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Sport italiano in lutto: è morto a 51 anni Michele Pasinato

Una notizia terribile. A soli 52 anni è morto Michele Pasinato, due volte campione Europeo con l’Italvolley di Julio Velasco (oltre a molte altre vittorie). Poco più di un anno fa era stato ospite al festival di Trento con gli altri compagni dei quella che è stata ribattezzata “la Generazione dei Fenomeni” che ha segnato per sempre la storia della pallavolo in Italia alla fine del secolo scorso.

Una grave malattia, scoperta alcuni mesi fa, non gli ha lasciato scampo. In tanti, increduli, lo ricordano con affetto in questi minuti sui social. 

Lutto nel volley: è morto Michele Pasinato

“Da parte del presidente Giuseppe Manfredi, dei vicepresidenti Adriano Bilato e Luciano Cecchi, del segretario generale Alberto Rabiti, del Consiglio Federale e dell’intera Federazione Italiana Pallavolo giungano alla famiglia di Michele sentite condoglianze” si legge in una nota sul sito della Federvolley.

Classe 1969, veneto di Cittadella (Padova), l’opposto è ancor’oggi il recordman di punti segnati nella regular season della massima serie del campionato italiano (7.031 punti in 280 partite, più di 300 punti in più del secondo in classifica). Nella classifica dei migliori per media punti per partita tra i top scorer del campionato italiano di A1 è secondo (dietro Andrea Zorzi). Nei playoff ha giocato poco (a causa della sua militanza sempre in piccole società), solo 17 partite con ben 408 punti realizzati.

In tutto ha realizzato 7.439 punti in 297 partite, meritandosi la sesta posizione nella speciale classifica generale. Ha fatto parte della nazionale italiana (in cui ha giocato per ben 256 volte) facendo parte della “squadra del secolo” alle Olimpiadi di Barcellona 1992, ai mondiali 1998 a Tokyo (vincendo l’oro) e agli europei del 1993 (Turku, oro) e 1995 (Atene, oro). Ha militato a lungo nel Petrarca Padova, e ha vinto una coppa CEV nel 1994 con la squadra della sua città.

Il “Paso”, come era soprannominato, aveva chiuso la sua carriera nel 2006 con la maglia del Valsugana Padova. Una persona semplice, innamorata di questo sport. Resterà nella storia della pallavolo italiana. Lascia la moglie Silvia e i figli Edoardo e Giorgio.

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Morto Pasinato, il comunicato della Pallavolo Padova

“Michele Pasinato non c’è più. 52 anni compiuti lo scorso 13 marzo, se ne è andato un amico, un padre premuroso, un apprezzato coach del settore giovanile bianconero e uno dei più grandi pallavolisti italiani di tutti i tempi”. Con queste toccanti parole inizia il comunicato della Pallavolo Padova.

“Un comunicato che non si vorrebbe mai scrivere, ma che è necessario per condividerne il ricordo con i tifosi, con i colleghi e con tutto il mondo dello sport. La Società bianconera si stringe attorno al dolore della moglie Silvia e dei figli Edoardo e Giorgio per la scomparsa di un uomo che ha regalato tante emozioni da giocatore e tanti insegnamenti da allenatore. La data e il luogo del funerale saranno comunicati nei prossimi giorni dalla Società. La sua carriera da giocatore iniziò nelle giovanili del Petrarca Padova nella stagione 1985/86, dove rimase fino al 1994 in serie A1. Dopo tre stagioni a Montichiari e una a Roma, il “Paso” tornò nella sua Padova giocando fino al 2000/01. Nella massima serie (tra campionato e Coppa Italia) realizzò 7.800 in 316 gare. Lunghissima la lista di titoli conquistati con la maglia della Nazionale Italiana: dall’oro a Tokyo nel 1988, passando per gli Europei di Turku e Atene nel 1993 e 1995. Grazie alle sue 256 presenze con l’Italia, divenne uno degli elementi cardine della famosa “Generazione di Fenomeni” e nel 1999 ottenne l’onorificenza della Medaglia d’oro al Valore Atletico. Dopo qualche stagione in serie B e C, Pasinato chiuse la carriera da atleta per iniziare quella da allenatore del settore giovanile nella Pallavolo Padova, la sua grande famiglia. Ma ora i numeri e i trofei hanno un valore relativo, perché quello che oggi Padova piange è un Campione che ha dimostrato tali caratteristiche anche nella vita di tutti i giorni, lì dove gli abbracci, i consigli e il quotidiano lavoro in palestra insieme ai ragazzi valgono più di qualunque podio. Il compito di chi rimane è quello di tenerne in vita la memoria, onorare il suo lavoro e associare al grande Paso un grande sorriso. Anche se, credeteci, in questo momento facciamo proprio fatica a mostrarvelo”.

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Fonte: today.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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