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Terremoto Covid: la metà dei bambini non fa più sport

Il sottosegretario Vezzali presenterà martedì i dati di una ricerca sulla pratica sportiva prima e dopo la pandemia. E intanto chiarisce polemicamente: “Decreto pubblicato, nessuna riduzione delle indennità per i collaboratori sportivi”

Un terremoto. Il Covid ha impattato sullo sport in un modo che oggi è possibile fotografare anche con nuovi numeri. Li presenterà martedì prossimo la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali in un evento pubblico. Poco fa è stata anticipata la prima “fotografia” riferita a un’indagine partita nel gennaio 2021 realizzata con la collaborazione ed il supporto tecnico-scientifico di un Gruppo di lavoro ad hoc costituito dal Centro di ricerca Ipsos, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive dello Spallanzani, il Policlinico Gemelli e l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù. Secondo i dati, fra i praticanti sportivi dell’era pre pandemia, se n’è perso uno su quattro. Una percentuale che cresce e arriva al 48 per cento fra i bambini e al 30 fra i ragazzi. Inoltre il 57% dei bambini pratica sport ma con modalità diverse, stesso discorso per il 53 per cento dei ragazzi. Nell’evento la Vezzali presenterà, insieme al Dipartimento per lo sport, a Sport e Salute e all’Istituto di Credito Sportivo, “non solo gli esiti dell’indagine ma anche le conseguenti misure di sostegno messe a punto per il sistema sportivo nonché le soluzioni volte ad assicurare a tutti i cittadini il ritorno ad una graduale e regolare attività fisica e/o sportiva con l’obiettivo di favorire uno stile di vita sano ed una migliore qualità di vita”.

NESSUNA RIDUZIONE!

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Intanto la Vezzali ha diffuso una nota dal titolo: “Non c’è alcuna riduzione delle indennità per i collaboratori sportivi!”. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore del decreto “Sostegni bis”, la sottosegretaria prende la parola per contestare alcune avventate ricostruzioni sull’abbassamento delle cifre per le persone che non hanno potuto lavorare nei mesi di aprile e di maggio. “In questi giorni ho letto i vostri commenti – dice la pluriolimpionica in riferimento alle tante prese di posizione sui social – e con grande dispiacere ho capito che sono circolate tante informazioni sbagliate sul decreto legge “sostegni bis”. Nessuna riduzione, nel testo si conferma quanto già anticipato: per i collaboratori sportivi sono stati stanziati in totale 220 milioni di euro e quindi è prevista un’indennità minima di 400 euro mensili e una massima di 1200”. Le cifre si riferiscono alle tre forchette relative ai compensi percepiti nel 2019 e certificati dall’Agenzia delle entrate: da 0 a 4mila euro di guadagno annuale (400 euro appunto), da 4 a 10mila euro (800) e da 10mila in su (1200).

PER LE SOCIETà

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La Vezzali puntualizza anche la portata degli altri provvedimenti “sportivi” inseriti nel decreto: “Sono previsti interventi per 369 milioni a vantaggio delle AD/SSD a cui si aggiungono i 50 milioni previsti dal Decreto Sostegni già trasformato in legge. So bene che serve ancora tanto e che nessuna cifra riuscirà mai a risarcire i danni provocati dal Covid, ma non accetto che si possa speculare sui problemi del movimento sportivo italiano!”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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