Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Superbonus 110% e bonus edilizi: tutte le modifiche dalla Legge di Bilancio 2022

Esercizio provvisorio scongiurato. La Camera ha rinnovato la fiducia al Governo sul testo della Legge di
Bilancio 2022 arrivato dal Senato che approderà in Gazzetta
Ufficiale molto probabilmente oggi.

Indice degli argomenti

Superbonus 110% e Bonus edilizi: i commi della Legge di
Bilancio

Sono tante le modifiche che professionisti, imprese e
contribuenti attendevano e, come sempre, per comprenderle al
meglio, è sempre opportuno leggere la norma ed in particolare
l’art. 1 della Legge di Bilancio 2021, commi:

  • 28 – dove troviamo le modifiche all’art. 119 del Decreto Legge
    n. 34/2020 (Decreto Rilancio) sulle detrazioni fiscali del 110%
    (superbonus);
  • 29 – in cui vengono riportate le modifiche all’art. 121 del
    Decreto Rilancio relativamente all’utilizzo delle opzioni
    alternative e ai nuovi adempimenti per contrastare le frodi
    fiscali;
  • 30 – viene previsto l’inserimento all’interno del Decreto
    Rilancio dell’art. 122-bis “Misure di contrasto alle frodi in
    materia di cessioni dei crediti. Rafforzamento dei controlli
    preventivi” che sostanzialmente riprende integralmente i contenuti
    che erano stati previsti dal Decreto Legge n. 157/2021 (Decreto
    anti-frode);
  • da 31 a 36 – vengono inseriti tutti gli altri contenuti
    previsti dal Decreto anti-frode;
  • 37 – sono inserite le proroghe per ecobonus, sismabonus e bonus
    mobili;
  • 38 – proroga per il bonus verde;
  • 39 – proroga con riduzione dell’aliquota dal 90% al 60% per il
    bonus facciate;
  • 41 – viene prevista l’abrogazione del Decreto anti-frode,
    mantenendo validi gli atti e i provvedimenti adottati e fatti salvi
    gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del
    medesimo (fino al 31 dicembre 2021);
  • 42 – viene previsto l’inserimento nel Decreto Rilancio
    dell’art. 119-ter relativo al nuovo bonus 75% per gli interventi
    finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere
    architettoniche.

Superbonus 110%: tutte le modifiche

Entriamo nel dettaglio delle modifiche per gli interventi che
accedono alle detrazioni fiscali del 110%. Modifiche che riguardano
tutte le proroghe degli orizzonti temporali e che possono essere
così riassunte:

Superbonus

Beneficiario rif.normativo Aliquota SAL 30% SAL 60% Scadenza finale
Condomini ed
edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. possedute da persona o
più persone fisiche
art. 119, comma
9, lettera a)
del D.L. n. 34/2020
110%     31/12/2023
Condomini ed
edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. possedute da persona o
più persone fisiche
art. 119, comma
9, lettera a)
del D.L. n. 34/2020
70%     31/12/2024
Condomini ed
edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. possedute da persona o
più persone fisiche
art. 119, comma
9, lettera a)
del D.L. n. 34/2020
65%     31/12/2025
Persone
fisiche
art. 119, comma
9, lettera b)
del D.L. n. 34/2020
110% 30/06/2022   31/12/2022
IACP e
cooperative di abitazione a proprietà indivisa
art. 119, comma
9, lettera c) e d)
del D.L. n. 34/2020
110%   30/06/2023 31/12/2023
Onlus,
Associazione di promozione sociale, Organizzazioni di
volontariato
Spogliatoi associazioni e società sportive
dilettantistiche
art. 119, comma
9, lettera d-bis) ed e)
del D.L. n. 34/2020
110%     30/06/2022

Nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi
a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di
emergenza, il superbonus potrà essere utilizzato per le spese
sostenute entro il 31 dicembre 2025.

Aspetto fondamentale da ricordare: tutti gli interventi trainati
seguono l’orizzonte temporale degli interventi trainanti. Per cui
anche le persone fisiche che realizzano interventi trainati sulle
loro abitazioni potranno arrivare a portare in detrazione le spese
sostenute fino al 31 dicembre 2023 (scadenza per i condomini).

Opzioni alternative e asseverazione di congruità: tutte le
modifiche

Confermati gli adempimenti precedentemente previsti dal Decreto
anti-frode. Per cui:

  • per il superbonus utilizzato in dichiarazione dei redditi
    (senza precompilata);
  • per il superbonus utilizzato tramite opzioni alternative;
  • per i bonus fiscali indicati all’art. 121, comma 2 del Decreto
    Rilancio, che utilizzano le opzioni alternative;

è necessaria la produzione:

  • del visto di conformità;
  • dell’asseverazione di congruità delle spese sostenute.

Fatta eccezione per il superbonus e per il bonus facciate, per
tutti gli altri bonus per i quali la spesa complessiva non supera i
10.000 euro, non si applica tale obbligo.

Importante previsione: dall’1 gennaio 2022 (data di entrata in
vigore della Legge di Bilancio 2022) rientrano tra le spese
detraibili anche quelle sostenute per il rilascio del visto di
conformità, delle attestazioni e delle asseverazioni, sulla base
dell’aliquota prevista dalle singole detrazioni fiscali spettanti
in relazione ai predetti interventi.

Ecobonus, Sismabonus, Bonus facciate e altri bonus edilizi:
tutte le nuove scadenze

Per quanto riguarda gli altri bonus edilizi, le scadenze sono le
seguenti.

Detrazione rif.normativo

Aliquota

Scadenza finale

Ecobonus art. 14 del D.L. n. 63/2013

50-75%

31/12/2024

Bonus casa e sismabonus ordinario art. 16 del D.L. n. 63/2013

50-85%

31/12/2024

Bonus Facciate art. 1, commi 219-224 della legge 27 dicembre
2019 n. 160

60%

31/12/2022

Detrazione rif.normativo

Aliquota

Limite di spesa

Scadenza finale

Bonus Mobili art. 16, comma 2 del D.L. n. 63/2013

50%

10.000 euro

31/12/2022

Bonus Mobili art. 16, comma 2 del D.L. n. 63/2013

50%

5.000 euro

31/12/2024

Bonus Verde

art. 1, comma 12 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205

36%

5.000 euro

31/12/2024

Bonus 75 per interventi finalizzati al superamento e
all’eliminazione di barriere architettoniche

Per tutto l’anno 2022 oltre al superbonus 110% come trainati,
gli interventi direttamente finalizzati al superamento e
all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici
esistenti potranno godere di una detrazione fiscale del 75% che
potrà essere utilizzata:

  • direttamente in dichiarazione dei redditi (in 5 quote annuali
    di pari importo);
  • mediante le opzioni alternative (sconto in fattura e cessione
    del credito) di cui all’art. 121 del Decreto Legge n. 34/2020
    (Decreto Rilancio).

La detrazione spetta nella misura del 75% delle spese sostenute
ed è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non
superiore a:

  • euro 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità
    immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano
    funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi
    autonomi dall’esterno;
  • euro 40.000 moltiplicati per il numero di unità immobiliari che
    compongono l’edificio per gli edifici composti da 2 a 8 unità
    immobiliari;
  • euro 30.000 moltiplicati per il numero di unità immobiliari che
    compongono l’edificio per gli edifici composti da più di 8 unità
    immobiliari.

Stessa detrazione del 75% può essere applicata per gli
interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle
singole unità immobiliari funzionali ad abbattere le barriere
architettoniche nonché, in caso di sostituzione dell’impianto, per
le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dei materiali e
dell’impianto sostituito.

Sconto in fattura e cessione del credito prorogate al 2024

Proroga ufficiale anche per le opzioni alternative previste
all’art. 121 del Decreto Rilancio:

  • sconto in fattura;
  • cessione del credito.

Per il superbonus le opzioni alternative saranno prorogate fino
al 2024. Per tutte le altre detrazioni fiscali che utilizzano le
opzioni, queste saranno prorogate fino al 31 dicembre 2025.

Ricordiamo che le opzioni alternative possono essere utilizzate,
oltre che il superbonus 110%, anche per i seguenti bonus
edilizi:

  • recupero del patrimonio edilizio (bonus casa, art. 16-bis,
    comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917);
  • relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto
    pertinenziali anche a proprietà comune (bonus casa, art. 16-bis,
    comma 1, lettere d), del decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917);
  • efficienza energetica (ecobonus ordinario, art. 14 del D.L. n.
    63/2013);
  • adozione di misure antisismiche (sismabonus ordinario, art. 16,
    commi da 1-bis a 1-septies del D.L. n. 63/2013);
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi
    inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna (bonus
    facciate, art. 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019, n.
    160);
  • installazione di impianti fotovoltaici (art. 16-bis, comma 1,
    lettera h) del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
    1986, n. 917);
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli
    elettrici (art. 16-ter del D.L. n. 63/2013);
  • interventi direttamente finalizzati al superamento e
    all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici
    esistenti (art. 119-ter del D.L. n. 34/2020).

Capitolo prezzari per l’asseverazione di congruità delle
spese

Relativamente all’utilizzo dei prezzari da utilizzare per
asseverare la congruità delle spese sostenute, occorre prendere in
considerazione le seguenti modifiche da cui ognuno di noi può
trarre le sue conseguenze:

  • comma 28, lettera d-bis) – all’art. 119 del Decreto Legge n.
    34/2020 (Decreto Rilancio) al comma 11, primo periodo, dopo le
    parole “Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di
    cui all’articolo 121
    “, sono inserite le seguenti: “nonché
    in caso di utilizzo della detrazione nella dichiarazione dei
    redditi
    ” e dopo il secondo periodo, è aggiunto il seguente: “In caso di dichiarazione presentata direttamente dal
    contribuente all’Agenzia delle Entrate, ovvero tramite il sostituto
    di imposta che presta l’assistenza fiscale, il contribuente, il
    quale intenda utilizzare la dichiarazione nella dichiarazione
    redditi, non è tenuto a richiedere il predetto visto di
    conformità”;
  • comma 28, lettera e) – all’art. 119 del Decreto Legge n.
    34/2020 (Decreto Rilancio) al comma 13-bis, al terzo periodo, dopo
    le parole: “comma 13, lettera a)” sono inserite le
    seguenti: “, nonché ai valori massimi stabiliti per talune
    categorie di beni, con decreto del Ministro della transizione
    ecologica, da emanarsi entro il 9 febbraio 2022
    “; al quarto
    periodo, le parole: “del predetto decreto” sono sostituite
    dalle seguenti: “dei predetti decreti“;
  • comma 28, lettera e-bis) – all’art. 119 del Decreto Legge n.
    34/2020 (Decreto Rilancio) al comma 13-bis, dopo il terzo periodo,
    è inserito il seguente: “I prezzari individuati nel decreto di
    cui alla lettera a) del comma 13 devono intendersi applicabili
    anche ai fini della lettera b) del medesimo comma, e con
    riferimento agli interventi di cui all’art. 16, commi da 1-bis a
    1-sexies, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con
    modificazioni, nella legge 3 agosto 2013, n. 90, di cui all’art. 1,
    commi 219-223, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, e di cui
    all’art. 16-bis, comma 1, del Decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
    “;
  • comma 29, lettera b) – all’art. 121 del Decreto Legge n.
    34/2020 (Decreto Rilancio) dopo il comma 1-bis è inserito il
    seguente: “1-ter. Per le spese relative agli interventi
    elencati nel comma 2, in caso di opzione di cui al comma 1:
    a) il contribuente richiede il visto di conformità dei dati
    relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei
    presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli
    interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformità è
    rilasciato ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 9
    luglio 1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del
    comma 3 dell’articolo 3 del regolamento recante modalità per la
    presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui
    redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive e
    all’imposta sul valore aggiunto di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e dai responsabili
    dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui
    all’articolo 32 del citato decreto legislativo n. 241 del 1997;
    b) i tecnici abilitati asseverano la congruità delle spese
    sostenute secondo le disposizioni dell’articolo 119, comma 13-bis.
    Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al
    comma 2 anche quelle sostenute per il rilascio del visto di
    conformità, delle attestazioni e delle asseverazioni di cui al
    presente comma, sulla base dell’aliquota prevista dalle singole
    detrazioni fiscali spettanti in relazione ai predetti interventi.
    Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle
    opere già classificate come attività di edilizia libera ai sensi
    dell’art. 6 del testo unico delle disposizioni legislative e
    regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, del decreto del Ministro
    delle infrastrutture e dei trasporti 2 marzo 2018, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2018, o della normativa
    regionale, e agli interventi di importo complessivo non superiore a
    10.000 euro, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti
    comuni dell’edificio, fatta eccezione per gli interventi di cui
    all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n.
    160
    “;
  • comma 30 – Dopo l’articolo 122 del decreto-legge 19 maggio
    2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
    2020, n. 77, è inserito il seguente: “Art. 122-bis. – (Misure
    di contrasto alle frodi in materia di cessioni dei crediti.
    Rafforzamento dei controlli preventivi) – 1. L’Agenzia delle
    entrate, entro cinque giorni lavorativi dall’invio della
    comunicazione dell’avvenuta cessione del credito, può sospendere,
    per un periodo non superiore a trenta giorni, gli effetti delle
    comunicazioni delle cessioni, anche successive alla prima, e delle
    opzioni inviate alla stessa Agenzia ai sensi degli articoli 121 e
    122 che presentano profili di rischio, ai fini del relativo
    controllo preventivo. I profili di rischio sono individuati
    utilizzando criteri relativi alla diversa tipologia dei crediti
    ceduti e riferiti:
    a) alla coerenza e alla regolarità dei dati indicati nelle
    comunicazioni e nelle opzioni di cui al presente comma con i dati
    presenti nell’Anagrafe tributaria o comunque in possesso
    dell’Amministrazione finanziaria;
    b) ai dati afferenti ai crediti oggetto di cessione e ai soggetti
    che intervengono nelle operazioni a cui detti crediti sono
    correlati, sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe
    tributaria o comunque in possesso dell’Amministrazione finanziaria;
    c) ad analoghe cessioni effettuate in precedenza dai soggetti
    indicati nelle comunicazioni e nelle opzioni di cui al presente
    comma.
    2. Se all’esito del controllo risultano confermati i rischi di cui
    al comma 1, la comunicazione si considera non effettuata e l’esito
    del controllo è comunicato al soggetto che ha trasmesso la
    comunicazione. Se, invece, i rischi non risultano confermati,
    ovvero decorso il periodo di sospensione degli effetti della
    comunicazione di cui al comma l, la comunicazione produce gli
    effetti previsti dalle disposizioni di riferimento.
    3. Fermi restando gli ordinari poteri di controllo,
    l’Amministrazione finanziaria procede in ogni caso al controllo nei
    termini di legge di tutti i crediti relativi alle cessioni per le
    quali la comunicazione si considera non avvenuta ai sensi del comma
    2.
    4. I soggetti obbligati di cui all’articolo 3 del decreto
    legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che intervengono nelle
    cessioni comunicate ai sensi degli articoli 121 e 122 del presente
    decreto, non procedono all’acquisizione del credito in tutti i casi
    in cui ricorrono i presupposti di cui agli articoli 35 e 42 del
    predetto decreto legislativo n. 231 del 2007, fermi restando gli
    obblighi ivi previsti.
    5. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono
    stabiliti criteri, modalità e termini per l’attuazione, anche
    progressiva, delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2
    “;
  • comma 31 – “L’Agenzia delle entrate, con riferimento alle
    agevolazioni di cui agli articoli 121 e 122 del decreto-legge 19
    maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
    luglio 2020, n. 77, nonché alle agevolazioni e ai contributi a
    fondo perduto, da essa erogati, introdotti a seguito dell’emergenza
    epidemiologica da COVID19, ferma restando l’applicabilità delle
    specifiche disposizioni contenute nella normativa vigente, esercita
    i poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dagli
    articoli 51 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica
    26 ottobre 1972, n. 633
    “;
  • comma 32 – “Con riferimento alle funzioni di cui al comma
    31, per il recupero degli importi dovuti non versati, compresi
    quelli relativi a contributi indebitamente percepiti o fruiti
    ovvero a cessioni di crediti d’imposta in mancanza dei requisiti,
    in base alle disposizioni e ai poteri di cui al medesimo comma 31 e
    in assenza di una specifica disciplina, l’Agenzia delle entrate
    procede con un atto di recupero emanato in base alle disposizioni
    di cui all’articolo l, commi 421 e 422, della legge 30 dicembre
    2004, n. 311
    “;
  • comma 33 – “Fatti salvi i diversi termini previsti dalla
    normativa vigente, l’atto di recupero di cui al comma 32 è
    notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto
    anno successivo a quello in cui è avvenuta la
    violazione
    “;
  • comma 34 – “Fatte salve ulteriori specifiche disposizioni,
    con il medesimo atto di recupero sono irrogate le sanzioni previste
    dalle singole norme vigenti per le violazioni commesse e sono
    applicati gli interessi
    “;
  • comma 35 – “Le attribuzioni di cui ai commi da 31 a 34
    spettano all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente in
    ragione del domicilio fiscale del contribuente, individuato ai
    sensi degli articoli 58 e 59 del decreto del Presidente della
    Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, al momento della commissione
    della violazione; in mancanza del domicilio fiscale, la competenza
    è attribuita ad un’articolazione della medesima Agenzia individuata
    con provvedimento del direttore
    “;
  • comma 36 – “Per le controversie relative all’atto di
    recupero di cui al comma 32 si applicano le disposizioni previste
    dal decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546
    “;
  • comma 41 – “Il decreto-legge 11 novembre 2021, n. 157, è
    abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono
    fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti
    sulla base del medesimo decreto-legge 11 novembre 2021, n.
    157
    “.

Ecco la nuova versione dell’art. 119, comma 13-bis del Decreto
Rilancio:

“L’asseverazione di cui al comma 13, lettere a) e b), del
presente articolo è rilasciata al termine dei lavori o per ogni
stato di avanzamento dei lavori sulla base delle condizioni e nei
limiti di cui all’articolo 121. L’asseverazione rilasciata dal
tecnico abilitato attesta i requisiti tecnici sulla base del
progetto e dell’effettiva realizzazione. Ai fini dell’asseverazione
della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari
individuati dal decreto di cui al comma 13, lettera a),
nonché ai valori massimi stabiliti per talune categorie di beni,
con decreto del Ministro della transizione ecologica, da emanarsi
entro il 9 febbraio 2022
. Nelle more
dell’adozione dei predetti decreti, la
congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi
riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province
autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto,
ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione
degli interventi. I prezzari individuati nel decreto
di cui alla lettera a) del comma 13 devono intendersi applicabili
anche ai fini della lettera b) del medesimo comma, e con
riferimento agli interventi di cui all’art. 16, commi da 1-bis a
1-sexies, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con
modificazioni, nella legge 3 agosto 2013, n. 90, di cui all’art. 1,
commi 219-223, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, e di cui
all’art. 16-bis, comma 1, del Decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
“.

Restano immutate le lettere a) e b), art. 119, comma 13:

13. Ai fini della detrazione del 110 per cento di cui al
presente articolo e dell’opzione per la cessione o per lo sconto di
cui all’articolo 121:
a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente
articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti
previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del
decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e la corrispondente congruità
delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una
copia dell’asseverazione e’ trasmessa, esclusivamente per via
telematica, all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,
l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto
del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, sono stabilite le modalità di trasmissione
della suddetta asseverazione e le relative modalità
attuative;

b) per gli interventi di cui al comma 4, l’efficacia degli
stessi al fine della riduzione del rischio sismico e’ asseverata
dai professionisti incaricati della progettazione strutturale,
della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico,
secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli
ordini o ai collegi professionali di appartenenza, in base alle
disposizioni del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti n. 58 del 28 febbraio 2017. I professionisti incaricati
attestano altresì la corrispondente congruità delle spese sostenute
in relazione agli interventi agevolati. Il soggetto che rilascia il
visto di conformità di cui al comma 11 verifica la presenza delle
asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti
incaricati.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *