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Spunta il trucco sui contanti: “Così aggirano i nuovi limiti”

Si torna a parlare della lotta iniziata dal governo nei confronti dei contanti, una battaglia avviata per contrastare l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro (questa la spiegazione fornita dall’esecutivo, che ha deciso di appoggiare la proposta di Vittorio Colao), cosa che ha subito suscitato pesantissime polemiche.

Malgrado il malcontento registrato nelle ultime settimane, da mercoledì primo luglio entrerà in vigore la limitazione dei pagamenti mediante banconote annunciata dal governo, il cosiddetto “piano dolce” del premier Giuseppe Conte, che intende traghettarci verso il cashless “in modo gentile, fair”. Dal prossimo mercoledì, dunque, non sarà più possibile effettuare tramite contanti pagamenti superiori a 1999,99 euro. Da gennaio 2022 la soglia si abbasserà ancora, quando il tetto massimo sarà fissato a 999,99 euro. Per pagamenti di importo maggiore sarà di fatto obbligatorio ricorrere a bonifici o all’utilizzo di bancomat e carte di credito, affinché ogni operazione sia ben tracciata.

Eppure, come dichiarato in queste ultime ore da Unimpresa, ci sarebbe un modo per raggirare la soglia imposta dall’esecutivo. “Meno cash in circolazione, nessun limite specifico ai prelievi e ai versamenti del denaro contante in banca. Ma ‘nero’ di fatto ancora libero per i mini acquisti, anche sfruttando il trucco dei pagamenti frazionati: le nuove soglie saranno facilmente aggirate col risultato che il gettito fiscale non subirà vantaggi particolari, ma i consumi potrebbero subire una stretta anche per motivi di tipo psicologico”, dichiara oggi l’associazione, come riportato da “Adnkronos”. Il presidente Giovanna Ferrara ha poi aggiunto: “È il momento peggiore per introdurre tetti al contante: con la peggiore crisi degli ultimi decenni da affrontare, tutte gli sforzi vanno indirizzati per favorire e stimolare la spesa e non per fiaccare gli acquisti delle famiglie”.

“I tetti imposti per legge mirano a rendere la vita complicata per ‘spendere’ il cash per l’acquisto di beni e servizi non ‘in nero’. Ma fino a importi non rilevanti (alcune migliaia di euro) il ‘nero’ potrà continuare ad avere gioco facile rispetto ai controlli”, spiega ancora Unimpresa. “Tutto, insomma, dipende dalla capacità di spesa e dalle esigenze di chi incassa il contante. Senza dimenticare la possibilità di frazionare formalmente i pagamenti con multipli delle soglie introdotte (10.000 euro possono essere divisi in 5 ”rate” da 2.000), né il fatto che chi ha incassato illecitamente denaro contante può a sua volta continuare a pagare senza alcuna tracciabilità, facendo leva anche su motivazioni fiscali del destinatario”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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