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Terremoto: violenta scossa nelle Marche, avvertita dal Veneto fino a Roma, i dati

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Violenta scossa di terremoto nelle Marche
Violenta scossa di terremoto nelle Marche

AGGIORNAMENTO ORE 7:30, SCIAME SISMICO, PERSONE IN STRADA – E’ in atto uno sciame sismico sempre nell’area dell’epicentro della violenta scossa di 5.7, in mare aperto. Altra forte scossa alle 7:12 di mangitudo 4.0 e a seguire due scosse si sono avute alle ore 7:15 e 7:16 rispettivamente di 3.4 e 3.1, ma con profondità ancora più superificiali, attorno a 5-7km. Centinaia di famiglie impaurite si sono riversate in strada. In corso le operazioni di controllo di danni a cose o persone. 

AGGIORNAMENTO ORE 7:26, MAGNITUDO UFFICIALE 5.7 – Confermata magnitudo elevata del terremoto che ha interessato le Marche poco dopo le 7, ben 5.7 al largo di Fano (PU), in mare aperto, ad una profondità di soli 10km.

VIOLENTA SCOSSA DI TERREMOTO NELLE MARCHE, AVVERTITA SU GRAN PARTE DEL CENTRO E AL NORDEST – Poco dopo le ore 7:00 una violenta scossa di terremoto ha interessato le Marche, ma è stata avvertita su gran parte del Centro, Roma inclusa, e sul Nordest, fin oltre il Veneto. Stime preliminari individuano l’epicentro in mare Adriatico, poco al largo di Fano, nelle Marche, con una magnitudo intanto stimata tra 5.5 e 6. Ipocentro a circa 10km di profondità. Seguiranno aggiornamenti. 

Terremoto perché avviene e da cosa dipende? I terremoti sono manifestazioni molto violente della natura originati da complesse dinamiche di movimento che coinvolgono prevalentemente la parte più esterna del nostro pianeta, la crosta. La crosta è suddivisa in numerose placche, o zolle incastrate tra loro come in puzzle, ce ne sono almeno sette di grandi dimensioni e una dozzina più piccole. Queste zolle di crosta poggiano su uno strato inferiore parzialmente fuso a comportamento plastico chiamato mantello e si muovono lentamente nel tempo, trascinate come su una sorta di tapis roulant dai moti convettivi presenti all’interno del mantello stesso. I margini delle placche sono soggette a enormi tensioni che portano la roccia a rompersi e scomporsi in grandi fratture, chiamate faglie. L’attivazione delle faglie origina i terremoti che posso essere superficiali (e procurare molti danni) oppure profondi (oltre 50-70km). Terremoti possono verificarsi anche lontano dai margini delle placche, ad esempio in aree vulcaniche.


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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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