Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Stop sci, Zaia: “Imbarazzante, serve cambio passo”

Luca Zaia definisce “imbarazzante” lo stop fino al 5 marzo dello sci deciso all’ultimo momento e chiede al governo Draghi “un cambio di passo”. “Sia chiaro che i veneti il senso di responsabilità ce l’hanno nel midollo spinale: prima viene la salute. Però, è raccapricciante e imbarazzante un’ordinanza sullo sci emanata quattro ore prima della possibilità di riaprire le piste da sci”, è il duro j’accuse che il presidente del Veneto ha lanciato oggi nel corso del consueto punto stampa. “Perché -ha spiegato- avremmo anche potuto fare un ‘deblocage’ visto che abbiamo le piste da sci illuminate avremmo potuto riaprire le piste da sci dalla mezzanotte”, ha aggiunto Zaia.  

“In via prudenziale ho fatto un’ordinanza di riapertura dal 17 febbraio -ha quindi ricordato Zaia- proprio perché noi siamo attenti al tema della salute, e in accordo con gli operatori abbiamo deciso di saltare il carnevale”. Ma il governatore del Veneto ha anche tenuto a sottolineare: “non ci sia qualcuno che dice che la riapertura le piste da sci era un’occasione per ‘arraffare’: gli operatori lo facevano semplicemente per dare un segnale di buona volontà. Ma la loro stagione ormai è andata”.  

Di una cosa, Zaia è certo: “Dopo quest’ultima vicenda dell’ordinanza sulla chiusura delle piste da sci, non c’è dubbio che un cambio di passo da parte del governo ci vuole tutto, fino in fondo”. Un cambio di passo che secondo il governatore del Veneto è necessario “rispetto al timing delle decisioni e soprattutto ci deve essere una voce unica da parte del governo su questo fronte”. “A questo punto abbiamo interlocutori scientifici che sembrano essere più attendibili delle ricadute delle scelte del governo. Così non può funzionare. Mi rendo conto che il governo è in carica da poche ore, però è pur vero che a corollario di tutto questo ‘pasticcio’ ci sono dichiarazioni fiume di membri del Cts e di consulenti del ministri. Vedo un dibattito del mondo scientifico tra ‘aperturisti’ e ‘chiusuristi’ e di mezzo ci siamo noi cittadini”. E ancora: “E le dichiarazioni più ‘avventurose’ le fa chi non ha l’obbligo di firmare un documenti”.  

A questo punto, secondo Zaia, “oltre ai ristori devono essere riconosciuti anche i danni agli operatori della montagna. Perché avevano già iniziato a battere le piste da sci, ad assumere il personale stagionale, e si erano adeguati alle linee guida con i posti ridotti al 30 per cento. Quindi mi sembra un discorso di giustizia perché oltre agli impiantisti ci sono gli alberghi che avevano già aperto, ai rifugi e a tanti altri operatori della montagna”.  

E sulle richieste di un lockdown totale in Italia: “Basta con questo dibattito sul lockdown. Chi propone il lockdown deve anche accompagnarlo da informazioni di carattere scientifico. Se la questione è la variante inglese io ricordo che in Veneto ce l’avevamo già a Natale: e avevo annunciato allora che c’era stato detto che era una ‘scusa’ per giustificare la tragedia che stavamo vivendo. Ora si dice che questa variante è altamente contagiosa e manda in tilt i sistemi sanitari ma il 24 dicembre non era vero?”, si è chiesto il presidente del Veneto. “Io mi chiedo: se tu sei uno scienziato e dice che serve un lockdown cosa rischi? Nulla, se non hai responsabilità giuridica sulle scelte che fai, allora avremo o no il diritto di sapere quali sono le basi scientifiche per cui proponi un lockdown?”. 

Fonte: lifestyleblog.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *