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Stellantis, stop di una settimana alla fabbrica di Melfi

Il segretario regionale della Basilicata della Uilm, Marco Lomio, ha annunciato la chiusura della fabbrica di Stellantis situata Melfi, in provincia di Potenza, per mancanza di componenti fondamentali per la produzione dei veicoli.

L’annuncio è il seguente: “Nuova chiusura totale dal 3 al 10 maggio prossimo, per lo stabilimento di Melfi, dove si producono Jeep e 500X, a causa delle conseguenze dell’emergenza sanitaria sul mercato dell’auto e per la mancanza di semiconduttori, problema che affligge da tempo la produzione automobilistica”.

Come lui stesso ha spiegato: “Questi continui stop legati ai problemi di fornitura ad oggi non vedono una soluzione e impattano in modo forte sul salario dei lavoratori”. Sono infatti circa 7.000 i dipendenti che staranno tutta settimana in cassa integrazione. Il calo della domanda purtroppo è evidente, e sappiamo bene quanto sia dovuto alla grande crisi causata dall’emergenza sanitaria Covid-19 e alle continue chiusure e lockdown iniziati ormai più di un anno fa.

Non è nemmeno l’unico motivo, visto che il settore oggi continua a dover far fronte anche a quella che possiamo chiamare “la crisi dei semiconduttori”, che sta coinvolgendo tutto il mondo. Stellantis al momento non ha le componenti che servono per garantire la sua produzione (si tratta di particolari microchip per la realizzazione di auto). Anche la carenza di queste parti fondamentali è dovuto purtroppo alla situazione Coronavirus.

Già all’inizio di quest’anno lo stabilimento che produce oggi le auto di Jeep e la Fiat 500X si era trovata in questa situazione, soprattutto durante il mese di febbraio. I microchip sono fondamentali, vengono installati sulle centraline elettroniche delle vetture e sono assolutamente necessari per il funzionamento dell’auto. Tutte le Case auto sono state colpite da questa situazione; per fare un esempio, anche Mercedes e Peugeot hanno dovuto rallentare la loro produzione. Al momento non si vede una via d’uscita per questo problema, non si riesce a trovare una soluzione.

Per la realizzazione di questi indispensabili microchip servono dei materiali come il silicio; sottolineiamo inoltre che queste componenti non sono fondamentali solo per il funzionamento delle auto, ma anche di apparecchi elettronici come computer, smartphone, TV. Delle piastrine di pochi millimetri, che servono per milioni di device. Il Covid-19 ha portato l’arrivo di due fenomeni, che si sono verificati contemporaneamente e che hanno messo in crisi la produzione dei microchip:

  • il rialzo molto forte e improvviso della domanda di apparecchiature informatiche domestiche e di consumo, dovuto anche allo smart working;
  • le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

La richiesta di semiconduttori è aumentata vertiginosamente, ma la loro produzione è concentrata in Cina, Corea del Sud e Taiwan, pochi Paesi asiatici. I produttori hanno privilegiato la fornitura dei loro mercati, mettendo in difficoltà il settore auto in America e in Europa.

Fonte: motori.virgilio.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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