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Stasera Italia, “Giorgia Meloni premier?” Alessandro Sallusti, cosa rivelano i sondaggi su FdI e Lega


Giada Oricchio

Giorgia Meloni o Matteo Salvini? Chi dei due sarà il probabile prossimo presidente del Consiglio? Il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, vede favorita la leader di Fratelli d’Italia e a Stasera Italia News, martedì 6 luglio, spiega perché Salvini è maggiormente preoccupato di non accasarsi a Palazzo Chigi: “Se c’è il rischio che Salvini non sia premier? Beh sì. Il premier è quello che prende più voti, è una regola democratica, non è possibile l’inverso. E’ preoccupato perché il trend della Meloni è in ascesa, non è un picco, ma un trend e quindi continuerà a salire. Il trend della Lega invece è in leggera discesa.

Secondo alcuni sondaggisti è già avvenuto il sorpasso anche se in tempo di non elezioni questi lasciano il tempo che trovano. Salvini è preoccupato in prospettiva: se la Meloni resta sola all’opposizione e lui è costretto a fare compromessi con gli altri partiti, diventa probabile che una fetta del suo elettorato passi alla Meloni. Si pone un problema di leadership”.

Al contrario, la giornalista de La Repubblica Claudia Fusani dubita che il capo di Fratelli d’Italia possa continuare a crescere nei sondaggi perché arrivano i soldi del PNRR e la bontà del governo Draghi sarà “messa a terra” con progetti e riforme togliendole argomenti per stare all’opposizione.

Dello stesso avviso la collega Maria Giovanna Maglie: “La Meloni ha fatto una grande pensata, ma credeva che si votasse con il Presidente della Repubblica, se così non è e gli altri migliorano la situazione tragica, chi sta all’opposizione resta senza argomenti. E’ lungo il tempo per chi fa opposizione se si vota nel 2023”.

Insomma, per la Maglie, il probabile sfaldamento del M5S si porterà dietro il Pd aprendo una pianura di consensi al centrodestra che sta al governo con Mario Draghi. Una lettura che non vede d’accordo Sallusti: “Sono abbastanza sicuro che al governo Draghi girerà bene, ma non ci sono i tempi utili per fare la scommessa contraria e dire che la Meloni resterà con il cerino in mano. I 240 miliardi sono troppi per capire quando produrranno i loro effetti benefici. Non sono gli 80 euro immediati in busta paga di Renzi poco prima delle elezioni, sono soldi che serviranno, ad esempio, per costruire un’autostrada e ci vorranno magari 7 anni. Non sono così sicuro che Giorgia Meloni pagherà il buon funzionamento del governo Draghi. La gente vive di mediaticità. Nelle prossime ore vedremo se Salvini voterà il Ddl Zan insieme al PD, la Meloni no. E’ questo che la gente percepisce nell’immediato”.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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