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Supercoppa: Bologna alla Fortitudo, Milano è già alla Final Four

L’Olimpia conquista il pass per l’ultimo atto del primo trofeo stagionale. Bologna è della Effe. Pesaro travolge Roma

VIRTUS-FORTITUDO 84-86
(di Andrea Tosi)
La Fortitudo che non ti aspetti vince il derby numero 108 con una bella prova di carattere dopo essere schiantata nella sfida di 4 giorni prima a Casalecchio. La voglia di vincere di Aradori, ex dal dente avvelenato, e la faccia tosta del 20enne Dallosto sorprendono la Virtus che si illude di avere completato la sua rimonta nel finale senza fare i conti con i propri errori. Primo quarto per cuori forti con le due squadre che combinano la miseria di 25 punti insieme (11-14), piena di errori al tiro e con tante palle perse, il vizietto in ricade spesso la Virtus ma anche la Fortitudo non scherza nel buttare possessi offensivi. Nessuno fa canestro, coach Djordjevic fa continue rotazioni, mentre Sacchetti, ancora senza Mancinelli, ha i cambi contati. Il primo canestro da tre della gara di Banks, in avvio di secondo quarto, dà alla Effe un +6, nella Virtus non riescono ad accendersi i dioscuri serbi. Volano palle vaganti nel caos più totale, la partita è davvero brutta. Teodosic torna in panca con 0/3 e 4 perse. Il dinamismo di Pajola tiene viva la Virtus ma la Effe continua a stare davanti, Fletcher con suo terzo trepunti lancia la Fortitudo sul +11 (21-32). Alla pausa è 26-36 per i biancoblù. In avvio di ripresa Happ spinga il +14 (32-46). Si accende Teodosic, mentre Happ fa il terzo fallo poi arriva un tecnico alla panchina Fortitudo e un antisportivo ad Aradori, la Virtus rientra con i voli di Alibegovic, spezzati dalle triple del giovane Dellosto: al 30’ è 60-63. Nell’ultimo quarto, sospinta da Teodosic, la Virtus sorpassa dopo 33’ di apnea toccando il +6 (82-76) che sembra una sentenza ma la Fortitudo non molla, il suo trio di bomber torna in partita e tocca a Happ e Banks ribaltare di nuovo la situazione. Così la Effe rimane in corsa per le Final Four anche se il vantaggio dello scontro diretto è a favore della Virtus.
Virtus: Teodosic 22, Ricci 15, Alibegovic 14
Fortitudo: Aradori 16, Dellosto e Banks 12

BRESCIA-MILANO 77-91
Milano è la prima finalista delle F4 di Supercoppa 2020: al palaLeonessa, che per la prima volta ha riaperto al pubblico dal 9 febbraio, la squadra di Messina strappa il biglietto per le finali bolognesi (18-20 settembre) battendo Brescia ancora senza Ristic e Cline (che dovrebbe arrivare a stretto giro). Milano fa riposare Shields, Roll e Tarczewski e si affida alla vena di Micov: l’inizio è tutto per Brescia (13-8) che a suon di triple scava il primo vantaggio. Tutt’altro che remissiva la formazione di Esposito che tra gli applausi dei 730 presenti che in apertura di secondo quarto è ancora avanti (27-24) con Ancellotti e Bortolani protagonisti. Nervosa e poco fluida, Milano gioca a sprazzi e si deve affidare alle seconde linee per trovare il primo vantaggio importante in chiusura di quarto (39-52) con un parziale di 14-0 messo assieme sul finire di secondo ed inizio terzo quarto. In cui Milano controlla la partita ed Ancellotti spinge a suon di liberi Brescia al -6 del 30’ (59-65). Brescia cerca di recuperare, ma viene respinta da un chirurgico Rodriguez che colpisce sempre quando è necessario fare male e chiudere i giochi con la quinta vittoria in altrettante partite di Supercoppa.
Brescia: Chery 17, Crawford 15, Burns 11.
Milano: Rodriguez 17, Punter 14, Micov 12

SASSARI-BRINDISI 91-89
La freddezza di Pusica vale la terza vittoria per Sassari, che soffre all’infinito con Brindisi, i pugliesi sbagliano il tiro che sarebbe valso il supplementare e vedono la Dinamo rimanere a punteggio pieno nel girone. Prima parte di gara con Brindisi al comando, mentre Sassari sembra accusare le diverse assenze, i pugliesi premono sull’acceleratore nel secondo quarto, quando dopo aver preso le misure a Bilan, cercano di allungare sfruttando una maggiore profondità delle rotazioni. La squadra di Vitucci sembra prediligere il ritmo alto e la transizione primaria, brilla Harrison, ma arrivano anche le note positive azzurre da Gaspardo e Visconti e l’Happy Casa chiude i primi due quarti sul +9, mentre il Banco paga caro il fallo antisportivo di Bilan in chiusura di seconda frazione. Dopo la pausa lunga gli ospiti toccano anche la doppia cifra di vantaggio, ma arriva la reazione di Sassari spinta anche dal fallo tecnico fischiato a Pozzecco, sono Spissu e Bilan, fondamentali in ogni azione, a guidare la rimonta, che parte dalla difesa e crea un break di 11 punti che vale il sorpasso. Brindisi accusa il colpo ma non esce dalla gara, riuscendo ad evitare la fuga della Dinamo e ritornando al comando sfruttando le gite in lunetta che caratterizzano il terzo quarto. L’Happy Casa prova a chiudere la gara in apertura di ultimo quarto, l’esultanza di Bell per la tripla del +7 provoca coach Pozzecco che risponde per le rime e trova il secondo fallo tecnico che vale la sua espulsione; la partita diventa particolarmente intensa, Pusica e Burnell provano a caricarsi la Dinamo sulle spalle e ricuciono lo strappo con la gara che si decide solo nel finale; si va punto a punto all’ultimo possesso, con Brindisi avanti di 1 grazie ad Harrison e Sassari che costruisce dopo il time out, Pusica trova la tripla del controsorpasso lasciando 5 secondi ai pugliesi, Vitucci disegna lo schema per Harrison, che vede il ferro rifiutare il suo lay up e permettere a Sassari di rimanere a punteggio pieno nel girone D.
Sassari Pusica 22, Bilan 20, Spissu 16
Brindisi Harrison 22, Thompson 14, Krubally e Willis 11

REGGIO EMILIA-CREMONA 78-71
Reggio Emilia supera Cremona e si porta a quota 4 punti nel Girone B, restando in corsa per la qualificazione alle Final Four vista la contemporanea sconfitta della Virtus Bologna nel derby. Per la squadra di coach Martino brilla ancora la stella di Ibrahima Cham, lungo gambiano di 16 anni, che sigla la prima doppia doppia in carriera (11 punti e 13 rimbalzi) a cui aggiunge anche 4 stoppate. Prova super anche per Bostic (22 punti) e Taylor (20) mentre alla Vanoli non bastano TJ Williams (19 punti) e il buon debutto di Hommes (15). Cremona parte meglio nonostante l’assenza di Poeta e chiude il primo quarto avanti di 8 (26-18) con un ottimo TJ Williams, mentre la Unahotels resta a galla con i 10 punti di Bostic. La Vanoli fa la voce grossa in area, ma Taylor scalda la mano e permette ai suoi di accorciare le distanze andando all’intervallo sotto di 3 (40-37). Alla ripresa Cremona tocca il massimo vantaggio (+12) trascinata da Jarvis Williams, mentre la squadra di Martino non riesce a prendere l’inerzia nonostante un super Cham (48-59 al 30’). Reggio però non molla la presa e piazza subito un parziale di 8-0 firmato da Candi e Blums che costringe al time out Galbiati. Nella volata finale salgono in cattedra gli americani della Unahotels Bostic e Taylor ed è proprio quest’ultimo, dopo una tripla da distanza siderale, a siglare i liberi decisivi assieme.
Reggio Emilia: Bostic 22, Taylor 20, Cham 11
Cremona: TJ Williams 19, Hommes 15, Palmi e J.Williams 11

CANTU’-VARESE 81-72
L’Acqua San Bernardo Cantù, spinta anche dal pubblico del PalaDesio, tornato a popolare, parzialmente, gli spalti, trova la prima vittoria stagionale battendo Varese. Buona partenza degli ospiti che spinti da due triple di Douglas e due canestri di Scola si portano sul 5-11 dopo 3 minuti e spiccioli. I brianzoli reagiscono con 6 punti consecutivi di La Torre e impattano la parità a quota 14. Pecchia e Johnson completano il lavoro e chiudono la prima frazione con il punteggio di 22-18. Nel secondo quarto si alza il ritmo della gara e salgono anche gli errori da una parte e dall’altra. E’ Cantù a uscirne meglio, portandosi anche a +11. E’ il solito Scola, però, a tenere Varese a contatto e a mandarla a riposo sotto solo di 6 lunghezza (41-35). In avvio di ripresa, gli uomini di Cavazzana tornano a -2 con De Vico, ma Smith e Johnson restituiscono ai padroni di casa la doppia cifra di vantaggio. De Nicolao si carica sulle spalle i biancorossi e dimezza lo scarto, prima che un canestro dall’arco di Leunen scriva 62-54 sul tabellone a 10’ dal termine. L’Acqua S.Bernardo prova a chiudere definitivamente i conti toccando il +13 (72-59). Scola la tiene viva con leadership. Thomas, però, in serata di grazia, permette a Cantù di agguantare la vittoria.
Cantù: Thomas 20, Smith e Johnson 11
Varese: Scola 26, Douglas 14, De Nicolao 11

PESARO-ROMA 104-60
Sul neutro di Olbia, Pesaro torna alla vittoria e sale a quota 4 in classifica nel girone D superando una Roma sempre molto rimaneggiata. È poco più di un allenamento per i biancorossi, subito avanti contro il fanalino di coda Virtus. La Vuelle è senza Delfino, che sconta le due giornate di squalifica inflitte dopo il match di sabato per il battibecco con Pusica (ricorso rigettato). La Virtus è senza cinque dei suoi sei stranieri. In quintetto per Pesaro c’è Tambone, al 3’ è 7-0 firmato da Massenat, al 4’ 10-0. Al 9’ è 21-7, con i giovani della Virtus già tutti in campo. Dentro pure i pesaresi Serpilli e Calbini, più avanti Mujakovic ed è 23-7 al 10’. Il match è già concluso, Pesaro gioca in scioltezza e concede riposo ai titolari. Drell – caldissimo – e Filipovity si lanciano in contropiede, non c’è pathos (51-26 al 19’). Il 17enne Ticic si distingue nei capitolini, leggeri in attacco e fragili in difesa. Roma si affida spesso alla difesa a zona, Pesaro continua a guidare senza fatica (60-35 al 25’). La gara scorre via veloce, con tanti tentativi dalla distanza. Baldasso (14 punti e 10 rimbalzi) prova a farsi sentire, ma la Vuelle non arretra (76-40 al 30’). La forbice si allarga e la Carpegna Prosciutto tocca il +42 (85-43 al 33’). C’è spazio anche per Basso (10 rimbalzi), il migliore resta Henri Drell ma non c’è agonismo. Al 37’ Campogrande esce claudicante con una caviglia gonfia, in campo ci sono i giovani e Pesaro guida sempre con autorità, superando quota 100 con Drell (in doppia doppia con 22 punti e 10 rimbalzi) in schiacciata al 39’ (101-58).

Pesaro: Drell 22, Robinson 13, Serpilli e Zanotti 12.

Roma: Ticic 15, Baldasso 14, Cervi e Farley 10.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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