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Tamponi, Green Pass e mascherine: la stretta del governo contro Omicron

“L’errore di molti è stato quello di pensare che l’epidemia non sarebbe arrivata da loro e che certe precauzioni non sarebbero state necessarie. personalmente sono incline a prevedere il peggio, quindi preferisco agire d’anticipo per difendere quel poco di normalità che ci siamo conquistati”. Mario Draghi lo dice in conferenza stampa, alla vigilia della cabina di regia convocata per domani, 23 dicembre, che metterà a punto le nuove regole anti-Covid. I contagi salgono ormai da 9 settimane, non si può più attendere, e prima che la variante Omicron, estremamente contagiosa stando agli studi, diventi prevalente è tempo di scelte secondo il presidente del Consiglio. “Ogni decisione – sottolinea – sarà guidata dai dati, non dalla politica”.

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Allora eccole le decisioni sul tavolo dell’esecutivo: “Tamponi per eventuali partecipazioni a eventi a maggiore aggregazione, un’ulteriore riduzione della validità del Green Pass e l’anticipo delle prenotazioni della terza dose”, spiega Pierpaolo Sileri, sottosegretario del ministero della Salute. Sono queste tre le mosse principali che il governo è pronto a varare. Ma di molte altre, come ha rivelato lo stesso Draghi in conferenza, si parlerà domani. Vediamo quali.

Mascherine all’aperto, Ffp2 al chiuso

Dovrebbero tornare le mascherine all’aperto in tutta Italia e non più solo in caso di assembramento come già previsto dal precedente decreto. L’obbligo era stato anticipato da molti sindaci e governatori a livello locale, ma dovrebbe scattare in tutta la Penisola. Al chiuso, invece, in cinema, teatri o sui mezzi pubblici, si pensa a dispositivi di protezione individuali più efficaci, ovvero le mascherine Ffp2. Ma un’ipotesi è l’obbligo, l’altra passa per la forte raccomandazione del governo. L’unione dei consumatori ha già chiesto che, nel caso in cui diventino necessarie per legge, ne venga calmierato il prezzo.

Tamponi anche per i vaccinati

Non è esclusa la richiesta di tampone anche per i vaccinati. La misura potrebbe essere applicata nel caso di alcuni eventi, come concerti, partite allo stadio o altri appuntamenti di massa. “È importante capire che nel periodo tra la seconda e la terza dose, quando la durata tende a scadere, occorre fare il tampone”, ha detto Draghi in conferenza. Matteo Salvini, leader della Lega, ha espresso la sua contrarietà a questo rumor. Ma non è il solo. anche l’assessore alla Salute dell’emilia Romagna ha già detto di “non condivere l’eventuale” scelta. Da Forza Italia arrivano richieste di chiarimenti.

Tamponi antigenici e Green Pass

Allo studio c’è anche l’ipotesi che i tamponi antigenici rapidi restino per screening di massa ma diventino inutili per ottenere il Green Pass. La Certificazione verde si potrebbe allora avere solo sottoponendosi a un tampone molecolare oppure vaccinandosi oppure con un certificato di guarigione dal Covid-19.

Green Pass abbreviato

A proposito di Green Pass, sembra certa la decisione di un ritorno al passato. La durata della Certificazione verde, che inizialmente era di sei mesi, allungata poi a un anno, ridotta ancora a nove mesi, si abbrevierebbe tornando alle origini: sei mesi.

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Terza dose anticipata

L’intervallo di tempo tra la seconda e la terza dose, che all’inizio era stato fissato a 6 mesi con la possibilità successiva di anticiparlo a 5, verrebbe ulteriormente ridotto: per ricevere il booster si pensa a un tempo di 4 mesi dall’ultima inoculazione. Prima di procedere occorre comunque il via libera dell’Aifa, l’agenzia italiana per il farmaco.

L’estensione dell’obbligo vaccinale

“I vaccini – ha detto Draghi – restano lo strumento di difesa migliore dal virus: delle persone decedute per il Covid tre quarti erano non vaccinati”. Per questo, ha spiegato il presidente del Consiglio, “l’obbligo vaccinale resta sempre sullo sfondo. Non è mai stato escluso. Oggi è esteso ad alcune categorie. Valuteremo una ulteriore estensione, specialmente se i contagi continuano a crescere”.

Il ritorno dello smart working

Il 15 ottobre il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, aveva fatto rientrare tutti (o quasi) i dipendenti pubblici in presenza. La quarta ondata però potrebbe riportare a un utilizzo più massiccio del lavoro da remoto, in smart working, per la Pa.

Screening a scuola ma non si prolungano le vacanze

“Non valuteremo domani”, ha detto Draghi, l’ipotesi di prolungare il periodo di chiusura delle scuole durante le feste. “Se serve potenzieremo lo screening negli istituti, serve il testing e la vaccinazione di tutti e oggi anche dei bambini”.

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Niente lockdown per i non vaccinati

Draghi ha escluso anche la possibilità di misure ancora più drastiche per i No Vax: “Per ora – ha detto – non parliamo di lockdown per i non vaccinati”. Anche se non ha chiuso del tutto la porta: “Ogni possibilità è sul tavolo”, ha aggiunto. “Non credo però – ha precisato – che la cabina di regia tratterà questo tema”.

Ok allo sci

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha voluto rassicurare gli sciatori: nella cabina di regia non sono prevste modifiche particolari per la stagione invernale. “Non posso anticipare niente – ha detto – ma si può già dare un messaggio di tranquillità, si può andare a sciare in sicurezza”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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