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Sport, vita e morte: fatti da ricordare

Si è chiusa una settimana sportiva densa di avvenimenti, così diversi e, insieme, parte di un tutto. Non solo i Mondiali di sci a Cortina hanno infatti tenuto viva l’attenzione sul martoriato mondo dello sport ai tempi del coronavirus. Così voglio mettere in relazione alcuni fatti che, per ragioni diverse, hanno profondamente colpito me e chiunque ami lo sport.
Il primo, in ordine cronologico, è stata la sentenza del tribunale di Bolzano che ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per doping (accusa che gli costò la partecipazione ai Giochi di Rio) a carico di Alex Schwazer. Assoluzione, va specificato, «per non aver commesso il fatto». Dopo la brutta vicenda e la confessione precedente ai Giochi di Londra 2012, il marciatore si era affidato a Sandro Donati, allenatore da sempre esplicitamente e coraggiosamente schierato contro il doping, che grazie all’aiuto di don Luigi Ciotti e di Libera, gli aveva costruito una grande seconda opportunità. Ora che appare chiaro come Alex (e probabilmente anche il suo allenatore Donati) sia stato “incastrato”, uno dei primi messaggi è stato proprio quello di don Ciotti: «Forza Alex, Libera continuerà a marciare al tuo fianco, anche in questa nuova sfida nel nome dello sport pulito e della giustizia giusta».
Il secondo fatto della settimana è stata la prestazione monstre di Larissa Iapichino, diciottenne saltatrice in lungo e figlia d’arte di Fiona May e Gianni Iapichino, capace di siglare il nuovo record del mondo under20. Non solo: Larissa, con la misura di 6,19 metri, ha uguagliato mamma Fiona detentrice del record italiano indoor e si è qualificata per i Giochi di Tokyo. «Io come mamma, un sogno!», ha detto Larissa, splendida ragazza dalla pelle d’ebano e dall’accento toscano: «Però ora voglio festeggiare sui libri perché ho la maturità».
Il terzo fatto è stato il successo di Luna Rossa che, in Nuova Zelanda, si è guadagnata il diritto di gareggiare contro i defenders locali, per la vittoria dell’America’s Cup, il più antico trofeo sportivo del mondo. Se qualcuno ricorda le barche a vela di Paul Cayard e Cino Ricci, beh le cose sono un po’ cambiate e questi catamarani sono molto più simili a delle Formula 1 dei mari, ma questa notizia rappresenta l’ennesimo trionfo del genio, della dedizione, della tecnologia che questo Paese sa mettere in campo, quando lo vuole. Sintesi di matematica e poesia, verrebbe da dire, come nessuno al mondo è capace di fare.
Le ultime due notizie, invece, sono tristi e basta. Il Covid si è portato via il due volte campione del mondo di motociclismo, Fausto Gresini e il commissario tecnico della nostra nazionale di softball, Enrico Obletter. Quest’ultimo era riuscito a far qualificare la sua squadra per i prossimi Giochi Olimpi, con soltanto sei posti a disposizione. Enrico avrebbe dovuto vivere e godersi l’impresa la scorsa estate, ma la pandemia non lo ha permesso. E se quest’estate la fiamma olimpica si accenderà, per la stessa maledetta ragione, questa volta all’appuntamento sognato da una vita non ci sarà lui.
Storie così diverse, ma che rappresentano il tutto, dicevo. La caduta, la rinascita, l’ingiustizia, la giustizia, il riscatto, il futuro, l’inclusione, la speranza, la gioia, la programmazione, il metodo, la tenacia, la vittoria, la beffa, la sconfitta, la morte, il ricordo.
D’altronde, come qualcuno sostiene, la vita è una splendida metafora dello sport.

Fonte: avvenire.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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