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Talco Johnson & Johnson, nonostante l’amianto continuerà ad essere venduto in Europa: bocciata la richiesta di divieto mondiale

Nonostante decine di cause legali, i soci di Johnson & Johnson votano no al divieto di vendere il talco potenzialmente cancerogeno in Europa (e in Italia). Nessun ritiro, quindi, nonostante le centinaia di cause legali

Nonostante decine di cause legali, Johnson & Johnson non si arrende e si rifiuta di smettere di vendere in Europa (e in Italia), il suo talco considerato potenzialmente cancerogeno, perché contenente secondo la  Food and Drug Administration (FDA) statunitense, tracce di amianto.

Un ennesimo stop al ritiro dal mercato del talco Johnson&Johnson. In questi giorni, infatti, alcuni gruppi di tutela della salute femminile hanno chiesto ai maggiori azionisti della società di farsi portavoce della proposta di dire addio per sempre a questo prodotto, usato soprattutto sui bambini. La decisione sulla vendita dei prodotti è stata sottoposta al voto dei soci, ma non ha ottenuto la maggioranza necessaria per sospenderne la vendita in tutto il mondo.

E diciamo tutto il mondo perché mentre negli Stati Uniti e Canada il talco è stato ritirato dal mercato (la J&J sostiene per un calo di domanda, in realtà anche noi vi abbiamo raccontato di centinaia di cause legali contro l’azienda accusata di aver causato il cancro con il loro prodotto), in Europa e quindi in Italia, il baby J&J continua ad esserci negli scaffali.

Ma non solo. Qualche settimana fa, la multinazionale era finita al centro dello scandalo dopo la pubblicazione di alcuni documenti desecretati e resi noti negli Stati Uniti da Bloomberg. Documenti emersi nei vari processi che Johnson & Johnson aveva appunto dovuto affrontare proprio in merito alla cancerogenicità del suo talco, dovuta alla presenza di amianto. Già nel 2018, Reuters aveva dimostrato che i soci del gruppo sapessero del pericolo che si nasconde dietro il talco. Nel 2019, poi, la  Food and Drug Administration (FDA) statunitense in una relazione sulla probabile cancerogenicità, aveva fatto ritirare il talco dal mercato. Negli anni si sono aggiunte più di 40mila cause legali contro la multinazionale e ancora 25mila pendenti. Finora la Johnson & Johnson  ha speso oltre 900 milioni di euro in spese legali.
Dal canto suo, la multinazionale ha sempre difeso il suo prodotto.

“Entriamo in empatia con chiunque soffra di cancro e capiamo che le persone cercano risposte”, ha affermato la società in una dichiarazione al Guardian. “Riteniamo che queste risposte possano essere meglio comprese attraverso la scienza e decenni di test scientifici indipendenti da parte di esperti medici di tutto il mondo hanno confermato che il borotalco di Johnson è sicuro, non contiene amianto e non provoca il cancro”.

Fonte: Investor J&J/The Guardian/FDA

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Fonte: greenme.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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