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Svolta a idrogeno, Wärtsilä ha già acceso i motori «A Trieste un centro per i test»

Saragò e Baan: «Siamo pronti, mettiamo a disposizione gli spazi dove facciamo le prove. Produciamo energia in eccesso servirà per il nuovo fuel green»

GORIZIA  «Un centro di test e ricerca sull’idrogeno alla Wartsila a Trieste, noi siamo già pronti. Mettiamo a disposizione i nostri spazi ma soprattutto la nostra esperienza maturata nella ricerca nel settore dell’idrogeno». Il forum dei tecnici che stanno mettendo assieme le idee per la Valle ad idrogeno transfrontaliera è alle battute finali all’hotel Perla di Nova Gorica, dalla sala sono appena usciti il director manufacturing (e delle nuove tecnologie) di Wartsila Giuseppe Saragò con il direttore ricerca e sviluppo Patrick Baan e basta una battuta per capire che a Trieste è stata posta la seconda pietra della North Adriatic cross-border Hydrogen Valley. Non è solo un’idea, è già una realtà. «Noi normalmente testiamo i motori, abbiamo per questo una produzione sovrabbondante di energia – spiegano- che possiamo utilizzare per la produzione di idrogeno recuperando in maniera pultita anche l’acqua che non dovrà essere più riversata nel torrente Rosandra».

La Wartsila ha già iniziato la strada, «stiamo investendo molto in tutte le soluzioni per la decarbonizzazione nel settore dei motori e per la transizione energetica». È di pochi giorni fa infatti la notizia del lancio nel primo trimetre del 22 del Two-stroke Future Fuel Conversion. È il processo tecnologico che convertirà i motori marini delle navi dal diesel al Gpl. Un passo dopo ci sarà l’idrogeno. «L’obiettivo per ora è il gas . poi passeremo all’idrogeno che verrà miscelato». Si inizia con il 20-30% (già oggi può viaggiare assieme al gas nelle tubature, la Snam è già pronta e arriverà pure nelle case così miscelato per far funzionare le caldaie) . «Ma l’ipotesi è arrivare anche al 100% per i nuovi motori» insiste Baan che spiega: «Siamo pronti a usare tecnologie per convertire l’idrogeno in ammoniaca o metanolo green. Il vantaggio è che non si produce più CO2». Un problema che risolve i rischi dello stoccaggio a bordo. E non ci sono solo i motori marini, ma anche quelli elettrogeni e quelli delle centrali elettriche.

«Noi vogliamo partecipare a queto progetto della hydrogen valley – -aggiungono Sarò e Baan – e la nostra idea è mettere in piedi alcune iniziative con l’Università di Trieste e altri soggetti e istituti di ricerca. Vogliamo realizzare dentro Wartsila un centro di test e di ricerca sull’idrogeno a Trieste. Abbiamo gli spazi adeguati dove già ora testiamo i motori. Ma puntiamo grazie all’energia a produrre pure idrogeno. Che possiamo mettere a disposizione anche al settore del trasporto pensano, in futuro, a una stazione di rifornimento».

Poco distante ci sono oltre all’Interporto anche il porto di Trieste. Wartsila è un leading-lab ed entro il 2030 punta ad essere un’azienda green-carbon neutral».G.G.

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Fonte: ilpiccolo.gelocal.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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