Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Super green pass, è scontro sui tamponi. I sindacati li chiedono gratuiti, ma Draghi tira dritto: non graveranno sulle casse dello Stato e delle imprese


Di redazione

Green pass per tutti i lavoratori, del pubblico e del privato. L’estensione del passaporto vaccinale, che, salvo sorprese, dovrebbe arrivare domani nel Consiglio dei Ministri fissato alle 16, passa da un unico provvedimento, che introdurrà l’obbligo per tutti coloro che, a partire da ottobre, si recheranno a lavoro.

La conferma arriva dai segretari di Cgil, Cisl e Uil, che nel pomeriggio vengono convocati dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi per essere messi al corrente della stretta che il governo intende varare, l’ennesima per mettere le ali alla campagna vaccinale, arrivata al nocciolo duro degli scettici, quelli più difficili da convincere.

I sindacati, spiega il leader della Cgil, hanno spinto per l’obbligatorietà, ma si sono sentiti rispondere che, per ora, non è questo l’obiettivo a cui mira il governo, “ci hanno detto che sarebbe difficile attuare i controlli – spiega Landini – ma così scaricano tutto sul mondo del lavoro”. 

Decreto green pass, via libera definitivo dal Parlamento. I tamponi salivari saranno validi per la certificazione. TESTO [PDF]

Lo scontro più duro è sulla gratuità dei tamponi, su cui si registra l’insolita convergenza del mondo sindacale con la Lega di Matteo Salvini e la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

Sulla richiesta di rendere i test gratuiti fino a fine emergenza, i sindacati si sono sentiti rispondere picche, e assicurano che il governo sul provvedimento che si appresta a varare è un fronte compatto.

Anzi, secondo quanto segnala Adnkronos, i tamponi per ottenere il green pass saranno a carico dei lavoratori non vaccinati. Il provvedimento che arriverà domani in cabina di regia – fissata alle 10.30 – dovrebbe prevedere che i tamponi non gravino né sulle casse dello Stato né tantomeno sulle imprese. Esclusi, naturalmente, quei lavoratori che, per comprovati motivi di salute, non possono vaccinarsi.

Sulle possibili sanzioni, sospensione dal lavoro e stop allo stipendio, ma nessuna multa per i lavoratori che si presenteranno al lavoro, per 5 volte, senza green pass. In sintesi, la stessa linea adottata per la scuola.

Draghi e il governo, dunque, tirano dritto nonostante i dubbi delle sigle sindacali. Che, su alcuni aspetti, non hanno ancora un quadro completo del provvedimento.  Un esempio su tutti, le sanzioni per i lavoratori inadempienti, quelli che si rifiuteranno di presentare il green pass al tornello.

I dati del governo: 14 milioni di lavoratori già ce l’hanno. 4 milioni, invece, no

Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul green pass: 13,9 milioni già lo hanno, mentre quelli senza sono 4,115 milioni. Sono dati diffusi dal governo.

I lavoratori dipendenti del settore privato con il certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza. Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il green pass, 115 mila no. Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600 mila hanno il lasciapassare e 300 mila no.

I dati riguardano anche la popolazione inattiva: 10,8 milioni col green pass e 2,7 milioni senza. I disoccupati: 1,8 milioni con e 500 mila senza. I pensionati: 12 milioni con e un milione senza. I ragazzi e le ragazze fra i 12 e i 19 anni: 3 milioni con e 1,5 milioni senza.


Pubblicato in Cronaca

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *