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Tassa sul biliardino, ecco importi e multe. È polemica

L’agenzia delle Dogane: niente è cambiato su tassa biliardini

Per spazzare via ogni dubbio il direttore generale dell’Agenzia, Marcello Minenna, ha spiegato che esiste questa «imposta che chi mette questi biliardini nei propri esercizi versa da quasi 20 anni, un fisso, una decina di euro al mese» e che «non è stato dato mandato agli uffici ispettivi di effettuare verifiche perchè siamo in un periodo transitorio». Il punto dello scontro è su una nuova norma che cambierebbe le condizioni per chi ha giochi che non danno premi in denaro. «L’agenzia – ha detto Minenna – ha semplificato un obbligo di legge del 2012 in una semplicissima autocertificazione», si tratta della «disciplina del 2012, che purtroppo a seguito del lock down è entrata in vigore, una norma che era dormiente è diventata operativa» e «se l’oratorio fa l’oratorio, il gioco viene dato a titolo gratuito, è una applicazione che non c’è, è chiaro che se siamo in contesti in cui c’è un esercizio al pubblico, si entra dentro un’altra attività prevalente». Questi giochi «devono rispettare delle regole tecniche» che sono sul sito dell’Agenzia, quindi «perchè uno non fa un’autocertificazione che rispetta quelle regole tecniche? Delle due l’una: o si è dimenticato, e abbiamo rivisto la riapertura dei termini, o quel biliardino non rispetta le caratteristiche tecniche e qualcuno si potrebbe fare male».

Fdi, interrogazione su aumento tasse per biliardini

I deputati di Fratelli d’Italia membri della commissione Attivita Produttive, Commercio e Turismo hanno annunciato un’interrogazione. «Dopo la pandemia, la recessione economica e la Bolkestein, stabilimenti balneari ed esercizi pubblici sono finiti nel mirino dell’Agenzia delle Dogane – si legge in una nota di Salvatore Caiata, primo firmatario della interrogazione, Riccardo Zucconi, capogruppo in commissione e Massimiliano De Toma -. Una determina, entrata recentemente in vigore, equipara calciobalilla, carambole, biliardi, dondolanti per bambini, tavoli da ping pong a videopoker e slot. Nelle intenzioni ci sarebbe la volontà di riordinare il settore dei giochi negli esercizi pubblici, ma di fatto è l’ennesimo atto destinato a produrre effetti disastrosi per i gestori di locali pubblici o di stabilimenti balneari, oggi alle prese con un nuovo e assurdo adempimento burocratico. Invece di colpire, giustamente, il gioco d’azzardo si punisce incomprensibilmente il gioco di puro intrattenimento, disincentivando l’attività ludica sana e di aggregazione sia per giovani che per meno giovani. È per questo che, come Fratelli d’Italia, abbiamo presentato un’interrogazione in cui si chiede al Ministro competente quali iniziative intenda adottare in merito, considerato che il calciobalilla nulla ha a che fare con il gioco d’azzardo e colpisce, invece, indiscriminatamente gestori e proprietari di esercizi pubblici, caricandoli di ulteriori incombenze burocratiche e tasse».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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