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Tecnologia, parchi e sport: il nuovo campus Bovisa che rigenera i gasometri

La Milano del 2030 nasce dall’archeologia industriale. La Goccia è uno spicchio di Bovisa — a forma di goccia, appunto — abbandonato da anni. Nei prossimi due anni l’espansione universitaria del Politecnico ne cambierà completamente il volto con due parchi pubblici al posto di una foresta urbana «non fruibile» e i due vecchi gasometri, simboli della civiltà industriale d’inzio Novecento, riadattati a contenitori per start-up e l’attività sportiva. E un edificio a forma di piramide, infine, il cosiddetto Deng, destinato a ospitare la nuova sede del dipartimento di energia dell’ateneo. «Nascerà un’area verde grande quasi come i giardini Montanelli; è un progetto che mi entusiasma e che sintetizza la nostra idea di ambientalismo, lontana da quella d’immobilismo», esulta il sindaco Beppe Sala, rivendicando peraltro la paternità dell’idea della delega alla transizione ambientale di cui il nascente governo Draghi vuole dotarsi («A Milano l’abbiamo creata un anno e mezzo fa»).

Il progetto di rinascita della Goccia è il frutto di una convenzione tra il Comune e il Politecnico che amplierà la sua presenza in Bovisa con un investimento da 100 milioni di euro. «I gasometri, che sono un’icona industriale, diventeranno grazie alla rifunzionalizzazione due luoghi strategici, uno dedicato all’innovazione e alle startup, ne vorremmo portare lì 200, e l’altro al benessere e allo sport, aperto anche al quartiere», spiega il rettore Ferruccio Resta. Il parco sarà il primo tassello del mosaico. «Spero che già entro il 2021 lo consegneremo completato — dice Resta — mentre per i due gasometri l’ipotesi è di avviare i lavori entro il 2021». Nel quadrante nord della zona nascerà il Parco della Goccia di 162mila metri quadrati, in quello meridionale il Parco dei Gasometri. Totale: quasi 215.000 metri quadrati di verde, il 65 per cento dell’intera superficie della Goccia.

L’accordo prevede anche, per un massimo di 112mila metri quadrati, residenze universitarie, edifici di terziario-direzionale, destinazioni produttive, ricettive e commerciali (fino alla media struttura di vendita). Si pianificherà poi un sistema di infrastrutture per la mobilità pubblica, in considerazione della vicinanza delle stazioni di Bovisa e Villapizzone , il cui sviluppo verrà delineato tra poche settimane dal bando di Reinventing Cities. Soddisfatto l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran: «La Bovisa è il nodo di un asse fondamentale che da Porta Nuova, attraverso lo Scalo Farini, si ricongiunge a Nord con l’area Mind e Cascina Merlata. Il grande parco, che avrà un’estensione addirittura superiore a quanto previsto dal Pgt, si connetterà quindi con quelli esistenti e futuri, diventando tassello di un grande corridoio verde, mentre la creazione di un polo innovativo per il Politecnico consoliderà la vocazione universitaria dell’area».

Il comitato di residenti «La Goccia» contesta invece da anni la cancellazione della piccola foresta urbana, condizione necessaria all’avvio del progetto. «Rimangono ancora tanti punti di domanda e un po’ di insoddisfazione per come si è proceduto finora», commenta Gianluca Rapaccini, uno dei portavoce: «La bonifica del primo lotto di 4 ettari è stata distruttiva per la vegetazione, sebbene l’obiettivo dichiarato fosse quello di realizzare un parco. E così sarà probabilmente anche per secondo lotto di fitto bosco per il quale è stato presentato il progetto di bonifica e su cui verranno costruite residenze universitarie». Quanto al nuovo dipartimento di energia (il Deng, l’edificio a forma di piramide), «verrà costruito su un’area che contiene alberature di pregio». «L’intero progetto è figlio della deregulation urbanistica voluta dalla giunta ed è per questo che ne diamo un giudizio negativo», aggiunge l’urbanista Giuseppe Boatti a nome del comitato.

12 febbraio 2021 | 00:48

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Fonte: milano.corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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