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Super Green Pass e booster a tre mesi: la svolta di Macron

“Vogliamo far pesare le nuove restrizioni sui non vaccinati” dice senza mezzi termini il premier Jean Castex. Dopo aver superato nel giorno di Natale la soglia simbolica dei 100mila nuovi positivi quotidiani, la Francia sceglie la strategia tedesca 2G, ovvero vaccinato o guarito, per le attività sociali. È la svolta decisa da Emmanuel Macron nel consiglio di Difesa sanitario convocato ieri all’Eliseo che ha approvato la legge che trasforma l’attuale pass sanitario in un pass vaccinale tout court. Per chi non ha avuto le due dosi – ancora cinque milioni di francesi – diventerà praticamente impossibile viaggiare su un treno o un aereo, frequentare un cinema o una palestra. Una forma di lockdown per i no vax che si è rivelata efficace per frenare l’epidemia in Germania e assomiglia al Super Green Pass approvato in Italia.

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Davanti all’attacco della nuova variante Omicron, ormai maggioritaria a Parigi, il presidente francese sceglie di puntare ancora una volta sullo “scudo” della vaccinazione. Macron era già stato uno dei primi leader a imporre il Green Pass nel luglio scorso, riuscendo a convertire un Paese in cui i no vax sono storicamente molti. Oltre il 76% dei francesi ha ormai ricevuto due dosi ma resta sempre una sacca di reticenti che, ha spiegato il capo del governo, “mette in pericolo tutti gli altri” in una fase in cui il tasso di incidenza ha superato 700, il più alto dall’inizio della pandemia. A quattro mesi dalle elezioni presidenziali, il momento politico è delicato per il leader francese, con Marine Le Pen che usa l’impennata dei contagi per sostenere che il Green Pass “non è servito a nulla”.

Il nuovo pass vaccinale diventerà attivo dal 15 gennaio, una volta che il parlamento avrà approvato la legge. “Siamo in una corsa contro il tempo” ha spiegato il ministro della Salute, Olivier Véran, prevedendo fino a 250mila nuovi contagi al giorno a inizio gennaio a causa della nuova variante. “Se Omicron è meno sensibile ai vaccini per prevenire l’infezione, la terza dose fa risalire del 90% la protezione contro le forme gravi” ha aggiunto Véran che ieri ha ulteriormente accorciato la scadenza per ottenere il booster: solo tre mesi dopo l’ultima dose. In totale, 22 milioni di francesi hanno ricevuto il booster, poco più della metà degli aventi diritto.

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Per adesso l’esplosione dei contagi non ha ancora ripercussioni devastanti sugli ospedali, ma i prossimi giorni saranno decisivi. Nell’attesa, il governo non ha voluto accogliere l’appello di alcuni medici, ripreso dalla candidata della destra Valérie Pécresse, che chiedeva di prolungare le vacanze delle scuole di un’altra settimana. L’esecutivo ha scelto di non imporre un coprifuoco per il Capodanno e di non chiudere cinema e teatri come in Belgio per non far pesare sui vaccinati nuove restrizioni. Tornano invece la possibilità per i prefetti di rimettere l’obbligo di mascherine nelle strade, il divieto di consumo al banco nei caffé e i limiti per gli assembramenti (2mila all’interno e 5mila all’esterno) salvo per i comizi politici. Il governo ha infine promesso di alleggerire le regole di isolamento e quarantena. Oggi anche un vaccinato positivo o contatto di infetto è costretto a non uscire di casa per un periodo fino a 17 giorni. Senza una revisione della normativa, la Francia rischia una paralisi dell’economia e dei servizi pubblici.

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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