfruttando di innovare. È inutile fare gli ultimi del vecchio processo produttivo. Conviene approfittare del salto tecnologico”, sottolinea il segretario regionale Giorgio Airaudo. E aggiunge: “Nessuno venga lasciato indietro. Servirebbe un piano sociale del governo che finora non c’è per gestire la transizione e aiutare i lavoratori con ammortizzatori sociali che sostengano la riconversione e la riprofessionalizzazione”.

Sul fronte politico il centrosinistra, che a Bruxelles ha votato a favore dello stop ai motori termici, è silente. Il centrodestra, invece, punta il dito su una scelta che considera incomprensibile: “Il Pd mette a rischio un’intera filiera per pure ragioni elettorali” , dice Claudia Porchietto, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera. “È una soluzione molto ideologica e poco realistica”, aggiunge il viceministro forzista allo Sviluppo economico, GIlberto Pichetto. “Bisognava ridurre le emissioni in modo graduale tenendo conto della realtà che stiamo vivendo: il mercato è in forte calo”.

Fonte: torino.repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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