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Suricato, curiosità e storia dell’animale africano

Il suricato è un mammifero diurno e socievole, il suo gruppo familiare è composto da un massimo di 30 individui. Questi ultimi fanno lavoro di squadra e cooperano in diverse mansioni: cercare il cibo, proteggere il territorio e prendersi cura dei cuccioli.

I suricati sono dotati di lunghi artigli ben affilati per scavare tunnel sotterranei. Le loro tane sono ben architettate, hanno molteplici vie di accesso e di uscita e possono anche raggiungere i cinque metri di profondità. Generalmente preferiscono le aree rocciose prevalentemente calcaree. La rete sotterranea si sviluppa su più livelli, così da consentire una certa fluidità di scorrimento nelle tane affollate. La scelta del sottosuolo non è casuale: il microclima che si crea consente agli animali di fronteggiare sia le alte temperature diurne che quelle più basse notturne e di vivere protetti dagli attacchi dei predatori.

Il suricato è una piccola mangusta che vive diffusamente in Africa in Stati come l’Angola, la Namibia, il Botswana e in Sudafrica. In queste aree i terreni sono aridi e la vegetazione è ridotta. Proprio questa conformazione territoriale non consente loro di avere barriere naturali efficienti; così hanno escogitato un speciale sistema di sorveglianza che prevede per ogni singolo membro del gruppo, a turno, il compito di perlustrare l’area da un punto più alto in cerca di eventuali minacce. La posizione che assume Il suricato è proprio quella di vedetta: si solleva sulle zampe posteriori per acquistare altezza. In caso di pericolo emette diversi suoni.

suricato

Jami Tarris

Suricata, biologia e descrizioni

Il suricato è un piccolo mammifero con un peso che si aggira intorno ai 500 grammi o poco più; il suo corpo è piuttosto snello e arriva ad una lunghezza massima di 40 centimetri con una coda stretta e affusolata. La pelliccia non è molto lunga e gli consente di mantenere il giusto grado di temperatura interna per resistere alle afose giornate e proteggere la pelle dal sole.

Cosa mangiano i suricati? La loro alimentazione si basa principalmente sulla caccia di insetti come lepidotteri e coleotteri ma anche di piccoli anfibi, aracnidi, rettili, piccoli uccelli. Non disdegnano uova, frutta, tuberi e vegetali. Da questi ultimi quattro alimenti ricavano la fonte di liquidi di cui hanno bisogno: i suricati non bevono acqua o quanto meno lo fanno molto di rado. Il loro è un pasto in condivisione o per meglio dire di gruppo; è infatti davvero raro vederli in solitaria, anche se ciascuno ricopre una zona ben definita. Le distanze tra loro si accorciano nei mesi più secchi quando il cibo inizia a scarseggiare.

Le femmine immagazzinano e consumano più cibo soprattutto nel periodo di riproduzione.

La stagione degli amori inizia ad ottobre per cessare a giugno. La fase dell’accoppiamento avviene nel Kalahari subito dopo le piogge.

All’interno del gruppo esiste una sorta di leadership costituita da un maschio e da una femmina. Solo questi due possono riprodursi. Le cucciolate sono solitamente da una a tre durante l’anno con un numero di piccoli suricati che varia dai tre ai sette ciascuna. Dopo solo un anno i piccoli della specie sono già considerati adulti. La vita media di un suricato si aggira dai cinque ai quindici anni. In cattività può vivere molto più a lungo.

Suricata domestico

Il suricato può essere considerato anche un animale da compagnia.

Per quanto possa risultare strano, è in grado di adattarsi alla vita domestica senza troppe difficoltà, a condizione che si allevi da cucciolo e singolarmente.

I suricati sono animali territoriali che amano stare in gruppo, al punto da creare un certo grado di simbiosi con tutti gli altri membri. Occorre quindi prendersi cura di un solo esemplare perché in coppia possono risultare aggressivi e fare “squadra” contro gli amici umani. Come ogni animale in ambiente domestico necessita fin da piccolo di adattamento e di interazione con la sua nuova dimora.

Per non snaturare eccessivamente le sue abitudini primordiali è bene lasciarlo libero in casa durante il giorno ma durante le ore notturne ha bisogno di una cuccia dove rintanarsi. Questa può essere realizzata in legno o altri materiali purché assolva al compito di vera e propria tana, ancor meglio se completamente buia. All’interno si possono inserire coperte calde o vecchi maglioni di lana ma anche materiali naturali come paglia e fieno. Tutto dipende, naturalmente, dalla stagione. In inverno è bene aggiungere una lampada riscaldante in assenza di sole: non bisogna dimenticare che amano il caldo.

Un po’ come un furetto si diverte a scorrazzare in giro per casa, arrampicarsi e rosicchiare; è molto curioso e ogni angolo della casa può essere per lui una nuova scoperta.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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