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Suzuki Across, ora l’ammiraglia è ricaricabile. Il modello è derivato dal Suv…

LIDO DI CAMAIORE – Suzuki aveva bisogno della sua ammiraglia ed ecco allora la Across, la sua prima ibrida plug-in che mette il cappello ad una gamma già ibrida al 100% grazie alla quale è cresciuta negli ultimi anni fino a conquistare una quota di mercato del 2%. E se vi sembra una RAV4, credete pure ai vostri occhi perché la Across deriva strettamente dal Suv più venduto al mondo ed è parte di una relazione industriale che negli ultimi anni si è fatta sempre più stretta. La casa delle Tre Ellissi infatti possiede il 4,94% di Hamamatsu che, a sua volta, possiede una piccola quota di Nagoya. Oltre all’Across, entro l’anno vedremo anche un’altra Toyota “suzukizzata”, la Swace derivata dalla Corolla Touring Sports, mentre saranno ben 4 le Suzuki “toyotizzate”, ma solo per il mercato indiano dove la casa della S rossa spadroneggia da decenni, attraverso la consociata Maruti, e invece Toyota lotta nelle retrovie per raggiungere uno status degno della sua statura nel resto del mondo. Obiettivi dunque perfettamente complementari e la possibilità per Suzuki di allargare verso l’alto la propria offerta con modelli che le permetteranno di abbassare le proprie emissioni medie di CO2. La Across è lunga 4 metri e 63 e si riconosce dalla RAV4 per il frontale, i fari e alcune finiture. Persino la scritta e il logo che identificano la tecnologia del sistema di propulsione sono le stesse.

Anche l’abitacolo è praticamente identico: cambia il logo sul piantone del volante e i sedili sono rivestiti di tessuto tecnico nero con cuciture in rosso che troviamo anche sulla cuffia della leva del cambio, il poggiabraccia e la corona del volante. Notevole l’abitabilità con un vano bagagli che va da 490 a 1.604 litri ed è dotato di portellone elettrico. Sei le tinte per la carrozzeria, con opzione bicolore in nero o argento. La sicurezza è a 5 stelle EuroNCAP, facendo riferimento alla RAV4, e i dispositivi di assistenza vengono descritti con nomi tipo “guidodritto” o “attentofrena”, dunque con fantasia e senza tecnicismi, come ormai da tradizione Suzuki. La strumentazione è parzialmente digitale e il sistema infotelematico di bordo ha uno schermo da 9 pollici, Android Auto, Carplay e Mirrorlink. Per ricaricare i vari dispositivi ci sono 3 prese USB e anche una da 220 Volt nel bagagliaio. Il pezzo forte della Across è il suo sistema di propulsione composto da un 2,5 litri da 185 cv a ciclo Atkinson e 2 motori elettrici. Uno da 134 kW è collegato al generatore e al 4 cilindri attraverso un rotismo epicicloidale che funge anche da trasmissione a variazione continua. L’altro da 40 kW è solo per le ruote posteriori e realizza il sistema di trazione integrale capace di ripartire fino all’80% della coppia al retrotreno.

La potenza totale è di ben 306 cv per uno 0-100 km/h in 6 secondi, ma a sorprendere sono i dati sul consumo per un’auto da 2 tonnellate: 1 litro/100 km pari a 22 g/km di CO2 con la possibilità di marciare in elettrico per 75 km e addirittura 98 km in città. Merito della batteria da 18,1 kWh, gestita da un’elettronica che ne massimizza l’efficienza sia marciando ad emissioni zero sia utilizzando entrambi i tipi di motori. Si ricarica in 9 ore dalla presa domestica e in 5 ore dalle colonnine e dalle wallbox. Si possono scegliere diverse modalità di guida, compresa la Trail specifica per il fuoristrada, e anche 5 utilizzi diversi per il sistema ibrido in modo da ottimizzare l’utilizzo dell’energia in base al percorso, allo stato di carica della batteria e alle proprie esigenze.

Condotta su un percorso misto sotto una pioggia battente, la Across ha dimostrato di essere un’auto silenziosa e confortevole, grazie al suo assetto che permette di guidarla in modo sempre sicuro. In elettrico marcia in souplesse fino a velocità autostradali, diventa rabbiosa quando si schiaccia l’acceleratore e solo l’urlo del motore a benzina maschera un po’ la spinta che è invece testimoniata dal ritmo con il quale sale l’ago del tachimetro. La Suzuki Across Plug-in Hybrid è disponibile nel solo allestimento Yoru e costa 58.900 euro, prezzo che ne fa di gran lunga il modello più costoso all’interno del listino di una casa che ha nelle vetture compatte il proprio cavallo di battaglia, ma che gode di una reputazione positiva, grazie anche alle moto e ai motori marini. Fino alla fine di ottobre, con 500 euro, sarà possibile prenotare la web edition con cerchi neri e tetto argento, disponibile solo in 12 esemplari, e il prezzo vero sarà di 47.900 euro, grazie ai 4.500 di incentivo (con la rottamazione) e ai 6.500 da parte dei concessionari che presenteranno la Across al pubblico nel fine settimana del 14-15 novembre. L’obiettivo è di venderne 200 entro la fine dell’anno e 400 nel 2021.

Fonte: motori.corriereadriatico.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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