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Targa Florio, dopo il braccio di ferro e il commissariamento di Ac Palermo si scaldano anche i motori

Manca sempre meno all’edizione numero 106 della Targa Florio, la competizione automobilistica più antica al mondo, il cui marchio è stato ormai venduto all’Automobil club d’Italia dalla compagine locale Ac Palermo che, da meno di due settimane, è stata commissariata e affidata a Giovanni Pellegrino, già presidente di Aci Trapani. Sono scadute ieri le iscrizioni alla corsa in programma per il 6 e 7 maggio con circa 200 equipaggi che prenderanno parte al terzo appuntamento stagionale di Campionato italiano assoluto rally Sparco e del Campionato italiano rally auto storiche, prova d’apertura stagionale per la Coppa rally di zona e il Campionato siciliano. In tutto questo trambusto, anche per questioni di risparmio, l’Ac Palermo si trasferirà e abbandonerà la sua storica sede di viale delle Alpi.

Il braccio di ferro e il commissariamento

Angelo Sticchi Damiani-2Dopo le elezioni che si sono concluse alla fine dello scorso anno ha vinto l’unica coalizione che si era presentata, quella guidata dall’ormai ex presidente Angelo Pizzuto (consigliere uscente e presidente dal 2014). Del direttivo facevano parte anche Salvatore Requirez, Salvatore Riolo e Ciro Barbaccia (che ha rassegnato le dimissioni). L’8 aprile scorso è arrivato il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, a firma del sottosegretario Valentina Vezzali, in cui si prendeva atto della richiesta di scioglimento del direttivo palermitano avanzata dall’Aci, guidata dal presidente Angelo Sticchi Damani (in foto), con conseguente nomina di un commissario straordinario.

Due le principali cause dello scioglimento indicate nel decreto: le “rilevanti criticità riscontrate nell’ambito della gestione economico-finanziaria e patrimoniale” e “l’insussistenza in capo a due componenti del direttivo eletti dall’assemblea dei soci di Ac Palermo del requisito di eleggibilità”. Il buco di bilancio, cronico e comune a molti Ac italiani, è stimato fra i 5 e i 7 milioni di euro. Sul braccio di ferro che ha portato al commissariamente dice la sua l’ex presidente Angelo Pizzuto: “Sotto il profilo della gestione economica non possiamo negare che Ac Palermo avesse un debito con Ac Italia, ma quando siamo arrivati noi era già a circa 6,2 milioni di euro. Però, come si evince dall’ultima relazione disponibile della Corte dei conti del 2019, da 8 anni abbiamo i bilanci in attivo. Inoltre nella disamina degli Ac federati con pregressi deficit economico-patrimoniali non viene citato il nostro Automobil club”.

Pizzuto: “Una soverchieria”

Angelo-Pizzuto-Presidente-2Sull’altro punto, quello sulle cause di ineleggibilità, Pizzuto (a destra) sostiene di non vederci chiaro: “La considero una soverchieria. La questione è legata a un problema formale sui tesseramenti di alcuni componenti del direttivo. I risultati elettorali però sono stati ratificati da Ac Italia che aveva tre mesi per eventualmente impugnarli. E invece lo ha fatto oltre i termini, motivo per cui sto valutando con i miei avvocati se presentare ricorso. In realtà credo che mi ritengano un ostacolo e considero nel complesso queste decisioni come un attacco all’autonomia territoriale. Noi abbiamo a cuore la Targa Florio e il suo brand, non possiamo consentire che diventi un marchio da svendere, esportando e snaturando la competizione”.

Su questo tema, quello che sembra aver acceso principalmente lo scontro fra la compagine locale e quella nazionale, è intervenuto anche l’ormai ex consigliere del direttivo Salvatore Requirez che, sin dall’inizio, ha sempre sostenuto “l’unicità della gara madonita universalmente famosa come la più antica del mondo e il sostanziale patrimonio culturale che rappresenta per l’identità isolana che, insieme, avrebbero dovuto godere di adeguata considerazione nella gestione del brand”. Secondo Requirez i nodi sarebbero venuti al pettine con la determina 922 del 23 marzo 2022, quella con cui il Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana, dopo un’analisi che ha coinvolto la Sovrintendenza, ha modificato due capoversi.

Targa Florio, niente più autorizzazioni dalla Regione

Da marzo scorso infatti, con l’atto firmato dal dirigente generale Calogero Franco Fazio, non è più necessaria l’autorizzazione dalla Regione per l’organizzazione di manifestazioni sportive denominate Targa Florio (che però, secondo i vincoli esistenti, dovranno svolgersi unicamente sul territorio siciliano mentre diversamente dovranno chiamarsi “tributi”). Per Requirez “la trasmissione del nuovo decreto agli uffici di Aci a Roma sarebbe dovuta avvenire dopo l’acquisizione di un parere da parte del consiglio direttivo dell’Ac Palermo, costituito da nuovi soggetti rispetto a quelli che avevano trattato l’identico argomento”. L’altra modifica inserita nel decreto riguarda l’utilizzo del marchio per scopi commerciali: mentre prima bisognava passare dal Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana, adesso sarà cura dell’ente proprietario – dunque Aci Italia – adottare “misure idonee alla salvaguardia del valore identitario, storico, culturale e sportivo del brand Targa Florio, nonché le misure idonee alla tutela del suo utilizzo commerciale coerente e compatibile con il suo valore”.

Requirez: “Impoverimento del valore immateriale della gara”

salvatore requirez-2Per Requirez però, così facendo, si rischia “un impoverimento – prosegue in una nota – del valore immateriale della Targa Florio per come riconosciuto dal dettato regionale. In altre parole aprire ‘liberamente’ alle logiche del business, ad esempio merchandising e ogni altra attività commerciale non vincolata a schemi di rispetto, produrrebbe la verosimile omologazione della Targa Florio a qualsiasi altra corsa ‘storica’ riguardo alle quali la stessa Targa vanta peculiari caratteristiche di unicità storicamente provate e consolidate nel tempo”. Una preoccupazione che invece non sfiorerebbe l’assessorato regionale guidato da Alberto Samonà e la sovrintendente per i Beni culturali, Selima Giuliano. La decisione di modificare quei capoversi, infatti, sarebbe stata presa in virtù della richiesta, avanzata da Aci Italia, di non prevedere un ulteriore passaggio burocratico che potrebbe rallentare qualsiasi progetto o organizzazione. “Esistono già dei vincoli molto stringenti a tutela e siamo certi – aggiunge la sovrintendente Giuliano – che l’ente preposto, un ente pubblico nazionale, non abbia intenzione di danneggiare la Targa”.

Ac Palermo, convocata l’assemblea dei soci

Dopo tutto questo caos il commissario straordinario dell’Automobile club Palermo Giovanni Pellegrino – che ha avuto come compito prioritario quello organizzare l’edizione numero 106 della Targa Florio – ha convocato per il 25 maggio, alle ore 9, l’assemblea ordinaria dei soci nella sede storica di viale delle Alpi che presto verrà dismessa. Due i punti all’ordine del giorno: 1) bilancio di esercizio 2021; 2) varie ed eventuali. Nel caso in cui non si raggiungesse il numero legale alla prima convocazione, la seconda si terrà il giorno successivo, giovedì 26 maggio 2022, sempre alle ore 9.

Sede Aci Palermo-2

Addio alla sede di viale delle Alpi

Quella di fine maggio probabilmente sarà l’ultima assemblea dei soci nella sede di via delle Alpi, punto di rifermento per gli automobilisti palermitani da più di 40 anni. Il contratto d’affitto dell’edificio – all’interno del quale si trovano gli uffici del Pra, quelli in cui paga si bollo, l’ufficio di presidenza e quello delle gare sportive – sarebbe stato già disdettato dall’Aci. Un affitto da oltre 10 mila euro al mese che, nell’ottica di contenimento della spesa, potrebbe consentire grossi risparmi. Tutti i servizi, stando alle indiscrezioni, saranno trasferiti già dal 2023 in un immobile di proprietà della stessa Aci in via Nicolò Turrisi, nella zona del tribunale.

Fonte: palermotoday.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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